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lavoro pubblicato lunedì 13 giugno 2016
ultima lettura mercoledì 11 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La speranza: quella maledetta...

di Andrert. Letto 508 volte. Dallo scaffale Storia

Luke era tranquillamente seduto nella panchina del parco a fumare la sua sigaretta. La giornata lavorativa era finita da un po’ e aveva deciso di rilassarsi nel parco pubblico vicino al suo ufficio. Il tramonto era calato ormai da un bel po&rs.....

Luke era tranquillamente seduto nella panchina del parco a fumare la sua sigaretta.

La giornata lavorativa era finita da un po’ e aveva deciso di rilassarsi nel parco pubblico vicino al suo ufficio.

Il tramonto era calato ormai da un bel po’ e il cielo era scuro con qualche stella a brillare.

Attorno a lui non c’era praticamente nessuno: il clima lo impediva. Non che ci fosse particolarmente freddo, ma le belle giornate dovevano ancora arrivare e il parco non era frequentato da molti in quella sera di fine Marzo. L’assenza di luce, poi, fece in modo che quel parco fosse praticamente deserto a quell’ora, cioè le 21 e 30 circa.

Luke contemplava il cielo con la sua sigaretta in bocca quando improvvisamente notò un uomo, più anziano di lui (anche se Luke, a 38 anni, non poteva definirsi anziano), decisamente più anziano di lui, che era intento a cercare qualcosa e nel frattempo parlava tra sé e sé.

-Oh, ma insomma! Ma dov’è? Dov’è andata a finire?!

Il signore anziano era chino e intento a cercare qualcosa dentro ad un cespuglio.

Con ancora la sigaretta in bocca, Luke cominciò a fissare l’uomo incuriosito. Prese la sigaretta tra le dita dopo aver aspirato, fece arrivare il fumo nei polmoni e, sentita la botta, gettò fuori il fumo. Sembrava che l’uomo non si fosse accorto minimamente della presenza di Luke a due passi da lui.

Poi però l’uomo alzò il capo e vide Luke.

-Scusatemi, gentile signore, non è che per caso l’avete vista?- chiese con un tono in cui si cercava di contenere una certa agitazione

Il signore cercava la sua speranza, ma questo Luke ancora non lo sapeva.

-Visto cosa, mi scusi?- chiese Luke.

-Ma come? Non l’avete vista?-.

-Beh, non sapendo cosa…-.

-Suvvià! Non mi prendiate in giro! Non l’avete vista pure voi quella lucina piccola e brillante che saltellava vispa proprio qui a due passi?

-Una lucina piccola? Tipo una lucciola? Cercate una lucciola?

Il signore anziano era tornato a cercare attento per terra, mettendosi a gattoni e perlustrando ogni possibile spazio in cui si sarebbe potuta cacciare la sua speranza. Ciò nonostante, rispose a Luke, guardando sempre per terra: -Oh ma no, ovviamente! Quale lucciola! Non è così piccola! Ma neanche particolarmente grande! E’ come una pallina da ping pong, solo che è luccicante, come una piccola stella!.... Oh, ma insomma! Dove diavolo ti sei cacciata?! Salta fuori!-.

Luke era perplesso. Eppure non era inquieto perché l’uomo che aveva innanzi a sé non era pazzo, lo si capiva. Sembrava con tutte le rotelle a posto, solo che era alquanto agitato.

-Guardi- disse Luke- io non ho visto nessuna… pallina di ping pong. E sinceramente non so nemmeno che oggetto possa essere quello che lei cerca quindi non so proprio come aiutarla, mi spiace-.

-Io l’ho chiamata pallina da ping pong per farle capire la forma dell’oggetto! Ma mica è una pallina da ping pong!- rispose il signore anziano con un tono di leggera stizza.

-E allora cos’è?- chiese Luke.

-Ma come cos’è?! E’ la mia speranza!- rispose l’anziano che nel frattempo stava scandagliando un altro cespuglio, posto sempre vicino alla panchina dov’era seduto Luke.

Non appena disse “speranza”, Luke capì che forse un po’ svitato doveva esserlo.

-Speranza?- domandò incuriosito e perplesso Luke.

-Ma naturalmente!- rispose distratto il signore, troppo intento nella sua ricerca.

Luke capì che doveva fare qualcosa. Doveva far ritornare alla realtà il vecchio signore davanti a lui.

(continua...)

Andrea Motta.



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