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lavoro pubblicato lunedì 20 giugno 2016
ultima lettura lunedì 18 marzo 2019

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Il canto delle balene

di virgi888. Letto 305 volte. Dallo scaffale Fantasia

La vita del marinaio è molto dura, non hai voluto studiare e adesso cos'hai in mano, niente, non vedo  niente di buono nel tuo futuro, gli aveva detto suo padre la sera prima del suo imbarco. E ora era sul ponte di un mercantile dir...

La vita del marinaio è molto dura, non hai voluto studiare e adesso cos'hai in mano, niente, non vedo niente di buono nel tuo futuro, gli aveva detto suo padre la sera prima del suo imbarco.

E ora era sul ponte di un mercantile diretto verso terre a lui sconosciute, non si voltò nemmeno per un attimo a guardare il porto che lentamente si allontanava, sentiva solo che per lui stava iniziando una grande avventura.

Trascorsero mesi e anni e le sue mani diventavano sempre più dure, la sua figura esile era un ricordo , ora era un uomo robusto col volto segnato dal sole e dalla salsedine. Nei momenti di riposo amava stare seduto a prua a guardare l'orizzonte, gli occhi chiari leggermente socchiusi, aspettava che apparissero, come di solito accadeva all'improvviso ed era sempre un'emozione. Si annunciavano con alti sbuffi d'acqua e poi eccole emergere possenti ma al contempo incredibilmente leggere, le balene. Si sporgeva a guardarle affascinato mentre sfiorandosi sembravano danzare. Poi si allontanavano seguendo il loro antico percorso verso acque più tiepide dove si sarebbero accoppiate e avrebbero dato alla luce i loro piccoli.

Una volta aveva sentito raccontare che le balene comunicano tra loro con suoni non percettibili dall'orecchio umano.. Ma lui era sicuro di averli sentiti, durante la notte, nel silenzio aveva sentito dei suoni provenire dalla profondità del mare, era come una melodia simile ad un canto. Quando lo raccontava lo prendevano per matto e anche la sua passione per questi grandi cetacei era motivo di scherno, la maggior parte dei marinai vedeva le balene come fonte di reddito, prede come altre da cui poter fare soldi.

E così se ne stava da solo davanti al suo bicchiere di vino e sognava.

Il suo sogno era quello di potere immergersi e nuotare con loro, muoversi insieme ad esse , seguire la loro danza, farsi affascinare dal loro canto.

La solitudine lo portò a chiudersi sempre di più, divenne scorbutico ed il vino finì col divenire il suo unico compagno.

Il vino gli scaldava il cuore ma lo rendeva suscettibile e bastava una parola di troppo o anche uno sguardo non proprio amichevole perché perdesse il controllo, e allora volavano pugni e lui forte come un toro di solito ne aveva la meglio.

Gli imbarchi divennero sempre più difficili e la necessità gli fece accettare lavoro su una vecchia nave turca.

Partirono all'alba e gli furono assegnati i lavori più duri.

Sapeva che il tragitto non gli avrebbe fatto incontrare quelle che ormai considerava le sue uniche amiche, le balene e questo più che la fatica lo metteva di cattivo umore. Non avrebbe mai ammesso di essere triste o di sentirsi solo, non era da lui, doveva essere forte, più forte di tutti, doveva realizzare il suo sogno.

Una sera, aveva bevuto più del solito, ci fu una lite, un marinaio gli si avvicinò alle spalle e lo colpì al fianco con un lungo coltello. Ebbe il tempo di girarsi e guardare in faccia colui che lo uccideva prima di accasciarsi a terra in una pozza di sangue. Sentiva il respiro divenire sempre più affannoso, non aveva paura, pensava che in fondo morire così non era diverso dal morire in qualunque altro modo. Si guardò le mani sporche di sangue, non sentiva più dolore, socchiuse gli occhi come faceva quando cercava le sue balene arrivare dall’orizzonte, sorrise al pensiero e si aprì in un profondo respiro, poi lentamente si lasciò andare, era tempo di riposare, era tempo di chiudere gli occhi per sempre, e la sua vita gli scivolò via verso gli angoli più remoti dei suoi sogni sotto la tenue luce dell’alba.

Sentiva il battito del cuore, era avvolto in qualcosa di tiepido e rassicurante.

D’improvviso successe qualcosa, ma non riusciva ad aprire gli occhi. Sentì il suo corpo scivolare in un liquido piacevolmente fresco, percepiva attorno dei suoni ma non riusciva a capire. Dopo poco aprì gli occhi, un raggio di sole filtrando attraverso l’acqua lo investì e allora poté vedere la sua ombra profilarsi nel fondo, era la sagoma di un piccolo di balena, si guardò attorno, grandi balene si muovevano in armonia tracciando nell’acqua movimenti lenti. Era sbigottito, cominciò a muoversi e vide che era meraviglioso, salì velocemente in superfice e fece il suo primo profondo respiro, ridiscese ormai sicuro e per la prima volta le sentì, le balene cantavano e lo facevano per lui. Non erano più i suoni misteriosi che aveva udito nel silenzio della notte, ora comprendeva. I suoni diventarono sempre più acuti, lo avvolsero finché ogni parte del suo corpo ne fu pervaso, allora solo allora quello che era stato si dissolse, la sua mente si schiarì e vide intere generazioni di giganti marini abitare ogni angolo della terra, solcare i mari e maestosi spiccare salti verso il cielo stellato. In quel momento , in quel preciso momento, un canto melodioso uscì dalla sua bocca e si unì agli altri canti, anche a quelli lontani migliaia di miglia, e tutto il mare risuonò di un’unica, intensa, fortissima nota.




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