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lavoro pubblicato venerdì 27 maggio 2016
ultima lettura mercoledì 11 dicembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'Amica di Letto...

di PeppinoPeppino. Letto 1632 volte. Dallo scaffale Eros

Come spesso accade a due persone, io e Valentina (nome di fantasia) ci siamo conosciuti su un sito di scrittura un po' per caso un po' volutamente. Conversammo subito, domandandoci varie cose l'uno dell'altra. La propria vita, i propri amori e dolori......

Come spesso accade a due persone, io e Valentina (nome di fantasia) ci siamo conosciuti su un sito di scrittura un po' per caso un po' volutamente.

Conversammo subito, domandandoci varie cose l'uno dell'altra.

La propria vita, i propri amori e dolori. << Descriviti come sei fatta >>, chiedevo a lei e prontamente Valentina rispondeva vagamente, dandomi modo di provare il piacere di immaginare. Si instaurò tra noi un rapporto di complicità e serietà... non volevamo ammalarci d'amore ma neanche illuderci che avremmo scopato il giorno dopo.

Man mano che ci si conosceva, i nostri racconti e la conoscenza dei nostri corpi si fecero più intriganti, come i nostri pensieri. Iniziammo a parlare di quante volte facevamo l'amore, al giorno o a settimana, ci piaceva definire le nostre posizioni, se stavamo sotto, sopra, a cucchiaio o a 90 gradi.

Iniziammo a fantasticare di noi due, se ci fossimo conosciuti davvero, anche abitando a centinaia di chilometri di distanza. Amava sentirsi dire come l'avrei trattata e cosa le avrei riservato. Allora le dissi che la prima volta che ci saremmo trovati uno di fronte all'altro, senza proferir parola, le avrei chiesto:

<< Valentina: sollevati lentamente la gonna! >> E lei lo avrebbe fatto, per me, facendosela scivolare con entrambe le mani, verso l'alto, scoprendosi lentamente le cosce e i glutei. Le sue forme non erano il sogno proibito di molti uomini, ma erano molto aggraziate e sode. Particolare che mi colpì subito.

Proprio come ci eravamo immaginati molte volte, anche lei era di proposito senza mutandine, ma in compenso aveva addosso un delizioso reggicalze di fine pizzo bianco, ed appariva ai miei occhi un sedere leggermente giù, ma terribilmente eccitante da toccare, da baciare e da perdersi dentro, per la pelle ancora bianca e soda.

Io adoravo il reggicalze e le confessai che le stava d'incanto e se voleva rendersi sexy ai miei occhi, bhè, ci era riuscita in pieno! Ci voleva una mamma di una certa età per mostrarmi con che classe si può indossare il delizioso indumento.

Attesi dunque che Valentina si avvicinasse, ancora non mi era esploso il sesso dentro ai pantaloni, riuscivo e volevo padroneggiarmi, per non sembrare un pivello alla sua prima scopata extraconiugale.

Anche apparendo molto sicuro di me, per via dei miei trascorsi, era comunque normale che un uomo quale ero, vivace ed a volte esuberante, potessi provare un senso di timidezza e di paura, di non voler rovinare quel momento di fantasia fattasi realtà.

Vedere avanzare Valentina, verso di me, per offrirsi in modo così esplicito e spudorato, mi diede comunque una sensazione di grande potenza. Le confessai con un filo di voce, che provavo enorme eccitazione per lei, per la sua vagina finemente depilata, con un solo baffetto verticale al centro e già umidissima.

Forse si era già bagnata da prima, mentre parlavamo sottovoce di quel nostro incontro tanto desiderato e ordito da entrambi. Non fu difficile il resto, Valentina avanzava verso di me e inginocchiatasi, mi sbottonò la cintura, abbassandomi molto lentamente i pantaloni, come per godere di ciò che avrebbe visto di lì a poco e inebriarsi ancora una volta del profumo dell'eccitazione.

Insieme ai pantaloni, immediatamente anche i boxer scesero a terra: a quel punto io ero già perfettamente eretto al punto giusto per poterla soddisfare penetrandola. Lei trattenne il fiato per qualche secondo, non perché non sapeva cosa avrebbe trovato, ma perché era smaniosa di un membro cosi duro e fiero tutto per lei, completamente sconosciuto.

Lei stessa, ancora in ginocchio, come fosse in contemplazione di un Dio minore, estrasse da una tasca del cappotto, riversato lì sul pavimento, un preservativo che aveva con sé, voleva infilarmelo, ma la fermai chiedendole di metterlo via, per quella volta volevo amarla senza l'ausilio di protezioni, c'era più piacere e una sensazione senza uguali.

Sorridendo Valentina acconsentì, mentre teneva fermo il mio sesso ormai duro e vibrante. Lo stringeva energicamente in una mano gentile e calda, mentre l'altra mi attanagliava i testicoli. Lo scappellava delicatamente, godendo di quel rosso violaceo che emergeva sulla punta del mio sesso.

Valentina, si era presentata senza mutandine e con i preservativi in tasca: era senza alcun ombra di dubbio assai determinata a fare l'amore e godere del mio corpo quel giorno.

