ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 10 giugno 2016
ultima lettura domenica 25 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

"Follie da liceo classico"

di Enrimanci. Letto 531 volte. Dallo scaffale Umoristici

Il professor D'acunti  passeggiava nervosamente avanti e indietro davanti alla scolaresca, proprio come un sergente avrebbe fatto di fronte ad un plotone di soldati. C'era tensione nell'aria e ognuno dei ragazzi del secondo C del liceo Tacito era ...

Il professor D'acunti passeggiava nervosamente avanti e indietro davanti alla scolaresca, proprio come un sergente avrebbe fatto di fronte ad un plotone di soldati. C'era tensione nell'aria e ognuno dei ragazzi del secondo C del liceo Tacito era incerto su quello che sarebbe successo da lì a poco. Il professor D'acunti per questa gita nei boschi si era vestito in modo adatto all'evenienza. Indossava degli alti stivali marroni, dei pantaloni attillati in pelle nera e dello stesso materiale erano i guanti che in continuazione tirava in modo da renderli più aderenti alla mano. La camicia in lino era leggermente sbottonata e un folto pelo nero emergeva dal colletto. I suoi verdi occhi squadravano con attenzione ognuno di quei ragazzi. La nuca pelata, lucidata per l'occasione, rifletteva i raggi del sole .
C'erano proprio tutti: alcune diligenti ragazze in prima fila, Arianna, le due Elene, Martina De vincenti. Gli altri erano nelle file più indietro, fino all'ultima fila in cui Gerardo in evidente stato di ansia, assieme ad Ilaria, continuava a fumare sigarette. Paul aveva un sorriso ebete stampato in faccia. Quell' espressione divertita che non avrebbe perso neanche nella più assurda tragedia.
Soltanto poche settimane prima il D'acunti era entrato in classe e dopo essersi seduto alla cattedra aveva dichiarato le seguenti parole:" ragazzi dopo un anno e mezzo di latino ritengo che siamo pronti ad affrontare il nemico nel suo habitat naturale, nei boschi laziali". Era rimasto a guardarli con un espressione soddisfatta, mentre arrotolava le estremità del suo baffo, godendosi la reazione di panico e stupore generale. Nelle settimane seguenti a questa notizia tutti si erano impegnati per consolidare le proprie basi grammaticali. Ripetizioni, versioni, ripassi notturni non erano però bastati a calmare i loro animi irrequieti.
E alla fine era arrivato il giorno.
Il pullman era partito alle 7:30 da via Giordano bruno, la via della scuola. a bordo era il silenzio. Forse un po' per l'ora mattutina, forse perché la presenza del D'Acunti vestito in quella tenuta da boschi li metteva tutti in soggezione.
Ed ora erano tutti lí in una radura attendendo l'allevatore di "capitoletti" con cui il D'Acunti si era messo in contatto giorni prima.
Poco dopo l'allevatore arrivò nella radura e fece loro segno di seguirli.
L'improbabile gruppo si addentrò nella boscaglia. Trascorsero pochi minuti nei quali il professore li invitò più volte ad accelerare il passo e arrivarono ad un magazzino mimetizzato nella vegetazione. Il professore bisbigliò qualcosa all'allevatore che entrò in una porta sul retro e poco tempo dopo uscí con un carro carico di gabbie. Dalle gabbie i capitoletti inferociti emettevano ringhi più o meno sommessi.
Il panico si diffuse tra i ragazzi. Agnese Panzieri quasi soffocò per la preoccupazione e ansimò "Di Dio, Di Dio".
Gerardo ed Enrico nonostante il momento di grande patos si accasciarono a terra dalle risate. Al D'Acunti saettarono gli occhi e dopo un finto colpo di tosse per richiamare il silenzio si rivolse a Gerardo: "Vedo che neanche questa situazione di pericolo vi fa perdere la voglia di divertirvi. Magari D'Elia vuole essere il primo ad avere a che fare con un capitoletto... venga avanti qua vicino alle gabbie. Gli altri facciano tutti un passo indietro.
Gerardo impallidí ma si fece avanti con coraggio. Il D'acunti continuò: "sei fortunato Gerardo, ho fatto preparare solo capitoletti della specie "De bello gallico. Come ben sai sono più docili dei loro cugini ciceroniani..."
L'allevatore sospirò e rivolto a Gerri: "Coraggio ragazzo". Un attimo dopo aprí la gabbia e una creatura bianca con macchie di inchiostro uscí molto velocemente scagliandosi su Gerardo.
"Gerardo trova in fretta il soggetto è verbo del primo periodo o ti morderà. Gerardo esitò poi biascicò "congiuntivo presente", risposta che non fece arrestare lo scatto del capitoletto, che anzi sembrava sempre più inferocito. Il D'acunti a quel punto scattò a sua volta e con una leggiadria incredibile piroettò davanti al capitoletto colpendolo con una bacchetta di legno. Con voce ferma e sicura esclamò:"Congiuntivo imperfetto!" iniziò a tradurre quel capitoletto ad una velocità spaventosa e intanto quello guaiva e si ritirava verso la gabbia. Il D'Acunti con la grazia di un console della Roma repubblicana continuava a bacchettarlo e ad analizzarlo nella sua sintassi, finché quello non fu di nuovo nella gabbia che si richiuse con un rumore metallico. L' allevatore era basito e a stento nascondeva lo stupore: "Mai visto nulla di simile".
Il D'acunti sospirò e porse la mano a Gerardo per permettergli di alzarsi da terra, dove era finito per lo shock.
"Gerardo, gerardo, qua siamo in un habitat selvatico, non sono capitoletti domestici. Qua o coniughi o son paradigmi amari!"
"Si professore certo, non mi aspettavo fossero così feroci"
"Eh Gerardo, mi ricordo ai tempi degli esami all'università quando ti lasciavano nel bosco per giorni e ti attaccava qualunque traduzione. Dai capitoletti ciceroniani, fino a Quintiliano e Seneca. Erano paradigmi amari là, oh si se lo erano. Avanti il prossimo..."


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: