ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 29 maggio 2016
ultima lettura domenica 19 gennaio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Trattato sulla Follia Celeste

di CuorDiPolvere. Letto 471 volte. Dallo scaffale Fiabe

Studiava giorno e notte nell'innocente tentativo di concepire la natura dei numeri. Si era incuriosito tempo addietro, allorquando sorprese un equilib...

Studiava giorno e notte nell'innocente tentativo di concepire la natura dei numeri. Si era incuriosito tempo addietro, allorquando sorprese un equilibrio instabile che alternava in natura le misure e i sistemi coi quali il caso generava la materia. "Scoprendo il loro segreto -diceva- avrò disvelato l'enigma del creato". Fantasticava sulle potenze che regolavano il mondo, generate dall'ingegno e dalla lotta degli elementi gli uni sugli altri, quindi diede inizio alla sua cerca tra le cortecce, le foglie, i fiori, le stelle ed ogni cosa che aveva moto e vita sulla terra, nel tentativo di rubarne i numeri e conquistarne la deità.

Dapprincipio l'entusiasmo lo condusse verso brevi e tumultuosi successi, che gli aprirono la mente; tuttavia venne soggiogato da essi, e cadde preda delle idee folli che avevano consumato il senno di magi e osservatori più abili di lui in tempi remoti. Apprezzò la follia nei suoi gesti smisurati, e gli concesse di scortarlo fin dentro quei reami impenetrabili all'ingegno umano, dove l'intelletto scombina e la divinità illumina. Ebbe visione di sacri e innominabili motori ai confini del cosmo; stelle e pianeti gli regalarono la conoscenza del fuoco e dell'aria e per sempre fu consacrato al malessere del corpo, giacché divenne per lui un peso e non ebbe modo di liberarsene. Osservò le acque nei loro cicli mescolarsi al vento e tornare in terra, penetrando infine il mistero della vita e degli dei. Ebbe paura, fuggì laddove i pensieri inopportuni non avrebbero potuto oltraggiarlo come fanno con le fragili menti umane. Si liberò di ogni cosa caduca, quindi si rinchiuse nel reame della terra e morì. Fu al sorgere del sole, quando il cielo s'imbianca di luce, che tornò alla vita; ed era una vita diversa, poiché nulla sentiva eppure penetrava ogni cosa. Vedeva i numeri per ogni dove adesso, ma non li temeva avendo la follia e la conoscenza al suo fianco. La sua cerca volse al termine quando, ai bordi cinerei del mondo, scoprì un uovo in mezzo alle fiamme. Era circondato da numeri che mai aveva osservato prima: la pazzia dell'equilibrio gli sussurrò buoni consigli, ed instabile ne studiò i moti, il calore, il senso nascosto dalle apparenze volgari.

Il fuoco gli aveva insegnato a riconoscere le specie, e grande fu la sua gloria quando dall'uovo ne uscì una splendida fenice color del Sole. Colto da fretta improvvisa, volle studiarne ogni momento, ma si accorse che aveva smarrito i suoi fogli, le sue penne, i suoi inchiostri.

Fu allora che apparve il Sole, e parlò per bocca della fenice. Gli chiese del suo viaggio, delle sue mete. Gli chiese conto dei suoi studi, lo misurò e lo trovò valido. Con amorevole tocco il sole lo raccolse, e volando tra le onde di fuoco sulle ali dell'uccello immortale, venne rapito in cielo per sempre.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: