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lavoro pubblicato lunedì 13 giugno 2016
ultima lettura venerdì 23 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il piccolo mondo di Amalia.

di Lovett. Letto 352 volte. Dallo scaffale Generico

Qualche mese fa iniziai a scrivere una storia; una storia che parla di me, potrebbe parlare di voi, e di chiunque si senta perso nel proprio piccolo mondo. Le poche righe che seguono sono un piccolo estratto di ciò.

Amalia non riesce a preoccuparsi, probabilmente perché quella ipotetica morte lei l’ha desiderata tante volte, probabilmente perché vede l’unica soluzione nella non esistenza; vorrebbe che tutto ciò non le fosse mai accaduto. Spesso Amalia pensa ad un ipotetico futuro, ma puntualmente i suoi pensieri si bloccano; come potrebbe ricominciare a vivere “normalmente”? È davvero possibile mettere tutto da parte e “rinascere”? Si possono realmente sradicare quei pensieri malati dal suo modo di pensare?
Ci pensa, ci ragiona su, ma la risposta è sempre la stessa: non si può, non ce la farà.
Si sente condannata a vivere una vita disgustosa, una vita fatta principalmente di odio e sensi di colpa.
Altre volte si consola pensando di non riuscire a vedere un futuro migliore solamente perché è ancora dentro quel vortice, perché è ancora presto per uscirne, si sente ancora risucchiata dentro di esso.
Se così fosse, quando arriverà l’ora di uscirne? Non ha sofferto abbastanza?
Probabilmente no, forse c’è un Dio, o qualcosa o qualcuno del genere che ha deciso che non è ancora ora di ridarle la sua vita, forse ha fatto qualcosa di cosi terribile che merita tutto questo, ma lei non ricorda, a volte non ricorda nulla.
Nell’ultima settimana ha avuto molte crisi, non le accadeva da tempo di averne così tante.
Quando accade lei va via, viene messa da parte, e quando torna è sfinita. La cosa che le provoca più rabbia è il sentirsi impotente verso se stessa, l’essere costretta a guardare quelle scene di un teatrino pieno di dolore senza poter salire sul palco e proclamare terminato lo spettacolo; è il suo corpo, è la sua vita, avrebbe tutto il diritto di poterlo fare!
Voi lo fate giusto? Se non volete dire una cosa e tacere potete tranquillamente stare zitti, vero? Se avete qualcosa da dire potete parlare vero? Se volete abbracciare vostra madre e dirle che le volete bene non c'è nessuno ad impedirvelo no? Beh, lei non può, è bloccata, e aspetta di essere pilotata, aspetta come una marionetta che i suoi fili vengano mossi, ma da chi? Bella domanda, ancora sta cercando una risposta.
Una situazione così instabile ha portato Amalia a chiudersi in se stessa, non esce quasi più, non sente più nessuno, esclusi quei pochissimi amici che riescono a vedere chiaramente il dolore nei suoi occhi e che non vogliono abbandonarla. Lei lo sa che loro vorrebbero aiutarla, vorrebbero che lei tornasse quella che era una volta, così solare e forte; praticamente un’altra persona.



Commenti

pubblicato il lunedì 13 giugno 2016
scribellulalaura, ha scritto: La fragilità umana, in tutte le sue forme, è un tema profondo e attuale. A volte la scrittura è un veicolo terapeutico, per chi scrive e per chi legge. Mi piacerebbe leggere un seguito positivo di questa piccola storia.
pubblicato il lunedì 13 giugno 2016
Lovett, ha scritto: Già, scrivere aiuta molto, per me in alcuni momenti è stato fondamentale; per il momento questa storia non ha ancora trovato un finale adatto, o meglio ancora continua ad essere scritta.
pubblicato il martedì 14 giugno 2016
scribellulalaura, ha scritto: Si, un po' come la vita....buona continuazione dunque!!!

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