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lavoro pubblicato venerdì 17 giugno 2016
ultima lettura giovedì 7 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Addio, amore mio

di AlessandroFaustini. Letto 712 volte. Dallo scaffale Epistole

Giuliana amore mio, quando leggerai questa mia ultima lettera sarà ormai tardi, io non ci sarò più.Trattieni le lacrime e lascia ...

Giuliana amore mio, quando leggerai questa mia ultima lettera sarà ormai tardi, io non ci sarò più.
Trattieni le lacrime e lascia che ti parli di alcune questioni che mi rendono la coscienza pesante. Non avrò altre occasioni ed è giusto tu sappia. Non voglio affrontare questa mia dipartita con un simile peso nel cuore. Se mi ami perdonami e concedimi di affrontare questo passo con la dovuta leggerezza.
Sai, all'epoca della mia laurea - come dire all'inizio della mia vita da adulto - pensavo che un lavoro utile alla comunità e l'amore di una ragazza per bene sarebbero state le uniche cose degne di essere ambite e ogni altra cosa mi pareva superflua. Ero molto giovane allora e idealista. Del resto si sa: l'ingenuità è tale che più ne hai e meno sospetti di averne.
Quando ottenni il mio primo impiego, al ministero, grazie a quell'amico di papà parente del ministro, pensai che la questione "carriera" fosse definitivamente risolta.
Ah che sciocco ero e come sottovalutavo papà. Pace all'anima sua. Nel giro di pochi anni grazie alle sue conoscenze ero arrivato ad occupare una posizione per la quale altri avevano lavorato una vita. Franco in particolare. Quante telefonate dovette fare papà per fare invalidare il concorso che aveva vinto e far assegnare quel posto a me. Lui non lo seppe mai, gli dissero che aveva commesso un errore nella compilazione della domanda di partecipazione.
Questo non lo sapevi ed ora che te l'ho detto comincio a sentirmi più leggero.
Ricordi, Giulianina mia, quando Franco ci presentò? Mi sembra ieri. Ero al ricevimento per il vostro fidanzamento, nel suo giardino proprio di fianco alla fontana, ricordi? Vi avvicinaste e lui mi disse: «Ti presento Giuliana la mia fidanzata. Oggi le ho dato l'anello e in autunno ci sposeremo. Sei il primo a saperlo ma tra poco lo annuncerò ufficialmente. Vorrei che tu fossi il mio testimone di nozze».
Io lì per lì nemmeno compresi, abbagliato com'ero dalla tua bellezza. Fu un vero e proprio colpo di fulmine, persi completamente la ragione.
E quanto fu difficile conquistarti... Ricordi quanto mi facesti aspettare per dirmi quel fatidico "sì" e concederti al fuoco della mia passione? Un intero pomeriggio. Gli invitati erano in giardino sotto la veranda a congratularsi con Franco subito dopo l'annuncio ed il brindisi ed io mi congratulavo con te sul divano di Franco.
Che giornata memorabile fu quella... Anche per Franco.
E lui come se la prese quando lo seppe. Che persona indegna, come sbagliai sul suo conto. Non riuscì a perdonarmi e non volle comprendere che avevamo agito per amore, solo per amore.
Meno male che papà ottenne di farlo trasferire in un altro ufficio, non avrei sopportato di rivederlo dopo quella sua scenata così dozzinale davanti a tutti.
Isabella al confronto fu molto più fine nonostante avessimo appena ordinato le bomboniere. Era già al quarto mese e dovevamo fare in fretta ma quando le dissi che mi ero innamorato di te non disse una parola. Se ne andò e non la vidi più. Seppi poi che papà le aveva regalato una certa sommetta. Che delusione... Non avrebbe dovuto accettarla. Che modi da meretrice.
Ma ora non voglio pensare a né a Franco né a Isabella con quel suo piccolo bastardo - chissà se poi era davvero mio? Che il diavolo se li porti tutti! No, non voglio dissotterrare vecchi malumori. Leggerezza, ricordi? Ho bisogno di leggerezza per potermene andare sereno.
Io e te... Io e te siamo stati felici, vero? Quanti ricordi...
