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lavoro pubblicato venerdì 10 giugno 2016
ultima lettura venerdì 22 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Griffolino da Nola

di berangher. Letto 396 volte. Dallo scaffale Fantasia

Parabola dedicata ai cattivi formatori che usano la calunnia per distruggere moralmente e fisicamente la realtà,scarnificarla e violentarla simbolicamente,e materialmente con la predazione delle risorse della comunità in cui opera,come patologicamen

Parabola dedicata ai cattivi formatori
che usano la calunnia per distruggere moralmente e fisicamente la
realtà,scarnificarla e violentarla simbolicamente,e materialmente con la
predazione delle risorse della comunità in cui opera,come patologicamente lo desidera
fare con tutte le comunità!Il formatore calunniatore è una persona violenta e
pericolosa per una comunità.La sua opera predatoria e diffamatoria si alimenta
di odio e di conflitti,sentendosi un *Dio superiore*,per insinuarsi nelle menti
dei semplici ,manipolarli,per poi abbandonarli alla Legge degli uomini.Il calunniatore
formatore ha una dedizione tipica della patologia ossessiva -compulsiva ,un
talento a seminare le zizzanie più pericolose ed ossessive ,impensabili ,da
masturbatore cerebrale,alimentandosi dal suo stesso delirio di
manipolazione,prima di finire,in un tempo breve,nel tunnel della follia
etologica,che se non curata in tempo porta al suicidio esistenziale ed alla
rovina economica delle comunità in cui opera.

Prefazione di Alberto Maietta ad una
Cronaca medievale di uno scriba che già accennava, prima di Dante ,alle
malefatte dell’antenato di Griffolino da Nola.

“Un giorno un Formatore avvicinò un buon
uomo e lo convinse a fare il "
Voca domum"di una Domus sociale, e sorridendo come
un ratto famelico,sottobraccio,se lo portò sull'agora' della domus per farlo
sentire importante ed eticamente superiore.

Ma il Formatore,come Penelope,di giorno
lo elogiava…lusingandolo e nelle riunioni conviviali,nelle lettere lo ridicolizzava,così
che potesse apparire uno zimbello
ludibrium agli occhi della squadra dei servi , per il
Formatore era soltanto un altro mollia!

“Et Delegitimize accuses? Et his Seneca”

Il Formatore ,infatti,rideva di lui ai
convivi solidali,e lo chiamava il mio Cicero ”Abbiamo messo un Direttore e
abbiamo trovato un
Cicero Mollia …”e giù risate a crepapelle,con
tutto il codazzo dei servi!Ma il codazzo ignorava che il Formatore rideva di
tutti loro e tutti li calunniava,perché era un uomo malvagio.

Griffolino da Nola

Griffolino da Nola,di professione
freudiano-formatore,con avi pure nella Divina Commedia,Inferno canto XXIX,come
il suo antenato si serviva del pettegolezzo,una pratica apparentemente innocua
che consiste nel parlare di persone assenti, il più delle volte in modo
malizioso o malevolo, oppure condividendo con altri confidenze personali che il
soggetto in questione aveva condiviso con il pettegolo, contando nella sua
amicizia e discrezione. Sotto la maschera di uno scambio di vedute o di un modo
innocente di passare il tempo, spesso mezze verità, o verità distorte ed
interpretate in modo arbitrario, che ridicolizzano o mettono in cattiva luce la
vittima.

Griffolino usava il pettegolezzo in
funzione di cementare la squadra delle domus sociali,niente unisce le persone,
quanto parlare alle spalle di qualcun altro.

«. “Il pettegolezzo era uno di questi elementi e il
suo compito era appunto quello di assicurare la coesione nel momento in cui si
manifestava una qualche diversità, non importa se dall’interno o
dall’esterno della squadra. È una forma di automedicazione, se così vogliamo
chiamarla. Molto efficace, in quanto consente di tenere sotto controllo
l’elemento di disturbo. E molto pericolosa, in quanto basata su mezze verità,
su distorsioni più o meno coscienti, talvolta su deliberate falsità».”