Finalmente sorrisi, per ringraziarla del trattamento che mi stava riservando, era la prima volta che lo faceva, ed in quel preciso istante tutte le sue fantasie prendevano corpo e vita dopo tanti anni di fedele matrimonio.

Iniziò a soffiare delicatamente sulla punta e la sua lingua dava leggeri colpetti come ad assaggiarne l'aria circostante e il sapore.

Piano piano, lo insidiava che era una bellezza e nel preciso istante che lo fece entrare in bocca affondandolo nella sua gola, un tremendo brivido mi percorse la spina dorsale. Dovetti poggiare le mie grandi mani sulla sua testa per non rischiare di cadere.

Quello era il segnale che dovevo rallentare e, infatti, dopo un paio di minuti di quelle contrazioni celestiali, dovetti fermarla. Presala per le spalle l'aiutai delicatamente ad alzarsi, sino a che i nostri sguardi si incrociarono e le nostre labbra, come per incanto, si saldarono, si fusero all'unisono, le nostre lingue si cercarono e si trovarono, trasmettendomi il sapore del mio stesso sesso.

In questa stessa posizione mi lasciai cadere sul divano, dietro di me, lei comprese che era giunto il suo momento e, tenendosi la gonna ben sollevata, Valentina scese lentamente a candela sul mio sesso, grosso e gonfio. Non ci fu bisogno di guidarlo con la mano, i suoi umori mi aiutarono a strofinarlo dolcemente sulla sua sottilissima riga di peluria, con la testa del mio sesso, pochi attimi che le sembravano un'eternità, per poi penetrarla lentamente come una liberazione dopo un tormento e, nel far questo, le cinsi i fianchi.

Le strapazzavo le dolci e sode chiappe mettendole le mani dappertutto prendendo l'elastico del reggicalze e tirandolo a me: volevo godermela per bene, darle il mio massimo contributo per il suo godimento. Penetrai la mia amica di Web e di Penna con tutto me stesso e lei... sospirò profondamente.

Iniziò dapprima a muoversi lentamente, poi dava maggior vigore ai suoi affondi, io la lasciavo fare, era desiderosa di sentirsi piena e felice. Poi sempre più veloce, ansimando e gemendo come probabilmente non faceva da moltissimo tempo, o forse solo dalla mattina precedente.

Valentina afferrò ambedue le mie spalle con le sue mani, mentre io potevo ammirare i suoi seni sballottarmi sotto il naso e ammirare il suo viso rivolto all'indietro, con le labbra aperte per inspirare aria e gli occhi socchiusi, mentre godeva e gemeva di piacere.

Era davvero molto bella in quella posizione, era beata, serena e raggiante in volto come non mai.

Compresi che non avrei resistito oltre e accelerando anch'io i miei colpi serrati e fermi, sino a rasentarle l'utero, esplosi in una venuta mostruosa, fiotti su fiotti si riversarono nel suo utero, mentre lei, sentendo il mio orgasmo, si godette tutto il calore e aumentò il ritmo, prese a cavalcarmi in modo forsennato, fino a raggiungere un godimento intenso e doloroso.

Si accascio su di me in preda ancora a piccoli spasmi, mentre i suoi umori e il mio seme le colavano fuori dalla sua vulva perdendosi sul divano.

Fu una simbiosi dei nostri corpi. Guardandola in volto, vidi chiaramente una piccola lacrima, non di sudore, scendere quel suo piccolo e dolce viso. Si alzò a fatica e corse in bagno a lavarsi e ricomporsi, lanciando un asciugamano nella mia direzione.

Quando la porta del bagno si riaprì, si vedeva chiaramente la soddisfazione disegnata sul suo volto, ma mi sfuggiva ancora qualcosa. Mi fece cenno di alzarmi e seguirla in bagno, rinfrescandomi a mia volta con una doccia poderosa e rigeneratrice...dopo il puro piacere.

Lei mi attendeva in piedi, poggiata allo stipite della porta, mostrando di essersi gustata la scena della mia doccia e mentre mi accingevo ad asciugarmi, Valentina mi guardava.

Sorridendo si mordeva il labbro inferiore, non si era rivestita, anzi si era liberata di quella gonna arrotolata ai fianchi e rimase solamente in reggicalze, complice e artefice del nostro orgasmo.

Nel contempo, per mio ulteriore piacere, indossò delle calze anch'esse bianche che portava con maestria terminando all'altezza della coscia, lasciando una piccolissima striscia di pelle nuda in cima alla gamba, dove la stringeva il leggero elastico autoreggente.

Nonostante fossi da poco venuto, vedendola fasciata in tutte le sue forme in quel completino intimo così stretto, e con le calze autoreggenti indosso, questa volta mi sentì trascinare come un treno e il mio membro riprese quota da solo.

Fu subito duro di nuovo come il marmo, tanto apprezzato dalla mia amica di Web e di Penna.

