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lavoro pubblicato lunedì 30 maggio 2016
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

PER AMOR LA SUA ANIMA S'ERA LEVATA DI DOSSO

di Angel82. Letto 356 volte. Dallo scaffale Poesia

Il vento ti accarezza la pelle, argento vivo alla luce delle stelle;a farti compagnia lampioni solitaridi luce grigia il tuo viso vanno a illuminare. Parole non senti per le strade ormai vuote, solo il freddo della notte il tuo cuore scu...

Il vento ti accarezza la pelle,
argento vivo alla luce delle stelle;
a farti compagnia lampioni solitari
di luce grigia il tuo viso vanno a illuminare.
Parole non senti per le strade ormai vuote,
solo il freddo della notte il tuo cuore scuote;
la notte degli altri che a soddisfar stanno lor piacere,
la notte che per te è un macigno
che umiliante preme.
E poi c'è il tempo,
quello che trascorri riparandoti nell'oscuro
con la voglia di sparire insieme al buio,
quando i raggi del sole accendono il cielo
e non puoi nascondere il tuo triste velo,
i tuoi occhi assonnati e di quella vita stanchi
e le troppe mani a stringerti i fianchi.
Torni a casa calpestando l'anima, davanti a quella porta dove amor ti reclamava;
entri piano per non far rumore
e ti ritrovi a seguire i raggi di quel sole
che ogni volta rischiara il tuo sguardo amaro
e ora illumina tutto ciò che ti rimane.
Se l'amore equivale a vita,
la tua era su quel letto sdraiata,
che a chieder non stava la luna intera,
ma sentirti vicina e sfiorar di baci la tua schiena;
e le lacrime scendono a bagnarti il cuore,
lui non capiva il tuo indecente dolore,
ma capire è arte che Dio a pochi ha donato
e ora per te
l'amore sembra così scontato;
lui non vedeva i tuoi occhi assenti
eppur ti amava lo stesso,
lui non sentiva il tuo cuore pesante
eppur eri luce nel suo universo.
Amor tu hai perduto e d'amor non vivi più
manco nella vita ormai credi tu,
or t'abbandoni alla notte malsana
e la morte è in attesa della tua triste anima.
E arriva un'altra notte e te ne vai col cuore a pezzi;
il sorriso dal tuo viso va lontano
mentre vendi quel corpo a poco prezzo;
ora guardi il cielo e ancora l'odioso affanno che non smetti di sentire,
e implori il tuo Dio che a quel dolor pone fine.

Non è più il vento ad accarezzarti la pelle
e nemmeno l'argento delle lontane stelle,
or le hai vicine come eterne amiche
a guardare un'altra donna che passeggia in quella via;
la brezza accompagna le tue carezze sulla sua pelle
e sei l'argento che coccolato dal vento
porta a terra ogni stella;
ma poi leggera te ne vai
a soffiar tra i capelli di chi non t'ha scordato mai;
chiede di te ma nessuno vuol rispondere
e allor disperato se ne
dove il suo dolore può nascondere;
arido deserto è oramai dentro di sé,
a maledirsi lui non smette per non aver capito te.

Finalmente t'ha trovata
dove dolor s'acquieta e l'anima è salva,
le sue lacrime vanno giù
a condurre il suo rimorso
per quella donna che
per amor la sua anima s'era levata di dosso.


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