Ma Griffolino da Nola,era anche più
perfido quando il nemico erano i Gesuiti,e allora usava
la calunnia che è la forma più malvagia del
pettegolezzo, quello in cui viene deliberatamente detto il falso per screditare
l'immagine di una persona.E il suo sguardo ne palesava l’anima malvagia.Ecco
come lo descriveva Lorenzaccio del Pecoraro:

“Un saccente,ambiguo levantino,volgarmente
acidoso,toparolo olioso ratti forme,etero ormonale,insomma un mezzo greco di
San Sebastiano al Vesuvio,con una valigetta di pezze colorate,che a suo dire
avevano proprietà psicoteraupetiche ed anabolizzanti sui i servi della gleba
che bussavano alla porta del convento,così da preparali alle contaminazioni
delle buone pratiche della decrescita felice,una para filosofia
esistenziale,quasi gender,dei nuovi cattivi maestri nipotini di quelli del
68d.c.”

“Calunnia e pettegolezzo erano le
armi fondamentali del suo mobbing, sia in quello tra i soci deel consorzio che
in quello tra gli ospiti delle domus sociali. Il suo veleno si insinuava a poco
a poco nelle menti e nei giudizi dei collaboratori e degli ospiti , prima in
modo sottile e subdolo ,poi con sempre maggiore forza e spudoratezza, fino
al punto che la menzogna diventava la verità e la verità era considerata
menzogna
. La finalità non detta, ma
consapevolmente perseguita, era proprio quella di “mandare a crepare il
meschino calunniato sotto il pubblico flagello”. Non esiste pettegolezzo
innocente, non esiste pettegolezzo fatto senza malignità. Il pettegolezzo è
sempre maligno e chi si dedica ad esso trova sempre soddisfazione nella propria
azione malvagia
.”

C’è poi particolare da non dimenticare: il
pettegolo ,non lo è mai a senso unico. Quando sta con Tizio parla male di Caio
e quando stava con Caio parlava male di Tizio. Per questo suo piacere a
sguazzare nel torbido, diventavano tutti dei gregari più facili da
controllare ed impiegare a proprio vantaggio
.Griffolino
il mobber ,eccelleva soprattutto in psicologia sociale:OSTRACIZZAVA
l’avversario!

Ostracizzare significa escludere qualcuno
da un gruppo sociale, da una comunità, evitando di comunicare con la persona e
persino di notare la sua presenza. Questa forma di rifiuto va oltre la comune
emarginazione, per il fatto che l’ostracismo tende ad escludere la persona
da tutte le relazioni sociali del gruppo ed è consapevole e deliberata.E
Griffolino ne era il regista,lo sceneggiatore,lo scrittore…il Serpente!

Come nell’antica Atene, la finalità era
quella di allontanare definitivamente la persona sgradita dal suo Agorà
dove gli piaceva prenderti sottobraccio,per spacchettarti ed in tutti i sensi!

Ostracismo e calunnia erano le armi del
suo un sistema malato, in cui la malattia poteva manifestarsi in vari modi:
come mobbing tra i collaboratori,tra i servi, tra gli ospiti delle domus
sociale.E Griffolino da Nola,fece di tutto per allontanare i Gesuiti dalla
Domus.In particolare un Gesuita Romano
ed un Gesuita Siculo!

Infatti,Griffolino da Nola,approffitava
del suo stato di formatore,e del ricatto,tenendo molti degli ignavi a
guinzaglio,perché sui libri paga delle domus di recupero, e quindi poteva
sguazzare nel loro silenzio.

Lui stesso era stato rinchiuso in una di
queste domus di recupero,in raltà era
stato in un Campo di Lavoro russo di Putin il salvatore dell’Europa Cristiana
dai lutero-calvinisti-isis,quando ancora vestiva l’abito degli
Ordo Cisterciensis Strictioris Observantia,perché aveva infranto in più occasioni il codice
deontologico del suo uficio,rivelando in un convivio solidale, i natali oscuri
di una donna cumana e della sua adozione,una certa Maria Teresa Malagà,che per
il dolore,sconvolta entrò nel recinto del Cane Nero di Griffolino,Satanasso,che
tentò di divorarla.

Allora l’Ordine lo espulse per avere
tradito le regole deontologiche tanto che Griffolino dovette trovarsi un altro
mestiere.quello di Formatore sociale!

