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lavoro pubblicato sabato 4 giugno 2016
ultima lettura sabato 16 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Lettera di un ubriaco fradicio

di LucaFazzalari. Letto 453 volte. Dallo scaffale Generico

In un giorno di festa, tra la folla, vidi per terra un foglio di carta che tentava di sbarrarmi il passo. Lo raccolsi e iniziai a leggere quello che v...

In un giorno di festa, tra la folla, vidi per terra un foglio di carta che tentava di sbarrarmi il passo. Lo raccolsi e iniziai a leggere quello che vi era scritto sopra.

"Non so chi tu sia, dove tu sia, dove io sia e chi sia io adesso. Né tantomeno voglio saperlo. A me importa soltanto che tu la legga, fino in fondo. E se non la leggi, considerati traditore o traditrice di una speranza. Hai presente quando vuoi provare qualcosa di nuovo? Quando vuoi provare la prima birra, la prima sigaretta o qualsiasi altra cosa ti passi per la mente? Ovviamente sì che ce l'hai presente. Ho bevuto la mia prima birra all'età di tredici anni assieme ai miei compagni di scuola in pizzeria (tanto la prendevano tutti). Ma questo non è importante, perché lo è di più ciò che succede adesso, ogni giorno, dopo anni, anni e anni dalla prima bevuta. Succede che, magari, una sera in cui non hai niente da bere, se non qualche birretta fresca nel frigorifero o del vino o roba del genere, ti viene sete. Magari bevi proprio quello che hai a portata di mano. Magari la sete aumenta sempre di più, finché non finisce di colpo. Ma allora è già troppo tardi per frenare il desiderio di bere ancora. E senza pensare, inizi a barcollare e a parlare a dirotto, senza alcun controllo, come gli schizofrenici. Ci pensi soltanto quando hai finito di parlare... e quando la testa è sul punto di esplodere per l'innumerevole quantità di pensieri che vi si trovano dentro, vomiti, perché non c'è più spazio nella tua mente per far accomodare qualche idea in più. Ed ecco che allora arriva la mia parte preferita: quella in cui affoghi i tuoi pensieri dentro al cesso. Se sei donna e fortunata, qualcuno ti tiene i capelli per evitare che qualche pensiero fuggiasco si impigli tra di essi. Se ne va una parte di te, che, nel frattempo, è costretta ad annegare. Di conseguenza, senti di meno il tuo respiro e per le tue narici passa il lezzo di un gabinetto sporco. Ogni giorno succede. E ogni giorno succede che hai sempre più sete. Quando riesci a frenarla, puoi sentirti pronto per fare la rivoluzione. Anzi, sai che ti dico? L'hai già fatta quando hai stravolto la normalità. Ma non pensare sia facile: la maggior parte della gente, cercando di far la rivoluzione, ha spezzato il filo della vita. Questa storia è difficile da digerire; perciò mi aiuto con un goccio d'amaro. Salute!"



Commenti

pubblicato il sabato 4 giugno 2016
LucaFazzalari, ha scritto: Al solito, accetto qualsiasi tipo di commento.

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