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lavoro pubblicato giovedì 26 maggio 2016
ultima lettura giovedì 18 gennaio 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'Estate Della Prima Superiore

di jade14. Letto 290 volte. Dallo scaffale Storia

 CAPITOLO 6La natura è qualcosa di magico, di fantastico. Molte volte mi capita di essere seduta a gambe incrociate e osservare l'infinito. Con l'occhio mi guardo intorno e cerco di entrare all'interno degli alberi per trovare il cuore, la ...

CAPITOLO 6

La natura è qualcosa di magico, di fantastico. Molte volte mi capita di essere seduta a gambe incrociate e osservare l'infinito. Con l'occhio mi guardo intorno e cerco di entrare all'interno degli alberi per trovare il cuore, la vita. Molto spesso sogno di costruire una casa sull'albero e di viverci per sempre. La natura è purezza. Se si ci potesse isolare in un luogo dove l'uomo non è presente con quelle sue enormi case ed egoismo, si potrebbero sentire moltissimi suoni che solo la natura è capace di riprodurre. Non c'è niente di meglio che restare per ore stesi su una distesa di erba a guardare il cielo e ogni tanto avere il vento che ti passa tra i capelli. Molte volte la natura può essere un luogo dove potersi rilassare e dove nessuno ti può distruggere. Un luogo dove rivedi solo te stesso. E sei felice.

E' mattina ancora una volta. Oggi però mi sveglio particolarmente tardi. Le 11:00. Mi sveglio con un sobbalzo e quasi cado dal letto. Mi giro e vedo il letto di Giorgia libero, deve essere scesa prima di me. Guardo se mi sono arrivati messaggi. Per ora niente. Allora scendo per fare colazione. Decido di non mangiare molto dato che è tardi. Mi faccio una spremuta e mangio una pastina. Questa mattina non so cosa fare così chiedo a mia mamma un parere. In un primo momento mi ha guardato male e poi mi ha detto che devo assolutamente fare i compiti dato che sono indietro. Allora prendo i libri per le vacanze e vado in camera mia. Prendo le cuffiette e le attacco al telefono. Accendo la musica e apro il libro. Riesco a fare meglio i compiti se ascolto la musica. Non ci capisco niente di questi problemi così ogni tanto mi capita di incantarmi e guardare fuori dalla finestra. Essa è proprio all'altezza di quella della mia vicina. Da piccole ci divertivamo a passarci vari oggetti con una corda fatta di borsette attaccate fra di loro e alla fine c'era una cesta dove mettevamo le cose da passare. Ci conosciamo da tantissimo tempo. Si chiama Giulia e con lei mi diverto tantissimo anche se ha quattro anni in più di me. Lei è speciale. E' come una sorella maggiore perchè sin da piccola è sempre pronta ad aiutarmi sempre e persino con la pioggia giocava con noi fuori. Cambio canzone dato che questa mi ha stancato e metto la mia preferita. Cerco di concentrarmi sui problemi di matematica, anche se è praticamente impossibile. Sta volta ci riesco e mentre ascolto la musica riesco a fare qualche operazione. Fino a quando mi si presenta davanti Giorgia che mi toglie le cuffiette.

<<Noe è da tantissimo che ti sto chiamando, possibile che non mi senti? Dai che è pronto da mangiare.>>

<<Ok ok calma ora arrivo.>>

Mentre Giorgia se ne va io mi tolgo le cuffiette e spengo la musica. Metto a posto i libri e scendo verso il piano di sotto. Vado a tavola e mi siedo al mio solito posto. Oggi mangiamo dei semplici spaghetti con aglio e olio, sono molto buoni. Ogni tanto parliamo di cose intelligenti a tavola ma per lo più ascolto i discorsi di lavoro etc. che si fanno soprattutto alla sera fra grandi. Non ho ancora pensato al lavoro che vorrei fare da grande ma amo i bambini e insegnare. Terminato anche il pranzo sono le 14.00 e non ho voglia di continuare a fare i compiti così mi rifugio in salotto a vedere se fanno qualcosa. Mentre continuo a girare canali sento che mi è arrivato un messaggio. Accendo il telefono, lo sblocco e vedo che la notifica arriva da Adele. Mi chiede se la posso accompagnare dal suo ragazzo. Ah già dimenticavo, a differenza mia lei ha un ragazzo. E' un po' più alto di lei e stanno molto bene assieme. A dire il vero, se devo essere sincera, alcune volte ho la sensazione che lui la faccia stare male. Lei ancora non lo capisce perchè è sotto "shock" dell'innamoramento (diciamo che è un titolo che ho dato a questo tipo di situazioni in cui la persona non si rende conto che l'altro le fa del male e quindi subisce). Comunque Adele ogni tanto mi chiede di accompagnarla in bicicletta da Enrico, il suo ragazzo appunto, dato che abita molto più distante di lei. "dovrei andarla a prendere tra 15 minuti? (ma è pazza come posso farcela?) ok vengo. Grazie mille? Non c'è di che..."

