ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 2 giugno 2016
ultima lettura martedì 19 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'Estate Della Prima Superiore

di jade14. Letto 431 volte. Dallo scaffale Storia

CAPITOLO 7Coraggio. Per molti è difficile essere delle persone coraggiose. Io non lo sono molto. In alcune cose sono imbattibile in altre invece mi tiro indietro. Sarebbe bello avere la qualità del coraggio in quanto ti può portare...

CAPITOLO 7

Coraggio. Per molti è difficile essere delle persone coraggiose. Io non lo sono molto. In alcune cose sono imbattibile in altre invece mi tiro indietro. Sarebbe bello avere la qualità del coraggio in quanto ti può portare a fare moltissime cose che di solito non fai. Non so di preciso cosa significa essere coraggiosi. Se voglia dire riuscire a mangiare dei serpenti vivi o continuare ad affrontare la vita con la testa sempre alta e correndo. E' difficile in entrambi i casi. Bisogna essere abili. Anche se non si è persone coraggiose si è sempre delle persone. Credo infatti che non si debba far sentire in colpa una persona soltanto perchè le manca qualche qualità. Ogni persona è diversa.

Sta mattina mi sveglio presto, alle 8:00 a differenza di ieri. Non so definirmi una persona pigra perchè la maggior parte delle volte ho sempre voglia di muovermi e odio stare ferma. Questa mattina invece sono io a scendere prima di Giorgia. In realtà sono la prima a scendere del tutto dal letto, i miei genitori dormono ancora. Non so ancora bene cosa farò oggi ma intanto mi preparo un caffèlatte proprio come piace a me. Amo il profumo che emanano il latte e il caffè appena fatti.

Sto iniziando a mangiare un pastina, quando il telefono di casa comincia a squillare. Così sveglierà tutti e non la trovo una buona idea. Mi alzo di scatto dalla sedia e mi fiondo sul telefono. "Pronto?Ah ciao nonno se tu! Si sono sveglia da poco, dimmi che ti serve? Se i miei genitori sono svegli? No e neanche Giorgia. Ti serve una mano? E per fare cosa? Piantare nell'orto delle piantine? Si certo se vuoi vengo io dato che non ho nulla da fare. Si ci vediamo alle nove. Ciao nonno!"

Anche oggi ho qualcosa da fare. Finisco la pastina che avevo iniziato poco fa e terminato di bere anche il caffèlatte vado in camera mia a vestirmi. Sto attenta a non fare troppo rumore dato che tutti stanno ancora dormendo. Mi vesto abbastanza sportiva e mi prendo un cambio più vecchio per aiutare mio nonno. Prendo delle scarpe da ginnastica (l'unico paio che ho) e metto tutto dentro alla borsa. Vado nel letto dei miei genitori e chiamo mia mamma a bassa voce. "Vado ad aiutare il nonno e penso che mangerò là". Non sono sicura della risposta perchè mi ha fatto solo un cenno con la testa e poi si è subito rigirata. Prendo lo zaino con dentro tutto l'occorrente e mi metto in marcia con la mia Ferrari (cioè una bicicletta viola.") Fortunatamente mio nonno abita a pochi metri distante da casa nostra e per la maggior parte del tempo io e mia sorella siamo da lui. Si definisce un secondo papà. Arrivata a casa sua schiaccio il campanello per farmi sentire e dopo tanto tempo (come sempre) mi apre il cancello. Entro e lascio la mia bicicletta fuori all'ombra di un ulivo. Salgo le scale arrivo dentro casa e c'è già mio nonno che mi aspetta.

<<Ciao Noemi, allora ti spiego cosa faremo oggi. Prima andremo in un negozio che vende solo piantine e ne compreremo un po'. Poi torneremo a casa e le pianteremo. Le dobbiamo prendere sia per l'orto che per il giardino e dopo ci divideremo i lavori. Se voi, una volta finito, possiamo mangiare assieme tanto c'è tuo zio che arriva all'ora di pranzo.>>

<<Ottimo allora.>>

Abbiamo così preso i soldi e una lista di piante che potremmo comprare. Usciti dal cancello e prese le nostre bici, abbiamo cominciato a pedalare verso il negozio, non molto distante da noi. Abbiamo legato le bici e siamo entrati. Abbiamo chiesto al signore due piante di pomodori, tre di melanzane, una di insalata e due di prezzemolo. Inoltre abbiamo chiesto se c'era una pianta di "fiori di vetro", una di girasole e una di geranio. Dato i soldi abbiamo inserito le piantine negli appositi contenitori e ce ne siamo andati. Le piante erano tantissime e noi eravamo soltanto in due. Barcollando ce ne siamo andati e una volta arrivati a casa eravamo già sudati. A dire il vero mi piacciono moltissimo questo tipo di lavori e fatti con il nonno ancora di più. Mi sono cambiata e nonno Paolo mi ha dato un cappello fatto di paglia e un paio di stivali apposta per l'orto. Ho guardato di corsa l'orologio ed erano già le undici. Quando siamo usciti il nonno mi ha detto:

