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lavoro pubblicato domenica 29 maggio 2016
ultima lettura venerdì 22 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Un tempo - Parte Prima - III*

di Menic. Letto 196 volte. Dallo scaffale Fantasia

-    Allora? Come t’è sembrato? -    Non è scritto al passato. È tutto al presente! -    Non esiste il passato o il presente, ma solo il tempo. -    Cosa? - ...

- Allora? Come t’è sembrato?

- Non è scritto al passato. È tutto al presente!

- Non esiste il passato o il presente, ma solo il tempo.

- Cosa?

- No, niente, ho provato come te un aforisma ma non ha funzionato.

- E ti credo! Non hai detto nulla di che.

Sì, ma poteva anche essere più gentile! Che diamine!

- Era solo per smorzare un po’ la scena. Non faccio altro che raccontare e raccontare.

- Racconta e basta. Te l’ho già detto diverse volte. Cos’è che non ti torna?

- Il perché di questo raccontare.

- Lo saprai a tempo debito. Certo che sei un pigrone te, eh!

- Ero giovane, e annoiato. Non sapevo cosa fare dalla sera alla mattina, e per di più ero anche ammalato. Non potevo nemmeno uscire, né andare con amici.

- Risparmiati la giustificazione melensa e pietosa. Non era malattia quella. Eri solo pigro.

- Vabbè, tralasciamo la storia al momento.

- Ho toccato un tasto dolente?

Sì, l’avevi toccato. Non mi piaceva parlare di me.

- Lascia stare.

- Oh, ora tocca a me lasciar perdere?

- Sì, tocca anche a te.

- Comunque, come t’è sembrata quella libreria?

- Bella, perché?

- Ci vanno sempre tante persone, non trovi?

- È una libreria! Mica un cimitero.

- Sì, ma ci vanno sempre le solite persone; vero, ci vanno dai piccoli annoiati come te agli adulti indaffarati, alle signore truccate, ai ragazzi ingellati. Un’umanità così diversa, eppure simile per quello che vogliono fare.

- E cosa volevano fare?

- Indovina…

Cominciavo davvero a non sopportare più quella mezza tortura…

- Io comunque non so più cosa raccontarti, quindi la finirei qui. Io non ho ancora capito chi tu sia, se uomo o donna o alieno. Dimmi cosa vuoi fare, e fa quello che devi fare, purché non sia troppo violento.

- Io non ho fatto niente, né farò altrettanto. Per il momento l’unico che fa qualcosa sei tu, e te la stai cavando, alla tua maniera, s’intende. Capisco che t’ho spremuto troppo, e quindi ti concedo solo quest’ultimo racconto, poi sarà finita.

- E cosa succederà.

- Lo saprai a tempo debito. Tu racconta.

- Sicuro che non mi stai fregando.

- Lo saprai a tempo debito.

Non mi fregava. E, grazie all’idea dell’ignoto che m’aveva ispirato con la sua identità, mi venne in mente un ultimo racconto.



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