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lavoro pubblicato lunedì 13 giugno 2016
ultima lettura mercoledì 20 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La speranza: quella maledetta... pt2

di Andrert. Letto 472 volte. Dallo scaffale Storia

Luke si alzò, si sistemò la camicia bianca che indossava sotto il giubbotto di pelle aperto che indossava e si avvicinò al signore. Lo toccò leggermente sul cappotto che indossava. -Scusi… Niente da fare. Il vecchi.....

Luke si alzò, si sistemò la camicia bianca che indossava sotto il giubbotto di pelle aperto che indossava e si avvicinò al signore.

Lo toccò leggermente sul cappotto che indossava.

-Scusi…

Niente da fare. Il vecchio era intento a gattonare e cercare.

-Scusi…- insistette Luke

-Ma dove sei?!

-Senta…

-Ma eri qui… ti ho visto saltellare fin qui…

-EHI!- urlò Luke strattonando il cappotto del signore.

A quel punto, il signore non poté far altro che girarsi e vedere che Luke lo aveva richiamato.

-Si riprenda!- lo ammonì Luke.

L’anziano signore si alzò con l’aiuto di Luke. Era piuttosto confuso. Agitato, per essere precisi.

-Forse ha perso una perla, o una collana- disse Luke nel tentativo di far ragionare l’uomo.

-Ma no no- rispose distratto il signore attento a guardarsi attorno- ve l’ho detto! Cerco la mia speranza! Quella maledetta…

Luke lo guardava perplesso.

-Mi scusi signor….- fece Luke.

-De Bois- rispose il signor De Bois sempre distrattamente e intento a vedere se dietro Luke avrebbe scorto quello che andava cercando come un pazzo.

-Mi scusi, signor De Bois, ma non pensa che la sua… speranza non l’abbia mai persa? Forse ce l’ha in tasca, controlli!

A queste parole, il signor De Bois parve riprendersi dallo stato agitato e confusionale in cui era e fissò Luke. Poi rise sarcastico

-Oh! Questa è bella! Magari l’avessi persa! Magari! No no, lei è qui! Quella maledetta! Ah ma se la prendo! Quella schifosa non mi fa dormire da giorni!

-La sua… speranza, ha detto che è come una pallina da ping pong?- chiese Luke per tentare di riportarlo sempre più alla realtà.

-Ma si! L’avete vista?!- chiese ansioso De Bois.

Pessima domanda, constatò Luke.

-No, non l’ho vista- ammise.

-Oh, che peccato… questo è davvero un gran peccato!

Il signor De Bois ricominciò a parlare tra sé e sé.

Luke cominciava a perdere la pazienza e prese per le maniche del cappotto De Bois.

-Però mi ascolti! Signor De Bois… Signor De Bois… ehi! Ma insomma, mi guardi!- disse quasi urlando Luke.

Finalmente il signor De Bois dette i primi segnali di essere tornato alla realtà.

-Sì, mi scusi..

-Stia tranquillo. Va tutto bene. Magari se collaboriamo ce ne possiamo uscire da questa faccenda in qualche minuto. Se però lei continua a cercare questa sua speranza in questa maniera, dubito ce la caveremo con poco.

Il signor De Bois guardò per terra e dette ragione con un gesto del capo a Luke.

-Mi fa piacere si stia riprendendo. Scusi, ma l’ho vista particolarmente agitata...-

-Beh, lo sono. Stavolta l’avevo quasi presa! Mi sa che mi è scappata anche questa volta.

-Ma mi spiega cosa va cercando di preciso!?

-Ve l’ho detto, la mia speranza.

-Ma scusi, perché va cercando questa sua speranza?- chiese Luke quasi ironico.

-Ma come perché? Per ucciderla, ovviamente!- rispose con naturalezza De Bois

-Per ucciderla?- domandò Luke interdetto.

-Naturalmente.

-Guardi, non penso che uccidere una speranza sia una cosa molto naturale…

-Sentite, penso sia scappata anche stavolta quella piccola stronza. Perciò mi sa che devo rassegnarmi. Quando rispunterà non me la farò scappare.

-Beh- fece Luke- se non altro questo la farà calmare. Almeno così pare. Perché non ci sediamo? Stare alzati ci farà stancare.

-Sedersi? No, no! Sono piuttosto agitato! Facciamoci due passi!

(continua...)

Andrea Motta.



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