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lavoro pubblicato giovedì 2 giugno 2016
ultima lettura martedì 7 aprile 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sopravvivere.

di Nits. Letto 442 volte. Dallo scaffale Generico

Murakami dice che un dolore troppo profondo non puo essere espresso in lacrime. Quale frase piu vera di questa? Non ci solo parole. Mancano. Si disperdono,fluttuano e scelgono di non essere impresse su carta,come lacrime che non riescono a rigare il vo.....

Murakami dice che un dolore troppo profondo non puo essere espresso in lacrime.

Quale frase piu vera di questa?

Non ci solo parole.

Mancano.

Si disperdono,fluttuano e scelgono di non essere impresse su carta,come lacrime che non riescono a rigare il volto.

Un dolore troppo profondo non ci permette di far scendere lacrime dai nostri occhi vigili.

Attenti,sensibili.

Ci lascia li il dolore -che poi,puo essere chiamato tale?- ci avvinghia il cuore senza stringere come una morsa. Non ti lacera l'anima non ti accoltella e non ti rigira il pugnale nella piaga.

No,è molto piu lieve e sottile.

Arriva come uno spavento,un tremore e poi pian piano comincia a cullarti,quasi a dirti

ma no stai tranquillo,crogiola pure tra le mie braccia.

Allora ti avvolge come una nube nera

e ti coccola,accarezza e sfiora maligno il tuo cuore fragile e malandato.

Impaurito.

Senza pietà,

con un ghigno crudele,

dita viscide ed appuntite ti abbraccia il cuore e senza stringere ti fa sapere che è li,che sei nelle sue mani e non hai via di scampo.

Quale peggor sensazione del dolore che controlla se stesso?

Del dolore che non puo essere trasformato in pianto o in rabbia?

E' qui dietro le mie spalle,sono seduta sulle sue ginocchia

e sento il suo greve sospiro sul collo,

appiccicoso,melmoso.

Le sue mani mi insegnano cosa scrivere e mi impedisce con la sua forza sovraumana allenata dai milleni che abita sulla terra di versare lacrime amare.

Chi sei maledetto?

Non fai paura sei una presenza inequivocabile.

L'inferno in terra.

L'inferno dentro di noi.

Sento stridere le tue dita sul mio cuore,

sento il fruscio del tuo mantello che mi ricopre e pian piano con i tuoi morsi mi strappi l'anima,

lentamente,debolmente,pian piano

facendomi morire dissanguata.

Parole sparse ovunque escono dalla mia anima lacerata,no devo correre a prenderle

non posso perderle,

sono mie soltanto mie

non devono disperdersi sulla terra.

Perche l'albero delle parole nasca esso deve andar piantato nel giusto terreno e seguito con cura,guardato amorevolmente ed innaffiato dall'ispirazione.

Cosi i tanto semi che sono poche parole si disperderanno e moriranno nei cuori aridi di coloro che la sensibilità e la delicata forza degli alberi non la capiscono.

Ma lei,o lui,l'avvoltoio che aspetta che lentamente io diventi carcassa dentro,è qui che mi guarda e controlla e non so come non mi permettte di andare a raccogliere il mio bene piu prezioso.

Non fa che aspettare un momento di debolezza in piu per mordermi ancora e infettarmi col suo torbido veleno,partoritore di ogni indifferenza.

Ma non vincerai.

Rimani pure qui a non farmi versare lacrime.

Di anno in anno che abbiamo passeggiato affianco alla fine quella che ne è uscita,dopo lunghe battaglie,sono sempre stata io.

Forse abbiamo entrambi bisogno l'una dell'altra: tu per nutrirti di sentimenti che puoi capire,io per preparmi al peggio,al dolore profondo e terreno,dove la morsa attorno al cuore si serra senza pietà e fa zampillare sangue rosso sangue,sangue rosso sangue rosso sangue. Ovunque.

Che io possa da te dea divina della scrittura,

misa musa,

ricevere la forza e la determinazione per staccarmi da questa ancora che mi fa affondare

che trascina giu sotto il maro oscuro e pieno di alghe che intorcolano al mio docile e debole corpo.

Che tu possa darmi la forza.

Che la mia arte faccia il suo meraviglioso dovere,che sempre ha fatto senza mai deludermi: farmi sopravvivere.



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