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lavoro pubblicato venerdì 27 maggio 2016
ultima lettura giovedì 12 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

I hate to see your heart break.

di ThenightoftheSunflower. Letto 470 volte. Dallo scaffale Amore

Correva l’anno 2014 quando la conobbi, aspettava qualcuno davanti al Black Orange pub nella sua giacca di pelle, la maglietta bianca ed i jeans ...

Correva l’anno 2014 quando la conobbi, aspettava qualcuno davanti al Black Orange pub nella sua giacca di pelle, la maglietta bianca ed i jeans stretti. Sapeva come farsi notare con i suoi capelli rosso accesi appoggiati sul muro del locale, mentre finiva di fumare la marlboro rossa che poggiava elegantemente sulle sue labbra cremisi. Sembrava quel tipo di ragazza con la quale non vuoi avere a che fare e dalla quale mi sono sempre tenuta distante.
<<Myriam, sei qua>>.
<<Si, amore>>, la baciai e alzando la testa sorpresi la ragazza rossa a guardarci, probabilmente incuriosita da quel bacio.
<<Sei stata a lungo fuori>>, mi disse stringendo i miei fianchi.
<<Sigaretta>>, le sorrisi e rientrammo nel pub.
<<Daniel deve ancora arrivare, ha chiesto di far sedere la sua ragazza con noi ma non ho capito chi sia>>, disse con un’espressione tra il divertito e l’imbarazzato.
<<Conoscendolo poteva essere ogni ragazza fuori dal locale>>, pensai alla ragazza rossa e sperai vivamente che non fosse lei. Scossi la testa come per scacciare quel pensiero. Non me ne resi conto subito ma qualcosa già stava cambiando in me.
<<Myriam, dobbiamo finire il progetto>>, mi disse Lorenzo eccitato.
<<A dire il vero, dobbiamo ancora iniziarlo>>, stavamo progettando un servizio fotografico per la giornata dell’arte, ogni anno verso la fine della scuola nella nostra piccola città organizzavano una giornata dell’arte ed ogni liceo poteva contribuire nella sua realizzazione.
<<Di questo passo sarà pronto per l’anno prossimo>>, disse il suo ragazzo prendendoci in giro. Lorenzo gli strinse la mano per zittirlo <<Alberto, non sei divertente>>.
<<Cosa mi dici di queste risate?>>, disse lui ridendo ed indicandoci, Lorenzo ci guardò in cagnesco ma si strinse al ragazzo sorridendo sotto i baffi.
<<Daniel>>, urlò Sara. Sara era innamorata di Daniel dalla terza media, ne eravamo consapevoli tutti tranne il diretto interessato che sembrava vivere costantemente nei suoi libri di Bukowski. Impeccabile nella sua giacca di pelle ci raggiunse al tavolo con il suo sorriso sghembo, al seguito vi era la ragazza dai capelli rossi. Mi rese nervosa vederla al suo seguito ma cercai di mascherarlo il più possibile senza risultato.
<<Amore, c’è qualcosa che non va?>>, ero fidanzata da due anni con Serena e mi era impossibile nasconderle qualcosa.
<<Nulla>>, non sapevo neanche io cosa mi stesse capitando. Mi guardò preoccupata ma non chiese nient’altro, spostando lo sguardo verso i due nuovi arrivati li accolse con un sorriso splendente <<quindi è lei la fortunata?>>
<<Magari>>, disse Daniel sorridendo <<lei è Charlie, si è trasferita un mese fa nel mio palazzo>>, vedendo la confusione sulle nostre facce aggiunse <<scherzavo al telefono>>, si portò in modo teatrale le mani sul cuore <<mi ha spezzato il cuore saper che gioca nella mia stessa squadra>>.
<<Amor ch’a nulla amato amar perdona>>, disse Charlie guardandomi negli occhi e poi facendo l’occhiolino a Daniel aggiunse scherzando <<non si sa mai, dolcezza>>.

