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lavoro pubblicato martedì 21 giugno 2016
ultima lettura giovedì 19 settembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Una signora perbene - 2a parte

di Andromeda70. Letto 2386 volte. Dallo scaffale Eros

Segue. -"Dio, che voglia di una sigaretta adesso...". Potevo anche capirla. Mi lasciai andare di nuovo nell'acqua, completamente rilassato, svuotato di tutto me stesso. -"Se vuoi puoi abbassare la seranda del posto auto, per privacy, ...

Segue.

-"Dio, che voglia di una sigaretta adesso...". Potevo anche capirla. Mi lasciai andare di nuovo nell'acqua, completamente rilassato, svuotato di tutto me stesso.

-"Se vuoi puoi abbassare la seranda del posto auto, per privacy, e uscire a fumare". Le feci vedere come fare. Lei parve estasiata da cotanta tecnologia a servizio di chi scopava, lì. Uscì svelta e felice. Mi feci una breve doccia e asciugatomi distesi sul lett, nudo, aspettandola. Lei rientrò adesso più serena dopo al sua dose di nicotina. Mi degnò solo di un breve sguardo e di un fugace sorriso. Iniziò a spogliarsi, senza dire una parola, con calma. Quando fu nuda si stese di fianco a me, in attesa di me.

-"Sei davveo brava". Lei si girò appena guardandomi sorpresa.

-"Il pompino dici? Lo sono diventata... il mio ex voleva quasi solo quello da me".

-"Ti ha insegnato bene. Mi hai davvero estasiato. C'era anche gusto nel tuo modo, sapienza. Esperienza. Sia come sia, sei davvero brava". Evitai di complimentarmi col suo maestro però.

-"Ne ho fatti tanti... Poi lui ha trovato un'altra a cui raccontare le cazzate che diceva a me, a cui io avevo smesso di credere, lui lo sapeva. Chissà se sarà brava pure lei adesso". C'era dolore in quello che aveva detto, rimpianto, rabbia. Era inutile e ritenni controproducente dire qualcosa, qualsiasi cosa in quel contesto. Feci semplicemente silenzio. Lei lo apprezzò. La toccai tutta sentendola fremere quando le sfiorai i grossi capezzoli, lunghi e duri. Andai a succhiarli, a leccarli. Lo feci con forza, pensai troppa, perché lei ululò come una lupa. Mi fermai.

-"Continua! Succhia, succhia...!". Mi ci applicai con assoluta dedizione.

-"Cazzo... mi fa impazzire!". Continuai a più non posso. Lei si contorceva come un'anguilla, presa da piacere doloro. Poi, mi prese per i capelli e mi tirò via dai sui seni.

-"Fottimi adesso, non resisto più". Ero già pronto nonostante la svuotata di coglioni a cui mi aveva sottoposto poco prima. Salii da lei e le porsi il cazzo da succhiare. Stavolta non si perse in lavoretti di fino con la lingua, ma lo imboccò e pompo tutto, segandomi e masaggiandomi i testicoli.

-"Scopami, ora!". Allargò le gambe e alzò il bacino per ricevermi dentro. Mi pese il cazzo con la mano e se lo puntò tra le grandi labbra. Spinsi, con forza, brutalmente. Lei si mise una mano sulla bocca e soffocò un urlo, ma i suoi occhi sbarrati e lucidi mi dissero tutto ciò che c'era da capire. La penetrai tutta, di colpo, fino in fondo, sentendola aprirsi e bagnarsi insieme. Presi a fottela con tutta la forza che avevo.

-"Così cazzo, così... è così che si chiava una donna!". La guardai: faceva di no con la testa ma diceva sì con gli occhi, con la bocca, con la lingua che le spuntava fuori dalle labbra. Le brancai le tette tra le mani e strinsi. Emise un urlo gotturale, strozzato e acuto. Sembrava un'animale. Strinsi e vidi i suoi capezzoli schizzare in fuori, lunghissimi. Scesi a leccarli.

-"Aaaahhhh noooo... Vengo, vengoooooo cazzooooo!!!". Facevo fatica a tenerla sotto di me tanto si dimenava. La infilzai ancora, e ancora.

-"Fottimi il culo, subito". Si inarcò prendendosi le gambe e alzandole. Guardò in basso indicando ciò che voleva io facessi.

-"Sbrigati, non resisto!". Le puntai la cappella sul buco e spinsi. Entrai subito, tutto.

-"Aaaaaahhhh cazzo! mi hai sfondato... lo sento in pancia". Presi a fotterla. Continuava a fare di no con la testa e a dire di sì con tutto il resto di se stessa. La scopai per non so quanto. Veniva in continuazione, così mi diceva.

-"Non ho mai incontrato una donna come te. Una troia come te". Le dissi, non so nemmeno io perché.

-"Sìììì... fottimi nel culo, continua a parlare... Quella puttana di tua moglie lo prendeva bene, come me?". Mi sfidò con lo sguardo.

-"Sì, lo prende in culo bene, anche lei".

-"Ma adesso forse lo prende in culo anche da un altro, o altri... chissà che cazzi che si fa la tua signora... Però magari pensa che sia sempe tua a scoparla".

-"E' quello che fai tu? Pensi al tuo ex marito che adesso si fa un'altra?".

-"Aaaaaahhh cazzo... mi fai venireeee".

-"Anch'io... vengo anch'io troia". Lei rinvenne come destata da un sogno.

-"No! Non venire!". Mi spinse fuori da lei e mi prese per i fianchi tirandomi verso di lei, facendomi mettere davanti alla sua faccia.

-"Spruzzami, vienimi in faccia! Sporcami". Mi feci una veloce sega e le fiottai i faccia il mio seme, tanto ancora, constatai. Lei lo ricevette in viso a occhi chiusi, immobile. Poi, quando i fiotti cessarono, si girò su un fianco e si abbandonò ai suoi ricordi, e ai suoi demoni. Io feci lo stesso e attesi.


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