Ma ne fece di danni come formatore il
Griffolino nelle Terre dell’Impero,in particolare nelle verdi e dolci colline
della Hirpinia e del Sannio, predando e sperperando risorse pubbliche e
private,cadendo anche nello spergiuro,perché cominciò a predare nelle cassette
dei poveri allocate nelle sacrestie delle Chiese.

In particolare,si raccontava di una Serra
di sabbia di 50.000 Ducati,fatta costruire per coltivare Bifidi,piante
carnivore,da usare come mangime per galline.Si parla di 500 …1000…forse 10000 galline,ma
quell’inverno fu assai nevoso e aiutò Griffolino e la sua bugia,la Serra di
sabbia crollò e non fu più costruita.

Ma dopo qualche mese,si presentarono dal
Santo i fornitori di sabbia e delle canne da zucchero,usate come pilastri,e pretesero
di essere saldati perché Griffolino non li aveva mai pagati.

Il Santo dovette pagare per le sue
malefatte perché ne andava di mezzo il buon nome e la credibilità della Chiesa
ma gli chiese spiegazioni.

Griffolino si inventò una rapina,subita a
suo dire,lungo i tornanti della Domus sociale ,da parte dei briganti Mirmidoni
di Pago di Lauro.

Spiegò che aveva taciuto per non allarmare
il Santo e gli ospiti della Domus.Naturalmente,essendo un formatore fu
creduto,tantè che ad avallare questa tesi, ci furono in seguito molti furti
nella Domus.

La
sparizione delle arnie delle api,una scala,dei portali antichi e di un carro da
fieno,però ritrovato nei vigneti della Domus.Ed usando il pettegolezzo,usando
la calunnia,anche attraverso i suoi ignavi,spostò il sospetto sul Gesuita
Siculo ,un uomo di scienza e di cultura,e di alto spessore morale che così fu
emarginato dalla gruppo.Neanche Cicero,il mollia di Griffolino seppe leggere
nelle sue trame maligne,anzi…

Ma a quel tempo c’era nella Domus Sociale
un altro gesuita Berias Berangher che per difendersi e difendere il Siculo
scatenò una guerra per la pace per tutti!

Si vis pacem para bellum

le
cronache di questa guerra le potete trovare negli altri racconti dell’epoca di
Berias Berangher.

Le parabole
di Berangher

Qui
di seguito l’arringa finale del Gesuita Berangher davanti al collegio contro Griffolino

Bonum Sanctæ Inquisitiónis

"La sua malattia non si
esingue col tempo,la stessa resistenza delle comunità la alimenta di rancore e
di represso desiderio,ed accoglierlo in un’altra domus sociale ,senza questa
consapevolezza e senza questa distanza è un errore”
furono le conclusioni di Berangher davanti al
collegio della Santa Inquisizione!

E aggiunse…

"Ciononostante con molta o con poca
malevolenza, il pettegolezzo ha sempre una funzione protettiva dell’io. L’io si
sente protetto dal pettegolezzo. Ma nel momento in cui questa protezione dovesse
venire a mancare, per motivi vari, e non fosse pronto un altro strumento di
difesa dell’io, la situazione potrebbe degenerare in una forma di follia. Anche
perché non c’è più amore. Ma chi ama veramente il prossimo?

Nessuno dei pettegoli, perché sono loro che vogliono essere amati.

I non pettegoli sono talmente
superficiali da ignorare il prossimo.

Sicuramente ha amato il prossimo Gesù
Cristo, morto in croce.

No Griffolino che si propone di
ditruggere moralmente e fisicamente la nostra realtà e il nostro Ordine.

Come ben sapete Fratelli”

La relazione allegata di Berias Berangher

“Infatti, un’altra delle caratteristiche
che ricorre nelle situazioni di mobbing è il silenzio nei confronti di quanto
sta accadendo. A fronte di tanti pettegolezzi e tante dicerie sulla vittima, il
comportamento del mobber e le violenze che la vittima subisce sembrano passare
inosservate.

Nessuno le vede, nessuno ne parla e, se si
prova a chiedere qualcosa in merito, nessuno ha sentito nulla.

