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lavoro pubblicato giovedì 9 giugno 2016
ultima lettura lunedì 6 aprile 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La pazza della porta accanto

di GiorgioSchinco. Letto 544 volte. Dallo scaffale Generico

Gli amici di famiglia sono un fenomeno interessante: non sono amici di qualcuno in particolare, ma di tutta la famiglia. Quindi nessuno ha dei rapporti esclusi o peculiari con nessun altro e si finisce per conoscere ogni componente dell’altra.....

Gli amici di famiglia sono un fenomeno interessante: non sono amici di qualcuno in particolare, ma di tutta la famiglia. Quindi nessuno ha dei rapporti esclusi o peculiari con nessun altro e si finisce per conoscere ogni componente dell’altra famiglia in maniera vaga, circostanziale agli incontri di quel tipo. Si può conoscere degli amici di famiglia da anni eppure non avere mai capito veramente chi essi siano, come essi si comportino.

-Riccardo e sua moglie ci stanno invitando a vedere una mostra canina per questo pomeriggio- dissi a mia moglie mentre, con il cordless all’orecchio, stavo finendo di ascoltare la proposta dell’amico.
-Digli pure che va bene, è da tanto che non ci ritroviamo tutti insieme per una chiacchierata!- Lei stava invece finendo di preparare il pranzo in cucina.
-Allora è deciso, ci vediamo oggi pomeriggio all’ippodromo. Ora vado ad apparecchiare la tavola altrimenti la signora mi sgrida, a dopo.-

Con l’inizio della mostra, ci creammo un piccolo varco tra la folla, vicino alle transenne, al margine della pista per le sfilate canine.
-Allora, come va il lavoro?- Iniziai io la conversazione, rivolgendo la mia attenzione verso i nostri amici.
-Come al solito direi, si aggiustano motorini e si ordinano pezzi nuovi…- disse Riccardo, con la classica risposta di circostanza che mi aspettavo. Sua moglie Elisa, invece, si occupa della casa da sempre: si è dedicata alla crescita dei bambini quando è stato necessario e ora passa le sue giornate in tranquillità.
-E i vostri ragazzi come stanno?- ci chiese la signora.
Quindi mia moglie prese la parola: -Parlare di ragazzi sta per diventare inopportuno: uno lavora e vive da solo, l’altra sta finendo ora l’università per andare a fare un master non sappiamo ancora dove… E il vostro? Come sta la piccola?-
-Eh sì! Anche il mio ometto si sta dando da fare in questi mesi: anche se li stiamo ancora un po’ aiutando, diventeranno ben presto autonomi lui, Martina e la nuova arrivata Francesca.-
-Sai benissimo che non gli piace quando lo chiami “ometto”.- intervenne il padre in difesa della mascolinità di suo figlio, la madre lo descriveva sempre in maniera un po’ troppo infantile.
-Lascia che lo chiami come mi pare! E’ pur sempre mio figlio- ribadì lei, cercando l’appoggio di mia moglie, che fu ricambiato con un sorriso complice.
Dopo un breve attimo di silenzio accompagnato dalla musica di sottofondo, i primi cani entrarono nella pista e questo scosse subito l’attenzione di Elisa, amante dei cani: -Oh che bei cagnolini! Guardali tesoro, come sono adorabili! Dovremmo prendere un cane anche noi!- A queste parole la faccia del mio amico si agghiacciò (lui non era amante dei cani) nella consapevole paura che, alla fine, avrebbe ceduto a qualsiasi sua richiesta.
Improvvisamente la donna perse il suo entusiasmo: -Sicuramente un cane potrebbe difenderci da quelli sporchi dei nostri vicini! Sapete, anche loro hanno un cane! E quello mi abbaia sempre! Non dovrebbero permettere di tenere un cane del genere a persone come loro-
Questa frase scosse subito l’interesse di tutti dalla mostra canina, tranne del marito, che sembrava come se avesse affrontato questo argomento così tante volte, da essersi arreso all’opinione della moglie, restando così nell’angolo dell’accondiscendenza.
-Ma è un cane molto grosso? Lo tengono legato?- dissi quasi ridendo, nel tentativo di indagare la bizzarra aggressività della signora.
-E’ un cane che fa sinceramente paura. So benissimo che lui potrebbe scavalcare il loro cancello con un comando! Credo che l’abbiano preso proprio per questo: siccome stiamo antipatici a tutta quella famiglia, hanno deciso di tenerci in scacco!- ribatté la signora, molto presa dalla questione.
-Ma se le cose stessero così sarebbe gravissimo!- rispose mia moglie, che era rimasta molto impressionata dalla notizia. Invece io non ebbi la prontezza di rispondere, poiché in quel momento mi passò di mente un dubbio. Mia moglie proseguì nel tentativo di aiutare l’amica: -E tu Riccardo? Non dici niente?-
Lui sperava di non essere interpellato, anche perché non voleva subire lo sguardo minaccioso della moglie addosso: -Be’ sì… E’ un cane che abbaia sempre…- disse rimanendo nel vago.
-Lo vedete? Vedete come fa?!? Non mi crede!- disse la compagna infuriata.
Lui accorse subito ai ripari: -Ma cara io…-
-Lo fa apposta a non credermi! Per farmi passare come una stupida!-
-Comunque non ci sono mai a casa, quindi non posso sapere cosa succede…- disse Riccardo quasi scusandosi con la moglie, in modo da allentare la sua furia.
Lei si ricompose e riprese a spiegare: -L’altro giorno stavo guardando la televisione e improvvisamente mi va via il segnale! E’ stato sicuramente quel Pietro o come cavolo si chiama. Non mi lascia un attimo in pace! Anche mentre stendo i panni fuori, lui mi osserva dalla sua finestra specchiata.-
A questo punto non avevo più dubbi: non è difficile per uno psicologo accorgersi di un disturbo mentale quando gli capita davanti. Mia moglie invece sembrava sempre più spaventata dalla situazione: -Ma com’è possibile che questo Pietro vi abbia tolto il segnale? E come fai a vedere che ti guarda se la finestra è specchiata?-
-Be’ questo è ovvio! Altrimenti perché tiene tutti quegli attrezzi per le scalate nel suo garage? Una volta ci hanno invitato a casa loro, io non ci volevo andare e lui- indicando suo marito -mi ha costretto! Nel garage tengono nascoste le peggiori armi: un paio di seghe, un’accetta, dei martelli pesanti almeno tre chili; è lì che ho visto le funi per le scalate ed ho capito. Il punto è che il nostro vicino è anche molto abile: sale sul nostro tetto molto velocemente, danneggia la mia antenna mentre guardo la tv e, nemmeno il tempo necessario per uscire di casa, che lui è già ritornato nella sua tana!-
Riccardo rimase ad ascoltare docile come un cagnolino, mentre mia moglie che aveva capito che c’era qualcosa che non andava non sapeva da che parte guardare, alternando il suo sguardo tra Elisa e me. Forse però il fatto che io rimasi calmo, tranquillizzò anche lei.
-Invece, quando stendo i panni, lui è lì alla finestra! E sapete come l’ho scoperto? Io vedo il suo salotto quando sono in giardino e lui sta sempre lì, a godersi la sua televisione, con il suo segnale perfetto, però quando stendo i panni lui non c’è mai! E sapete perché? Perché è nella sua camera da letto a spiarmi dalla finestra specchiata! Io non ce la faccio più a vivere così, ho detto a Riccardo che sarebbe meglio cambiare casa ma abbiamo ancora da pagare il mutuo! E quindi non so… Scusatemi se mi sfogo con voi…- Si sentiva bene tutta la sofferenza che provava, quindi cercammo di consolarla nella maniera più empatica possibile.
Il marito l’abbracciò: -Non ti preoccupare, passerà questo brutto momento e Pietro non ci darà più noia quando ci trasferiremo.-
Mia moglie invece stentò una spiegazione: -Magari tra un po’ si accorgerà che siete delle persone amichevoli e non vi darà più fastidio!-
-Non credo proprio perché lui è una persona maligna. Comunque sarà il caso di parlare di cose più belle…- disse la signora mentre si stava riprendendo dalla sfuriata. La sua attenzione si proiettò di nuovo sulla mostra e la preoccupazione nel suo viso svanì.
Per tutto il resto del pomeriggio fu piacevole stare il loro compagnia e non si riparlò più del loro vicino Pietro.

