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lavoro pubblicato domenica 12 giugno 2016
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'Estate Della Prima Superiore

di jade14. Letto 426 volte. Dallo scaffale Storia

CAPITOLO 9 A tutti capita qualche volta di piangere. Alcuni piangono solo per ottenere qualcosa che vogliono ed intimoriscono il loro nemico così. Alcuni invece piangono per sfogarsi e buttare fuori tutto quello che hanno dentro, dalla rabbia al...

CAPITOLO 9

A tutti capita qualche volta di piangere. Alcuni piangono solo per ottenere qualcosa che vogliono ed intimoriscono il loro nemico così. Alcuni invece piangono per sfogarsi e buttare fuori tutto quello che hanno dentro, dalla rabbia alla tristezza. Alcuni ancora, invece, piangono anche di gioia. A me sono capitate tutte e tre le opzioni. Da piccola il primo, alcune volte il terzo e tuttora anche il secondo. Di solito quando mi capita di piangere e sono davanti a qualcuno, la maggior parte delle volte riesco a controllarmi e continuo a ripetermi nella mente che non è il momento, non ora e non qui. Se invece sono da sola, vado in camera mia e mi rinchiudo dentro. Comincio a piangere a mi stendo sul letto. Adesso non mi capita più tanto spesso ma durante questo inverno si. A tutte le persone capita di vivere un brutto periodo, per qualsiasi ragione. L'importante è rialzarsi ogni volta e tenere sempre la testa alta.