Questo è il motivo per cui è così
difficile provare che il mobbing sia veramente avvenuto: non ci sono testimoni
e, ancora una volta, le vittima rischia di passare per esaurita e paranoica.

In quelle situazioni si sente solo parlare
bene del mobber e del clima generale. Tutti si dicono contenti o al massimo
tacciono. Non c’è mai una voce di dissenso!

In realtà questo apparente clima perfetto
non è detto rispecchi il generale sentimento, ma è dettato solo dalla paura di esprimere
opinioni discordanti con il pensiero di gruppo e divenire a propria volta degli
indesiderati, andando incontro alla stessa sorte che sta subendo il mobbizzato.

Ma io Fratelli sono il migliore testimone
delle malefatte di Griffolino da Nola,e avendomi dato l’onore di portare e
provare l’accusa chiedo per Griffolino una condanna esemplare.

Poichè invece che formatore,ha fatto il
calunniatore di professione e il predatore di uomini e cose,chiedo una sentenza
esemplare e mi affido a voi Fratelli.

Verdetto
:

Bonum
Sanctæ Inquisitiónis

Poiché i Fratelli di Dio non praticavano
la Morte né fisica ma morale,condanniaromo
Griffolino a girare scalzo cper per l’Italia a lavare i piedi ai poveri ed ai
malati ed a tutti i Gesuiti!

Ma Griffolino era un perfido naturale,per
DnA,cosi ,pochi mesi dopo Griffolino da Nola fu trovato sulla via di Foggia con
un carico di relique false ,sigarette di contrabando e maddalene somale di
Volturno, nascoste in un Ape car ,rubata ai rom.

Era sua intenzione di smerciare, le reliquie nei feudi pugliesi per la costruzione di agriturismi etologici,e
le maddalene somale nei campi di Cerignola, ed in un giro di viziosi della
cittadina.

Si racconta in giro, che quando i templari lo avevano arrestato ,dovettero scappare per
il fetore che si alzava dalla sua persona…

Griffolino s’era cagato sotto per la paura,
tantè che da quel giorno fu conosciuto anche come Grisolino O’ Cagasotto!S’era
messo in società con Mafia capitale ma questa lo aveva venduto ai Templari,perché
era sua intenzione fottere i romani con un #consorziomafiesolidali.
















































































Parabola dedicata ai cattivi formatori
che usano la calunnia per distruggere moralmente e fisicamente la
realtà,scarnificarla e violentarla simbolicamente,e materialmente con la
predazione delle risorse della comunità in cui opera,come patologicamente lo desidera
fare con tutte le comunità!Il formatore calunniatore è una persona violenta e
pericolosa per una comunità.La sua opera predatoria e diffamatoria si alimenta
di odio e di conflitti,sentendosi un *Dio superiore*,per insinuarsi nelle menti
dei semplici ,manipolarli,per poi abbandonarli alla Legge degli uomini.Il calunniatore
formatore ha una dedizione tipica della patologia ossessiva -compulsiva ,un
talento a seminare le zizzanie più pericolose ed ossessive ,impensabili ,da
masturbatore cerebrale,alimentandosi dal suo stesso delirio di
manipolazione,prima di finire,in un tempo breve,nel tunnel della follia
etologica,che se non curata in tempo porta al suicidio esistenziale ed alla
rovina economica delle comunità in cui opera.

Prefazione di Alberto Maietta ad una
Cronaca medievale di uno scriba che già accennava, prima di Dante ,alle
malefatte dell’antenato di Griffolino da Nola.

“Un giorno un Formatore avvicinò un buon
uomo e lo convinse a fare il "
Voca domum"di una Domus sociale, e sorridendo come
un ratto famelico,sottobraccio,se lo portò sull'agora' della domus per farlo
sentire importante ed eticamente superiore.

Ma il Formatore,come Penelope,di giorno
lo elogiava…lusingandolo e nelle riunioni conviviali,nelle lettere lo ridicolizzava,così
che potesse apparire uno zimbello
ludibrium agli occhi della squadra dei servi , per il
Formatore era soltanto un altro mollia!