<<Quella ragazza non mi piace>>, disse Serena una volta giunte sotto casa sua <<Lorenzo le ha chiesto anche di posare per il vostro progetto!>>, continuò allarmata, <<Ci ha provato spudoratamente con te tutta la sera, solo io me ne sono accorta?>>.
<<Non penso amore>>, dissi cercando di difendere Charlie, ma non era l’unica ad essersene accorta.
<<Io penso proprio di si>>, mi avvicinò a se tirandomi per la camicia e guardandomi negli occhi aggiunse <<penso che glielo dobbiamo far capire che sei mia>>.
<<Ed io penso che ci stai pensando troppo>>, la baciai e sorrisi <<vai a dormire che domani c’è scuola>>.
Quella sera invece di tornare a casa me ne andai in spiaggia, era il mio posto preferito dove pensare. C’era la luna piena che splendeva in cielo, nessuna nuvola e il mare così calmo che dava l’impressione di poterci camminare su. Charlie. Charlie era riuscita a scombussolarmi solo a guardarla e con tutte quelle attenzioni aveva provocato una grande confusione nella mia testa. Non riuscivo a non pensare al modo in cui mi guardava con quegli occhi da cerbiatta color castagna, come se dovessi essere sua a tutti i costi, al modo in cui mi sorrideva con quelle labbra carnose color cremisi e al suono della sua voce così caldo. Sentì un rumore di passi, mi girai ma non vidi nessuno. Cosa mi sta succedendo? E se fosse la risposta a quel grandissimo vuoto che sento da un po' nel mio cuore? Amo Serena, no? Allora perché sto pensando ad una sconosciuta?
<<Myriam?>>, mi girai di botto, era Charlie che mi veniva incontro. Non ci volevo credere.
<<Charlie? Cosa ci fai qui?>>, chiesi mentre si sedeva accanto a me sulla spiaggia.
<<Potrei farti la stessa domanda>>, mi disse sorridendo, continuava ad aver in volto quell'espressione da ‘so cosa voglio e l’otterrò’.
<<Vengo spesso qui per riflettere>>, risposi guardando il mare, m’imbarazzava guardarla negli occhi <<a volte mi sembra di poter buttare tutti i problemi nel mare ed aspettare che l’alta marea li porti lontani da me>>.
<<Io abito in quel palazzo>>, m’indicò l’edificio in cui abitava anche Daniel. <<Ti ho vista dal balcone e sono venuta da te. Sai, non è la prima volta che ti vedo qua. La prima volta è stata due settimane fa, il sole stava tramontando e tu eri seduta lì>>, indicò uno scoglio sulla riva <<a fotografare quello splendido spettacolo>>.
<<Quindi sapevi già chi io fossi?>>, chiesi sorpresa da tale rivelazione.
<<Sapevo che se restavo sul balcone a guardare il mare, potevo guardare anche te>>, mi girai a guardarla, non seppi come reagire quindi tornai a guardare il mare, <<Non preoccuparti, non sono una stalker. Sei bellissima e non potevo farne a meno. Tante volte mi sono chiesta se era il caso di venire da te e chiederti ‘che libro stai leggendo?’ o magari ‘a cosa stai pensando?’>>.
<<Sai che sono fidanzata>>, fu l’unica cosa che mi venne in mente di dire ed in quel momento non riuscì neanche a dar peso a ciò.
<<Penso che se tu fossi realmente felice non passeresti tanto tempo a ‘riflettere’ su questa spiaggia e sono abbastanza sicura di piacerti>>, la sua schiettezza m’innervosi, probabilmente perché nel profondo sapevo che avesse ragione.
<<Come fai ad esserne così sicura?>>.
<<Perché sei ancora qua?>>, iniziò ad avvicinarsi di più a me.
<<Perché sono curiosa>>, alzai lo sguardo e trovai le sue labbra a due centimetri dalle mie, mi allontanai leggermente.
<<Perché sei attratta da me>>.
<<Non puoi saperlo>>.
<<Io dico di si>>.
<<Non puoi saperlo>>, sussurrai prima di perdermi in quel bacio.
Iniziò a squillarmi il telefono, quel suono mi fece recuperare la ragione, era Serena probabilmente preoccupata. <<Non doveva accadere>>, mi alzai di botto e mi diressi verso casa. Accesi una sigaretta e richiamai Serena.
<<Che fine avevi fatto? Sei a casa?>>, a volte si comportava come una madre apprensiva.
<<Scusami, ero in spiaggia, sai quanto mi piace stare lì a quest’ora>>, la testa prese a girarmi, non riuscì a non pensare a quel bacio senza sentirmi una persona orribile.
Quando tornai a casa, trovai un messaggio di Charlie:
Mi hai detto ‘non doveva accadere’, io penso il contrario. Le cose non accadono per caso. Mi hai fatta sentire viva e questo non accade per sbaglio e se è stato uno sbaglio, spero di sbagliare altre mille volte con te. Amor ch’a nulla amato amar perdona.



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