Questa mattina mi alzo davvero presto: 7:30. Lo faccio perchè uno non riesco a dormire e due ho voglia di fare una corsa. C'è già un po' di sole e stanno ancora tutti dormendo. Non faccio colazione perchè dicono che fa male mangiare prima di correre. (infatti alle medie una volta ho vomitato) Così mi metto dei pantaloncini corti da ginnastica, una maglietta a maniche corte e una felpa dato che non fa molto caldo. Quando vado giù mi infilo delle scarpe molto comode che usavo anche a scuola per fare ginnastica. Bevo qualcosa e mi faccio una coda alta. Di solito quando corro vado un po' in giro per la città, ma questa mattina vorrei ritornare sulla stradina che attraversa i colli, mi manca molto. Prendo le cuffiette e il telefono. Scrivo un biglietto "Sono a fare una corsa, torno fra due ore." Chiudo il portoncino di casa mia e comincio a camminare veloce. Di solito, durante scuola, andavo quasi ogni domenica con Elena a fare tantissime corse e poi andavamo a fare colazione assieme. Mi divertivo tantissimo. Quando sono quasi arrivata alla stradina accendo la musica e metto le cuffiette. Arrivata comincio a correre, non tanto veloce così da mantenere il ritmo. La stradina è asfaltata perfettamente e fiancheggia un canale. Il resto è ricoperto da alberi e campi. Sorpassato un piccolo ponticello, l'acqua del canale fa una piccola cascata per rendere magico tutto il paesaggio. Continuo a correre e ogni tanto mi fermo abbassando la testa e mettendo le mani sulle ginocchia. Al termine di questa piccola stradina c'è un altro ponte. Ora vicino al canale ci sono tre case attaccate e ogni tanto sbucano delle galline. C'è una discesa che porta alla strada principale. Dopo averla attraversata ed essere riuscita ad arrivare dall'altra parte, continuo a corre e cambiare canzone. Finita la pista ciclabile, inizia una nuova parte di stradina che fiancheggia invece un monte. Una volta ho fatto la salita e arrivata in cima ero distrutta. Arrivata anche la fine di questa parte, inizia nuovamente quella della strada principale. Dopo essere passata affianco ad un supermercato arrivo al giardino comunale, lo attraverso e continuo sempre dritta fino ad arrivare al parco. Appena arrivo dentro, faccio un altro giro. Bevo dalla fontanella e faccio qualche flessione, addominali e dorsali. Sono distrutta. Mentre mi siedo sulla panchina, vedo per terra un volantino con scritto "notte rosa". E' una bellissima serata dove tutti i negozi rimangono aperti fino alle tre, si balla, ci sono cantanti e le macchine non possono passare. La fanno solo una volta all'anno. Guardo ed è proprio sta sera. Provo allora a sbloccare il telefono e a fare un gruppo composto da tutti i vecchi amici delle medie, quelli che mi stanno ancora simpatici. In tutto siamo io e altre tre amiche, e quattro ragazzi. Mando un messaggio generale di proposta e tutti hanno accettato. Ricomincio a correre vero casa mentre mi metto d'accordo con tutti per sapere a che ora ci dovevamo vedere e dove. Piazza mercato alle 20:00. Ok. Arrivata a casa erano già le undici e mezza e dopo aver fatto la doccia sono subito andata a tavola a mangiare dato che avevo moltissima fame. Finito il pranzo sono andata in salotto a guardare un po' di televisione. Intanto messaggiavo con il gruppo della notte rosa. Adele mi ha chiesto se nel pomeriggio ci vedevamo per farci le treccine e io ho subito accettato. Mi piacciono moltissimo e per gli esami una mia amica me le aveva fatte su tutta la testa, i prof. si sono un tantino arrabbiati. Alle tre dovevo essere al parco e intanto lei andava con suo papà a fare la spesa. Mi sono data una rinfrescata al viso, ho preso gli elastici, ho salutato tutti e sono andata via. Arrivata al parco, Adele era già seduta sulla panchina e dopo esserci salutate ci siamo bagnate i capelli, così era più facile formare tre ciocche. Io le ho fatte a lei e lei a me. Soltanto una striscia sotto. Intanto abbiamo parlato di tantissime cose. Quando abbiamo finito erano le cinque e l'ho accompagnata da Enrico. Intanto io ho fatto un altro giro in bici e poi me ne sono andata a casa. Ho guardato ancora un po' di televisione e poi sono andata a farmi la doccia. Mi sono vestita con dei pantaloni corti grigi e una maglietta nera. Dopo essermi infilata le scarpe sono andata a cenare. Ho pensato di raccogliere i capelli con una "cipollina" e lasciare giù le treccine fatte oggi. Dopo essermi anche lavata i denti sono partita verso la piazza. Arrivata ho subito salutato Laura e Gloria con un abbraccio molto forte. Era da un anno che non ci vedevamo. Avevamo tantissime cose da raccontarci:come va a scuola, dove andranno in vacanza, come va con i ragazzi e se hanno rivisto qualche amico delle medie. Neanche loro si sono mai rincontrate così è stato ancora più bello. Di ragazzi c'erano solo Gianluca, Mattia e Luca e anche loro mi hanno subito salutato con un abbraccio. Sono cresciuti tutti quanti, mancano solo Nicolò e Martina. Quando anche loro sono arrivati, siamo andati tutti a prendere un gelato e ci siamo seduti sulle panchine della gelateria a mangiarlo e a parlare. Abbiamo cominciato a ridere e una volta finito il gelato, ci siamo alzati e abbiamo cominciato a camminare verso il centro. Dato che il marciapiede era stretto ci siamo divisi per coppie, non volutamente. Martina continuava a scherzare e ridere con Gianluca, Mattia e Gloria continuavano a discutere di come era vestita la gente che gli passava affianco, Luca e Laura invece erano impegnati con i loro telefoni mentre io e Nicolò discutevamo di come avremmo passato le vacanze e continuavamo a immaginare cose assurde. Una volta arrivati al centro abbiamo deciso di assistere ad un concerto di due cantanti e poi a vari spettacoli di musica. Abbiamo girato e osservato le bancarelle e ogni tanto qualcuno comprava qualcosa. Ci siamo anche presi il braccialetto dell'amicizia per non dimenticarci mai. Siamo anche andati al parco e abbiamo continuato a parlare e ridere ininterrottamente. Siamo stati in giro fino all'una e poi, anche se la festa non era finita, siamo dovuti andare a casa. Per aspettare i nostri genitori che ci venivano a prendere, abbiamo aspettato tutti seduti su un parcheggio vicino ad un palo, con tutte le zanzare che ci beccavano. Ad uno ad uno abbiamo lasciato la festa e ci siamo salutati con un altro abbraccio, promettendoci che avremmo rifatto questa uscita. Arrivata a casa sono andata a letto con un unico pensiero: domani è sabato!



Commenti

pubblicato il martedì 14 giugno 2016
Reinerart, ha scritto: Segue uno spaccato di vita vissuta da leggere in un fiato In un coinvolgimento del cuore e dello sguardo. Colpisce il grande impatto visivo che ogni racconto Offre. Bravissima
pubblicato il martedì 14 giugno 2016
jade14, ha scritto: Grazie, far sentire partecipe il lettore alla mia storia è il mio obiettivo. Sempre molto gentile!

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