“Et Delegitimize accuses? Et his Seneca”

Il Formatore ,infatti,rideva di lui ai
convivi solidali,e lo chiamava il mio Cicero ”Abbiamo messo un Direttore e
abbiamo trovato un
Cicero Mollia …”e giù risate a crepapelle,con
tutto il codazzo dei servi!Ma il codazzo ignorava che il Formatore rideva di
tutti loro e tutti li calunniava,perché era un uomo malvagio.

Griffolino da Nola

Griffolino da Nola,di professione
freudiano-formatore,con avi pure nella Divina Commedia,Inferno canto XXIX,come
il suo antenato si serviva del pettegolezzo,una pratica apparentemente innocua
che consiste nel parlare di persone assenti, il più delle volte in modo
malizioso o malevolo, oppure condividendo con altri confidenze personali che il
soggetto in questione aveva condiviso con il pettegolo, contando nella sua
amicizia e discrezione. Sotto la maschera di uno scambio di vedute o di un modo
innocente di passare il tempo, spesso mezze verità, o verità distorte ed
interpretate in modo arbitrario, che ridicolizzano o mettono in cattiva luce la
vittima.

Griffolino usava il pettegolezzo in
funzione di cementare la squadra delle domus sociali,niente unisce le persone,
quanto parlare alle spalle di qualcun altro.

«. “Il pettegolezzo era uno di questi elementi e il
suo compito era appunto quello di assicurare la coesione nel momento in cui si
manifestava una qualche diversità, non importa se dall’interno o
dall’esterno della squadra. È una forma di automedicazione, se così vogliamo
chiamarla. Molto efficace, in quanto consente di tenere sotto controllo
l’elemento di disturbo. E molto pericolosa, in quanto basata su mezze verità,
su distorsioni più o meno coscienti, talvolta su deliberate falsità».”

Ma Griffolino da Nola,era anche più
perfido quando il nemico erano i Gesuiti,e allora usava
la calunnia che è la forma più malvagia del
pettegolezzo, quello in cui viene deliberatamente detto il falso per screditare
l'immagine di una persona.E il suo sguardo ne palesava l’anima malvagia.Ecco
come lo descriveva Lorenzaccio del Pecoraro:

“Un saccente,ambiguo levantino,volgarmente
acidoso,toparolo olioso ratti forme,etero ormonale,insomma un mezzo greco di
San Sebastiano al Vesuvio,con una valigetta di pezze colorate,che a suo dire
avevano proprietà psicoteraupetiche ed anabolizzanti sui i servi della gleba
che bussavano alla porta del convento,così da preparali alle contaminazioni
delle buone pratiche della decrescita felice,una para filosofia
esistenziale,quasi gender,dei nuovi cattivi maestri nipotini di quelli del
68d.c.”

“Calunnia e pettegolezzo erano le
armi fondamentali del suo mobbing, sia in quello tra i soci deel consorzio che
in quello tra gli ospiti delle domus sociali. Il suo veleno si insinuava a poco
a poco nelle menti e nei giudizi dei collaboratori e degli ospiti , prima in
modo sottile e subdolo ,poi con sempre maggiore forza e spudoratezza, fino
al punto che la menzogna diventava la verità e la verità era considerata
menzogna
. La finalità non detta, ma
consapevolmente perseguita, era proprio quella di “mandare a crepare il
meschino calunniato sotto il pubblico flagello”. Non esiste pettegolezzo
innocente, non esiste pettegolezzo fatto senza malignità. Il pettegolezzo è
sempre maligno e chi si dedica ad esso trova sempre soddisfazione nella propria
azione malvagia
.”

C’è poi particolare da non dimenticare: il
pettegolo ,non lo è mai a senso unico. Quando sta con Tizio parla male di Caio
e quando stava con Caio parlava male di Tizio. Per questo suo piacere a
sguazzare nel torbido, diventavano tutti dei gregari più facili da
controllare ed impiegare a proprio vantaggio
.Griffolino
il mobber ,eccelleva soprattutto in psicologia sociale:OSTRACIZZAVA
l’avversario!

Ostracizzare significa escludere qualcuno
da un gruppo sociale, da una comunità, evitando di comunicare con la persona e
persino di notare la sua presenza. Questa forma di rifiuto va oltre la comune
emarginazione, per il fatto che l’ostracismo tende ad escludere la persona
da tutte le relazioni sociali del gruppo ed è consapevole e deliberata.E
Griffolino ne era il regista,lo sceneggiatore,lo scrittore…il Serpente!