-Allora cosa ne pensi di quello che ha detto Elisa riguardo il suo vicino di casa?- mi chiese mia moglie, mentre eravamo in macchina sulla strada del ritorno. Lei aveva già intuito che io ne sapevo qualcosa.
-Credo che sia palese a tutti che ha dei deliri di persecuzione, con annessa una componente delirante di nocumento, cioè la convinzione che il vicino le voglia far del male.
Una delle cose più interessanti dei deliri è che gli altri non riescono a spiegarsi come sia possibile pensare una cosa del genere, invece nella mente di Elisa è tutto chiaro e limpido…-
-Ma cosa dobbiamo fare? Dovremmo rendere partecipe suo marito? Io pensavo che solo i pazzi avessero queste idee!- disse mia moglie, quasi infastidita dal fatto che riuscivo a rimanere così lucido.
-Sì, è necessario. Questi deliri stanno diventando decisamente disadattivi e si stanno strutturando sempre di più. Per ora resta una storia abbastanza verosimile, ma ci sono alcune componenti che sfiorano la bizzarria, il che non è positivo. Forse raggiunge i criteri per la diagnosi di un disturbo delirante di persecuzione, forse degli psicofarmaci sarebbero utili per allentare i deliri. Sarò ben felice di consigliare uno specialista a Riccando, visto che io per motivi etici non potrei lavorarci.
Che cosa inaspettata: è proprio vero che la realtà comune continua a restare integra a fianco di quella delirante, chissà da quanto tempo ha queste convinzioni, e noi che non ce ne siamo mai accorti… No cara, non è vero che i deliri sono peculiarità dei disturbi più gravi: spesso queste persone hanno una famiglia e un lavoro, è un fenomeno che si può riscontrare anche tra i meno sospettabili.-

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