<<Allora adesso facciamo che tu ti occupi del giardino mentre io dell'orto. Quando tu hai finito mi vieni a dare una mano. Devi anche tagliare l'erba e lavare il pavimento.>>

<<O mamma, mi sa che finirai prima tu!>>

<<Ahahah non ti preoccupare e fai del tuo meglio!>>

<<Certo.>>

Una volta prese le piantine mi sono diretta verso il giardino. L'erba non era molto alta e quindi per me è stato facile toglierla del tutto. Una volta mossa la terra ho cominciato a fare il primo buco inserendo i "fiori di vetro". Così ho fatto anche con il girasole e il geranio. E' stato abbastanza faticoso e lungo il lavoro ma alla fine il giardino era bellissimo. Ho preso la gomma e non riuscivo ad aprirla. Tutto un tratto si è aperta la maniglia dell'acqua e mi sono lavata. Ho cominciato a ridere da sola. Mio nonno è venuto a controllarmi se stavo bene e ha cominciato a ridere anche lui. Sono abbastanza stanca ma vado lo stesso ad aiutarlo con l'orto. Anche da piccola aiutavo mio papà con l'orto ma ora ho perso l'abitudine. Quando arrivo da nonno Paolo ha già piantato tre quarti delle piante. Lo aiuto a finire e alla fine ce l'abbiamo fatta. Quando siamo rientrati in casa erano già le 13:45 e mio zio era arrivato da un bel pezzo. Lui è bravissimo a cucinare e oggi mia ha preparato il tortino. Si tratta di una pasta foglia a forma di torta con dentro vari ingredienti. Oggi ci sono wurstel,formaggio, prezzemolo e olive. Abbiamo mangiato tutto e di gusto e alle 15:30 mi sono cambiata e sono andata a casa. Arrivata subito mia mamma mi ha chiesto che cosa avevo fatto e dopo averle fatto un breve riassunto sono andata in camera ad ascoltare un po' di musica. Dopo pochi minuti mi arriva un messaggio da Davide che mi chiede se avevo voglia di andare a vedere un film sotto le stelle con lui alle nove. Dopo aver chiesto anche ai miei genitori ho detto che per me andava bene e che prima del film saremmo andati a prenderci un gelato. Per lui era ok e i minuti che sono passati dopo quella conversazione sono volati. A cena abbiamo mangiato un po' di pastasciutta avanzata dal pranzo. Dopo aver finito il secondo piatto (ero davvero affamata) sono andata a farmi la doccia. Ho scelto di vestirmi un po' elegantina anche se non ce ne era bisogno. Dopo essermi asciugata anche i capelli, ho preso i soldi per il gelato e sono uscita salutando tutti. Il cinema all'aperto si fa solo due volte all'anno e questa è la prima per me. Lo fanno nel parco vicino a casa di mio nonno e io e Davide ci troviamo a metà strada. Io sono a piedi ma non ci metto molto ad arrivare a questa piazza. Sono già le nove e io non sono ancora arrivata. Davide mi manda un messaggio per chiedermi dove sono, non rispondo e comincio a correre. Dopo poco arrivo davanti alla gelateria dove Davide mi ha già preso un gelato alla nocciola. Prima che si sciolga lo afferro e comincio a mangiarlo. Ci salutiamo, era da tanto che non ci vedevamo. Abbiamo cominciato a parlare di tantissime cose mentre camminavamo per arrivare al parco. Quando siamo arrivati erano posizionate tantissime sedie sotto un maxi schermo e quasi tutte erano occupate. Abbiamo fatto una corsa per occupare le ultime due. Appena in tempo per vedere la sigla del film "dentro un tunnel". A dire il vero non mi ispirava molto ma lo guardavo ugualmente. Ovviamente non ce ne stavamo zitti ma ci divertivamo a commentarne i personaggi e le loro azioni, mentre tutta la gente si girava per farci stare zitti e noi ridevamo. Dopo tre quarti d'ora non ce la facevamo più così ci siamo alzati e siamo andati nella parte delle giostre e abbiamo cominciato a parlare e raccontarci barzellette. In un secondo momento invece ci siamo distesi a pancia in su e abbiamo cominciato a guardare le stelle divertendoci a immaginare le varie forme esistenti che potevano esistere. Dopo poco il film è finito e noi abbiamo fatto un piccolo giretto attorno al parco. Quando ho cominciato ad avere sonno, ho chiamato mio papà che mi venisse a prendere e io dovevo aspettarlo al campetto dentro al parco. Una volta arrivate le undici e mezza mio papà è arrivato e ho dovuto salutare Davide. Ci siamo abbracciati e lui mi ha detto che mi vuole bene. Anche io gliene voglio. Arrivata a casa mi sono messa il pigiama e sono subito andata a letto.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: