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lavoro pubblicato venerdì 10 giugno 2016
ultima lettura domenica 18 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vado a piedi.

di semprestanca. Letto 403 volte. Dallo scaffale Pensieri

Sono in fermata. L’aria è irrespirabile.Forse il bus è già passato.Decido di andare verso casa a piedi.A casa mi aspettano ...

Sono in fermata. L’aria è irrespirabile.
Forse il bus è già passato.
Decido di andare verso casa a piedi.

A casa mi aspettano tutti, penso. Accelero il passo.
Mi piace immaginare la faccia di quei decerebrati quando mi vedranno arrivare dalla finestra che affaccia in strada. Chissà se mi vedranno diversa. Si accorgeranno del taglio nuovo?Dei miei nuovi vestiti?
E io li riconoscerò? Saranno ancora gli stessi ragazzi che mi hanno conosciuto al liceo e che due anni fa mi hanno salutato all’aeroporto? Sapranno ancora farmi felice? Gli sarò mancata?
Federico sarà ancora Federico? Sarà ancora innamorato di quell’attrice che abitava vicino casa sua? Avrà ancora quello sguardo perennemente perso nel vuoto?
E Lisa? Mi vorrà ancora consolare quando mi mancherà quella realtà che ho vissuto per due anni? Sarà ancora quella ragazza che preferiva addormentarsi sulla tastiera piuttosto che interrompere la video chiamata?
Nicola?Luca?Ginevra? Saranno ancora lì? Intatti? Saranno ancora gli stessi di due anni fa?

La strada mi sembra infinita. Comincia a far buio.
Guardo in alto. Qui si possono vedere le stelle.
Due anni senza stelle.

Chissà se mi avranno preparato una festa. Sono eccitatissima.
Mi immagino già Federico che tiene un cartellone tutto disegnato in mano con scritto “Bentornata Alessia. Ci sei mancata. ”

Mentre cammino per i vicoli stretti continuo a fantasticare su come sarà la mia festicciola. Come saranno vestiti? Devo cambiarmi? Mi sono messa troppo in tiro? Ci sarà qualcuno che mi aiuterà a portare le valigie? Ci sarà del vino o della birra?

Mi fa male la schiena.
Mi fanno male i piedi.
Però vorrei correre.

Ho troppa fame. Avranno ordinato la pizza? Si ricorderanno che la mia preferita è quella coi funghi?

Due anni. Sono quasi 730 giorni che non li vedo.
Non ci siamo neppure sentiti spesso.
Spero non sia cambiato nulla. Ma è inevitabile.

Sono quasi arrivata.
Passo davanti ad una pasticceria e decido di prendere un paio di dolcetti.
Maritozzo con la panna per Fede, cannolo siciliano per Lisa, bignè al cioccolato per Ginevra e Luca e una sfogliatella per Nicola.
Io ancora mi ricordo quei sabati passati seduti sotto ai portici a mangiare dolci e a bere prosecco.
Che poi il prosecco ci faceva schifo ma costava poco.

Sono appena entrata nella mia via.
E’ stranissimo.
Ritornare nel passato.

Apro il portone. Salgo due piani di scale senza l’aiuto di nessuno.
Infilo la chiave nel buco della serratura.
Giro due volte.

Apro la porta.



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