Ti ho amata sempre. Come fosti felice quando ti feci la sorpresa di quella bellissima pelliccia di visone. E ricordi quell'anello con il diamante? Non te lo aspettavi proprio. Quando te lo mostrai gli occhi ti si illuminarono di felicità. Quant'eri bella...
Ecco vedi quell'anello - come è difficile ora parlartene - te lo avevo comprato per farmi perdonare. Ecco l'ho detto! Non una cosa grave anzi, una cosetta proprio da nulla, una sciocchezza che per me non aveva alcuna importanza se non quella di un piccolo bisogno fisiologico. Ecco sì, proprio un bisogno fisiologico e nulla di più. Almeno all'inizio...
Forse non la prenderai bene e non devi fare l'errore di pensar male di lei, era poco più che una bambina allora, e non voleva, non voleva... Ma io insistetti e alla fine cedette.
Del resto non fosti tu a dirmi che aveva un debole per me? Sospettavi perfino che un po' ti invidiasse e dicendomi così fosti tu a mettermi quell'idea in testa. Ah se solo tu avessi taciuto...
Ma è inutile affliggersi. Ormai è acqua passata. Però non era vero che ti invidiava, al contrario era felice per noi. Come avrebbe potuto mai essere invidiosa di sua sorella? A volte sai essere davvero maligna.
Povera ragazzina. E tu come piangesti al funerale. Non ti spiegasti mai quel suo gesto inconsulto, per giunta con una creatura in grembo. Se fosse mia non lo so ma oramai cosa importa?
L'ho amata! Come avrei potuto non amarla? Mi ricordava te qualche anno prima. In fondo se ci ho fatto l'amore è stato solo per rievocare i primi tempi con te.
Ce ne furono altre ma poche e non contarono nulla. Solo quattro, le mie segretarie. Ma non appena ottenuti i loro favori le licenziai per rispetto a te che nulla sospettavi.
Solo l'ultima non potei mandarla via, ella mi ricattava. Ecco, a proposito: la pelliccia di visone l'avevo comprata per lei ma non la volle, la trovava volgare, ne pretese un'altra più costosa. Avrei potuto restituirla e recuperare i soldi ma la donai a te. Che bella occasione per farti un regalo a cui ti sapevo tenere così tanto.
Come vedi solo piccole cose. A parte queste inezie ti ho amato tanto, Giuliana, ti ho amato con tutto il cuore. Ti ho dato i miei anni migliori, i miei sogni, le mie speranze e con te sono stato felice. Ora però non sopporto più il peso di questa mia esistenza.
È già tutto predisposto, solo il tempo di imbustare questa lettera e farò quel che ormai ho stabilito. Non credere che non ci abbia riflettuto molto.
Ti auguro con tutto il cuore di riprenderti in fretta e di essere felice. Non dolerti per me là dove vado troverò, forse, quella pace che anelo. Non vivere di rimpianti perché io non ne ho.
Un ultimo dettaglio pratico. Lo so che può apparirti prosaico ma la tua vita deve andare avanti e non voglio lasciarti nei guai. Purtroppo sono pieno di debiti. Ho fatto degli investimenti attraverso una banca straniera. Ufficialmente abbiamo perso tutto.
Domattina alle dieci in punto ti presenterai al nostro avvocato. Ci troverai anche il notaio. Firmerai per la vendita dell'appartamento in cui vivevamo insieme, per te da sola è troppo grande. Con il ricavato pagherai una parte dei debiti e salderai il resto con comodo, sei giovane e in gamba, ce la farai.
Ecco ti ho confessato tutto, quanto meno le cose più importanti. Non immagini che peso io mi sia tolto dal cuore.
Addio mio dolce amore, me ne vado per sempre ma con leggerezza. Non crucciarti per me, ai Caraibi starò benissimo.

Con eterno amore, tuo Giorgio.



Commenti

pubblicato il venerdì 22 luglio 2016
LianaS, ha scritto: Compito arduo, riuscire a rendere simpatico un filibustiere come Giorgio, ma ci sei riuscito. Dopo le prime righe, in cui pensavo di trovarmi di fronte ad una lettera strappalacrime, non riuscivo a smettere di sorridere... benché un pugno in faccia, al tipo, glielo avrei dato volentieri. Bravo!

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