Come nell’antica Atene, la finalità era
quella di allontanare definitivamente la persona sgradita dal suo Agorà
dove gli piaceva prenderti sottobraccio,per spacchettarti ed in tutti i sensi!

Ostracismo e calunnia erano le armi del
suo un sistema malato, in cui la malattia poteva manifestarsi in vari modi:
come mobbing tra i collaboratori,tra i servi, tra gli ospiti delle domus
sociale.E Griffolino da Nola,fece di tutto per allontanare i Gesuiti dalla
Domus.In particolare un Gesuita Romano
ed un Gesuita Siculo!

Infatti,Griffolino da Nola,approffitava
del suo stato di formatore,e del ricatto,tenendo molti degli ignavi a
guinzaglio,perché sui libri paga delle domus di recupero, e quindi poteva
sguazzare nel loro silenzio.

Lui stesso era stato rinchiuso in una di
queste domus di recupero,in raltà era
stato in un Campo di Lavoro russo di Putin il salvatore dell’Europa Cristiana
dai lutero-calvinisti-isis,quando ancora vestiva l’abito degli
Ordo Cisterciensis Strictioris Observantia,perché aveva infranto in più occasioni il codice
deontologico del suo uficio,rivelando in un convivio solidale, i natali oscuri
di una donna cumana e della sua adozione,una certa Maria Teresa Malagà,che per
il dolore,sconvolta entrò nel recinto del Cane Nero di Griffolino,Satanasso,che
tentò di divorarla.

Allora l’Ordine lo espulse per avere
tradito le regole deontologiche tanto che Griffolino dovette trovarsi un altro
mestiere.quello di Formatore sociale!

Ma ne fece di danni come formatore il
Griffolino nelle Terre dell’Impero,in particolare nelle verdi e dolci colline
della Hirpinia e del Sannio, predando e sperperando risorse pubbliche e
private,cadendo anche nello spergiuro,perché cominciò a predare nelle cassette
dei poveri allocate nelle sacrestie delle Chiese.

In particolare,si raccontava di una Serra
di sabbia di 50.000 Ducati,fatta costruire per coltivare Bifidi,piante
carnivore,da usare come mangime per galline.Si parla di 500 …1000…forse 10000 galline,ma
quell’inverno fu assai nevoso e aiutò Griffolino e la sua bugia,la Serra di
sabbia crollò e non fu più costruita.

Ma dopo qualche mese,si presentarono dal
Santo i fornitori di sabbia e delle canne da zucchero,usate come pilastri,e pretesero
di essere saldati perché Griffolino non li aveva mai pagati.

Il Santo dovette pagare per le sue
malefatte perché ne andava di mezzo il buon nome e la credibilità della Chiesa
ma gli chiese spiegazioni.

Griffolino si inventò una rapina,subita a
suo dire,lungo i tornanti della Domus sociale ,da parte dei briganti Mirmidoni
di Pago di Lauro.

Spiegò che aveva taciuto per non allarmare
il Santo e gli ospiti della Domus.Naturalmente,essendo un formatore fu
creduto,tantè che ad avallare questa tesi, ci furono in seguito molti furti
nella Domus.

La
sparizione delle arnie delle api,una scala,dei portali antichi e di un carro da
fieno,però ritrovato nei vigneti della Domus.Ed usando il pettegolezzo,usando
la calunnia,anche attraverso i suoi ignavi,spostò il sospetto sul Gesuita
Siculo ,un uomo di scienza e di cultura,e di alto spessore morale che così fu
emarginato dalla gruppo.Neanche Cicero,il mollia di Griffolino seppe leggere
nelle sue trame maligne,anzi…

Ma a quel tempo c’era nella Domus Sociale
un altro gesuita Berias Berangher che per difendersi e difendere il Siculo
scatenò una guerra per la pace per tutti!

Si vis pacem para bellum

le
cronache di questa guerra le potete trovare negli altri racconti dell’epoca di
Berias Berangher.

