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lavoro pubblicato domenica 29 maggio 2016
ultima lettura domenica 29 marzo 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

I hate to see your heart break.

di ThenightoftheSunflower. Letto 447 volte. Dallo scaffale Amore

La leggera brezza estiva le sfiorava i capelli, così dolcemente che all’occhio umano era appena percepibile. I suoi capelli rossi formava...

La leggera brezza estiva le sfiorava i capelli, così dolcemente che all’occhio umano era appena percepibile. I suoi capelli rossi formavano un cerchio perfetto sul pavimento erboso. Il sole del pomeriggio risplendeva sul suo volto ed ogni rumore del parco era svanito, in quel momento, esistevamo solo noi e nessun altro sulla terra.
<<Sei bellissima>>, mi disse facendo un sorriso così bello da far impazzire il mio cuore. Il suo sorriso era più bello di mille splenditi girasoli, mai niente nella mia vita mi aveva fatto credere, fino a quel momento, di poter essere così felice da desiderare che il tempo si fermasse all’istante.
<<Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita>>, iniziai a capire di cosa parlasse seriamente Neruda nelle sue poesie, con mia grande sorpresa fu lei a continuarla.
<<Amore mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora>>.

Quel giorno mi portò per la prima volta a casa sua e facemmo l’amore, restai in quella casa tutta la notte e con il passare delle ore guardammo l’alba insieme.
Nella mia vita mi ero sempre soffermata a guardare lo splendido passaggio dal giorno alla notte ma mai avevo goduto del contrario. Dal balcone della camera di Charlie si vedeva perfettamente la spiaggia in cui ero solita andare e la distesa d’acqua tranquilla, tipica delle prime ore del mattino, che si prolungava fino a diventare nulla all’orizzonte .
<<Ecco a te>>, mi diede una tazza di tè e si poggiò contro il mio corpo. Restammo per un po’ in silenzio ad ammirare il sorgere del sole, prima che lei tornasse a parlare. <<Quando ero piccola mio padre mi portava sempre in barca, gli piaceva pescare a prima mattina. Ho passato la mia infanzia a guardare l’alba con lui aspettando che qualche pesce abboccasse. Sai, a me non piace neanche mangiare il pesce ma mi piaceva renderlo felice e quindi andavo con lui, anche a costo di addormentarmi sulla barca. Un giorno non mi svegliò e andò da solo in mare. Mi sentì terribilmente in colpa quando appresi la notizia, per anni pensai fosse colpa mia. Pensai "se fossi stata là sarebbe successo ugualmente?" L’ancora della barca rimase incastrata in delle rocce sottomarine e mio padre non riuscì a spostarsi in tempo per l’arrivo di un’altra barca. Il motore impazzito di quest’ultima fece esplodere entrambe le imbarcazioni>>, le si spezzò la voce, fece un respiro profondo, si accese una delle sue marlboro rosse e tornò a parlare <<avevo undici anni quando successe. Tutto il mio piccolo mondo era crollato in un momento. Iniziai a non mangiare, a non volermi alzare dal letto, non riuscivo a fare più nulla tranne che piangere per la morte di mio padre. Mia madre decise di trasferirsi al nord. La lontananza da questa città ci spinse a continuare a vivere la nostra vita ma non allontanò il dolore. Mia madre entrò in una grave depressione, cercai in tutti i modi di risollevarle il morale ma non ci riuscì>>, iniziò a tremare quindi la strinsi a me e sembrò tranquillizzarsi per un momento <<dopo cinque anni dall'accaduto iniziò a prendere delle pillole che fecero il loro effetto per due anni, fin quando non decise che non voleva prenderle più. Si è suicidata a luglio dell’anno scorso, subito dopo il mio esame di stato. Mia madre ha talmente amato mio padre da non riuscire a vivere più a lungo senza di lui. A volte, però, per quanto sia egoista la cosa, avrei voluto che amasse me nello stesso modo. Avrei voluto che mi amasse così tanto da restare viva, da godere di questa vita perché non abbia nient’altro>>, iniziò a piangere tra le mie braccia. Quanto dolore può sopportare una persona? Di quanto amore una persona avrebbe bisogno per risanare queste ferite? Mi feci domande alle quali non seppi mai rispondere in modo esatto, a volte il destino ci pone in condizioni inspiegabili.
<<Charlie>>, cercai di asciugarle le lacrime con le mani <<voglio che tu sappia che non sei sola. Hai me ed io non me ne vado da nessuna parte. Impiegherò ogni mio giorno a rendere la tua vita splendete e se ci saranno giorni brutti li pittureremo di colori sgargianti. Hai me, non sei sola>>, la strinsi in un forte abbraccio, odiavo vederla piangere, vederla triste <<negami il pane, l’aria, la luce, la primavera, ma il tuo sorriso mai, perché io ne morrei>>.



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