Lei mi sorrideva maliziosamente, si voltò per mostrarmi in tutto il suo splendore il fondoschiena; a quel punto la seguii come un toro infoiato e le fui addosso, abbracciandola da dietro, incurante del mio asciugamano finito in terra, iniziai a palparle i seni e soprattutto il sedere, ero invasato. Lei, voltandosi, mi sorrise per tanto impeto.

Fu facilissimo affondare le mie mani grandi, in quelle chiappe bianche e mature che tanto desideravo dal primo momento della nostra chat. Lei mi sorrise nuovamente, ed io allora, preso il controllo con un gesto molto deciso, la portai in camera da letto, invitandola a sedere sul lettone, non prima di aver nuovamente ammirato il suo sesso.

Quando lei fu comodamene seduta, mi inginocchiai a mia volta e presi a giocare con quei petali di rose, deliziandomi della vista. Iniziai e leccare in profondità e succhiare quel bottoncino ormai divenuto irresistibile, lei poggiò le sue manine sulla mia testa, spingendomela con impeto tra le sue cosce sempre più aperte, per penetrare maggiormente con la mia lingua.

Le mie mani le accarezzavo i seni, ormai divenuti sensibili, anche solo al più piccolo sfioramento. Aveva un sapore acre ma delizioso, aveva ripreso a sgorgare nettare dalla sua vulva ed era per me inebriante. La mia amica di Web e di penna Valentina se la stava godendo, in preda a mille spasmi, gemendo come non mai per il piacere che le procuravo.

Io avevo il sesso che quel giorno sembrava davvero non finire mai per quanto era lungo e grosso, allo spasmo, non c'è la facevo più a contenerlo.

Valentina stava quasi per impazzire. Dal canto mio, mentre leccavo e succhiavo, potevo vederle il culetto che andava su e giù davanti ai miei occhi e iniziai allora a leccarlo e a penetrarlo con la mia lingua, lei si dimenava sempre più, ormai eravamo entrati in un vortice di piacere più grande di noi. Se ne venne almeno un paio di volte, stringendo le sue mani sulle coperte, quasi a strapparle, era giusto la ripagassi di tutto il piacere che mi aveva donato fino a quel momento,

Temetti più volte di non riuscire a resistere oltre, anche il mio sesso cominciava a reclamare la sua parte. In un solo istante, mi tirai su e chiesi a Valentina di voltarsi e posizionarsi carponi davanti a me.

Lei lo fece senza farsi pregare e poggiando la testa sul letto stette con il sedere in aria. Stavo impazzendo l'aria era piena di adrenalina e profumo di sesso. Era arrivato il momento di amarti mia dolce Valentina.

L'afferrai ancora una volta per i fianchi, aggrappandomi anche al reggicalze, impetuoso, immobilizzandola, lentamente la penetrai, facendola sussultare sulle ginocchia.

Quel giorno ero incontenibile, e lei se ne accorse subito. Il mio serpente la stava letteralmente penetrando in profondità, specie in quella posizione, facendole provare spasimi e brividi: un dolce mix di godimento per la mia amica.

La reggevo per i fianchi e la prendevo senza perdere colpi, lei mugolava e godeva, ma provava a trattenersi per non venire prima di me.

Le scostai le chiare ciocche di capelli, e la guardai, beata in volto, ansimava e godeva in un piacere senza fine. Vedendola in quello stato, estrassi il mio sesso dalla sua vagina lentamente, come un serpente vivo e pulsante e tenendolo ben saldo alla base, allargando dolcemente con l'altra mano uno dei glutei della mia amica, andai piano ad infilarlo nel buchino più piccolo.

Lei, in un primo momento, fece per portarsi avanti, forse non se lo aspettava, ansimò ed emise un gemito che doveva essere di paura: in quel momento capii che volevo e desideravo quel suo culo. Dal canto suo, dopo un primo momento di smarrimento, aderì al mio sesso e comincio a venirmi incontro, assecondando le mie spinte fino a fermarmi ed entrare totalmente in lei.

Non volevo farle del male, ma volevo averla, così iniziai una dolce e sensuale danza del piacere e spingendo, poco alla volta, le fui dentro del tutto.

Era un dolce piacere caldo e stretto con una mano scesi sul suo clitoride a stimolarlo, in attesa che anche lei potesse godere delle mie attenzioni, cosi penetrata nel culo e masturbata in vagina.

I mugolii della mia amica di Web e di penna erano adesso diventati dei veri gemiti consacrati al piacere totale, mi occupavo pienamente del suo e del mio piacere.

Dopo un breve sguardo di entrambi, capimmo al volo che stavamo sulla soglia di un orgasmo smisurato, le presi cosi una mano e lei la strinse forte e sprofondammo in un godimento mostruoso, tra contrazioni e gemiti. I nostri corpi tremavano al piacere che li stava attraversando e lei, dal canto suo, con le solite lacrime di gioia che le rigavano il viso.

Era bellissima così, con il sedere indolenzito e forse un po' dilatato, ma con il cuore gonfio di gratitudine per i momenti di estasi che le avevo procurato.

Ecco mia cara Amica di di letto e di fantasia, Questo vuol essere solo un gradito pensiero che rivolgo al tuo animo, al tuo cuore e al tuo dolce corpo...



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