Le parabole
di Berangher

Qui
di seguito l’arringa finale del Gesuita Berangher davanti al collegio contro Griffolino

Bonum Sanctæ Inquisitiónis

"La sua malattia non si
esingue col tempo,la stessa resistenza delle comunità la alimenta di rancore e
di represso desiderio,ed accoglierlo in un’altra domus sociale ,senza questa
consapevolezza e senza questa distanza è un errore”
furono le conclusioni di Berangher davanti al
collegio della Santa Inquisizione!

E aggiunse…

"Ciononostante con molta o con poca
malevolenza, il pettegolezzo ha sempre una funzione protettiva dell’io. L’io si
sente protetto dal pettegolezzo. Ma nel momento in cui questa protezione dovesse
venire a mancare, per motivi vari, e non fosse pronto un altro strumento di
difesa dell’io, la situazione potrebbe degenerare in una forma di follia. Anche
perché non c’è più amore. Ma chi ama veramente il prossimo?

Nessuno dei pettegoli, perché sono loro che vogliono essere amati.

I non pettegoli sono talmente
superficiali da ignorare il prossimo.

Sicuramente ha amato il prossimo Gesù
Cristo, morto in croce.

No Griffolino che si propone di
ditruggere moralmente e fisicamente la nostra realtà e il nostro Ordine.

Come ben sapete Fratelli”

La relazione allegata di Berias Berangher

“Infatti, un’altra delle caratteristiche
che ricorre nelle situazioni di mobbing è il silenzio nei confronti di quanto
sta accadendo. A fronte di tanti pettegolezzi e tante dicerie sulla vittima, il
comportamento del mobber e le violenze che la vittima subisce sembrano passare
inosservate.

Nessuno le vede, nessuno ne parla e, se si
prova a chiedere qualcosa in merito, nessuno ha sentito nulla.

Questo è il motivo per cui è così
difficile provare che il mobbing sia veramente avvenuto: non ci sono testimoni
e, ancora una volta, le vittima rischia di passare per esaurita e paranoica.

In quelle situazioni si sente solo parlare
bene del mobber e del clima generale. Tutti si dicono contenti o al massimo
tacciono. Non c’è mai una voce di dissenso!

In realtà questo apparente clima perfetto
non è detto rispecchi il generale sentimento, ma è dettato solo dalla paura di esprimere
opinioni discordanti con il pensiero di gruppo e divenire a propria volta degli
indesiderati, andando incontro alla stessa sorte che sta subendo il mobbizzato.

Ma io Fratelli sono il migliore testimone
delle malefatte di Griffolino da Nola,e avendomi dato l’onore di portare e
provare l’accusa chiedo per Griffolino una condanna esemplare.

Poichè invece che formatore,ha fatto il
calunniatore di professione e il predatore di uomini e cose,chiedo una sentenza
esemplare e mi affido a voi Fratelli.

Verdetto
:

Bonum
Sanctæ Inquisitiónis

Poiché i Fratelli di Dio non praticavano
la Morte né fisica ma morale,condanniaromo
Griffolino a girare scalzo cper per l’Italia a lavare i piedi ai poveri ed ai
malati ed a tutti i Gesuiti!

Ma Griffolino era un perfido naturale,per
DnA,cosi ,pochi mesi dopo Griffolino da Nola fu trovato sulla via di Foggia con
un carico di relique false ,sigarette di contrabando e maddalene somale di
Volturno, nascoste in un Ape car ,rubata ai rom.

Era sua intenzione di smerciare, le reliquie nei feudi pugliesi per la costruzione di agriturismi etologici,e
le maddalene somale nei campi di Cerignola, ed in un giro di viziosi della
cittadina.

Si racconta in giro, che quando i templari lo avevano arrestato ,dovettero scappare per
il fetore che si alzava dalla sua persona…

Griffolino s’era cagato sotto per la paura,
tantè che da quel giorno fu conosciuto anche come Grisolino O’ Cagasotto!S’era
messo in società con Mafia capitale ma questa lo aveva venduto ai Templari,perché
era sua intenzione fottere i romani con un #consorziomafiesolidali.












































































































































liberamente tratto dalla Divina Commedia



























































liberamente tratto dalla Divina Commedia



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