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lavoro pubblicato mercoledì 1 giugno 2016
ultima lettura mercoledì 11 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

QUEL DIO CHE NON ESISTE

di Angel82. Letto 467 volte. Dallo scaffale Poesia

Preghi stringendo tra le mani un fucile, invochi quel tuo dio che lui solo ti può sentire;non ha un viso, non ha parole è solo una fantasia che non ha nome. Chi vai cercando in quel cielo aperto che regna silenzioso su...

Preghi stringendo tra le mani un fucile,
invochi quel tuo dio che lui solo ti può sentire;
non ha un viso, non ha parole
è solo una fantasia che non ha nome.
Chi vai cercando in quel cielo aperto
che regna silenzioso sul renoso deserto,
a chi rivolgi la tua preghiera,
parole che della morte si son fatte bandiera
e il sangue che fai scorrere
perché l'odio in te insiste,
convinto che sia il voler
di quel dio che non esiste.
È da bambino che t'han fatto credere
che il male esiste solo oltre i confini del tuo paese;
t'han fatto pregare implorandolo forte,
arbitro soltanto della morte;
è da fanciullo che la tua anima resiste
all'idea di quel dio che non esiste ;
prigioniero ti ritrovi della tua stessa mente,
corrotta dal male che giace in certa gente.
Eppur sei stato un bambino
coi sogni a portata di mano insieme al tuo destino,
a correre te ne andavi con la voglia spensierata
di raggiungere il vicino orizzonte;
cosa resta ora di quel fanciullino,
cancellato dal vento di un odio infinito;
cosa rimane del desiderio di sognare,
soppresso dalla brama di morte e del farla volare
verso luoghi lontani dove il ciel si fa d'acciaio
e la tua follia celata in un aeroplano,
e le tue son parole che ancora insistono
a render grande quel dio che non esiste.

E la torre imponente e fiera
s'innalza stagliandosi in una triste sera,
il sangue che scorre bagnandogli i piedi
e sei lì, fiero di ciò che vedi;
tu credi di aver distrutto il loro bel paradiso
con i fucili e la ripugnanza
di quel dio che non esiste.
Le grida levate al cielo,
arrossato dall'infamia del tuo inferno
e le strade brulicanti di paura,
la stessa che domina il tuo cuore
nel veder così liberi gente di qualsiasi colore.
Ricordati che se tu vuoi portar spavento
allora sappi che è
come il fumo che resta nel vento;
la libertà va oltre quel terrore
che alla fine torna indietro pietrificando il tuo umore,
ma sin da bambino t'hanno insegnato
a odiare e oggi insisti
ad abbracciar quel dio che non esiste.
Di morte è caduta la tua stessa gente,
uccisa dalla mano che
non fa a sconti a nessuno e a niente;
tu che desideri dare l'esempio
e poi ti macchi del sangue di un tuo fratello;
tu che vigliacco nascondi
il viso sotto un velo
per non farti scovare da chi sta davvero al di sopra del cielo;
ora vai a diffonder la morte
in strade affollate dove vaga silenziosa la sorte
di uomini liberi che a te dan fastidio
perché è troppo reale il loro Dio.

È da bambino che t'han fatto credere
che il male esiste solo oltre i confini del tuo paese;
t'han fatto pregare implorandolo forte,
arbitro soltanto della morte;
è da fanciullo che la tua anima resiste
all'idea di quel dio che non esiste.







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