Non dico che sia nata per questo ma molti dei miei amici e amiche mi vedono come "consulente d'amore" e molte non si sono mai preoccupate di come sto io. Comunque, passati dieci minuti dall'ultimo messaggio mio (senza risposta), comincio ad infilarmi le scarpe e a tirare fuori la bici. Urlo e avviso mia mamma che sarei tornata quasi subito. Chiuso il cancello comincio a pedalare verso la casa di Adele. Lei mi aspetta all'inizio della via e una volta che ho girato la bici lei monta sul portapacchi e ricomincio a pedalare.

<<Grazie mille Noe davvero!>>

<<Figurati.>>

<<Come staii??>>

<<Come sempre te?>>

<<Bene dai.>>

La solita conversazione iniziale che facciamo anche nei messaggi. Abbiamo cominciato a parlare di cosa abbiamo fatto oggi e di cosa pensa di fare con Enrico. A metà strada circa sento arrivare un messaggio.

<<Noe vuoi che te lo prenda?>>

<<No no grazie, non sarà nessuno di importante, come sempre.>>

Così continuiamo a discutere fino a quando non siamo arrivate davanti a casa di Enrico. Sua sorella la conosco benissimo. Eravamo migliori amiche alle elementari. Io preferisco comunque non farmi vedere da lui dato che penso di non stargli simpatica. Così saluto in fretta Adele che mi ringrazia ancora. Una volta ripartita accendo il telefono e vedo che sono le 15:00. Mi ero già dimenticata di aver il messaggio non letto. Così sblocco il telefono e guardo chi è. Non ci posso credere. E' lui. E' lui. E' LUI!!! Allora questo famoso "lui" è la persona che in questo momento mi fa sentire bene, davvero bene. Non so se mi piace o lo vedo solo come amico, ma mi fa sempre piacere ricevere un suo messaggio. Si chiama Andrea e l'ho conosciuto per caso durante un tentativo di calmare una mia "conoscente" nell'uccidere una sua amica. (letteralmente: le ha tirato un pugno) Con lui sto benissimo e non ci sentiamo da moltissimo tempo. Mi chiede se verso le quattro ci possiamo incontrare. Gli ho risposto; "e me l chiedi anche?? certo che si non aspettavo altro!!" ok non è vero, non lo farei mai. Gli ho risposto "ok, per me va bene" senza nessuna faccina. Ok lo ammetto Andrea molte volte mi fa rimanere male perchè vorrei tanto che fosse mio ma in realtà non lo è. Oggi alle quattro ci vediamo e sono curiosa di vedere cosa fa. Intanto vado a casa stando attenta a non mostrare molto quanto sono felice se no si insospettiscono e mi fanno l'ottavo grado (non dico il terzo perchè me ne fanno il triplo di domande). Una volta arrivata a casa corro di sopra a cambiarmi e mettermi qualcosa di più carino. Poi mi stendo sul letto a pensare. Stavo quasi per prendere sonno quando ho visto che erano già le 15:45. Corro giù avverto mia mamma che esco e senza aspettare molto prendo la mia bici e corro. Lui mi aspetta sotto casa sua. Quando arrivo è già lì e ora comincio ad avere un po' di tensione. Freno proprio davanti a lui. Forse non è stata una buona idea. Lui in un primo momento è spaventato poi mi guarda dritto negli occhi. I suoi occhi sono bellissimi anche se non sono azzurri e il suo sguardo mi piace ancora di più.

<<Ehi come stai Noe? Da quanto tempo!!>>

<<Si hai proprio ragione, comunque bene dai te?>>

<<Non c'è male. Andiamo a prenderci qualcosa?>>

<<Certo tutto quello che vuoi.>> no ok rispondo :<< Si.>>

Siamo andati nella solita gelateria e io ho preso una pallina al melone e lui al limone. Poi ci siamo diretti verso il parco più vicino e ci siamo seduti a parlare. Abbiamo discusso di lui e di come è andata la scuola. Di dove andiamo in vacanza e un po' di cavolate varie. Ci siamo divertiti e ogni due minuti ridevamo.

<<Sai mi piacerebbe fare qualcosa con te.>> Ok ora mi preoccupa.

<<Del tipo?>>

<<Non so qualcosa di diverso, con te. Per esempio ti andrebbe di venire a vedere i fuochi con me? Sono questo sabato.>>

<<Certo che mi piacerebbe!>>

<<Allora perfetto, grazie mille. E vestiti bene eh.. ahahaha.>>

<<Certo solo per te ahahah.>>

<<Ottimo ora devo andare, sono già le sette!>>

Ci siamo alzati e lui mi ha abbracciato. E' stato bellissimo. Non ricordo più l'ultima volta che un ragazzo mi ha abbracciato. Senti quel calore magico che ti fa restare bene per quel poco tempo che accade.

<<Sei speciale per me Noemi, voglio assolutamente rivederti. E grazie per la splendida giornata.>>

<<Grazie a te!>>

Così ci siamo salutati e io sono montata sulla mia bicicletta. Non pensavo ad altro. Solo a quello che mi era successo oggi e non mi importava di nessun altro tranne che di me e di lui.

Arrivata a casa avevo un sorriso enorme stampato sulla faccia. Mi sono seduta a tavola e ho fatto finta che non fosse successo niente. Abbiamo parlato di argomenti generali come al solito. Una volta terminata la cena mi dirigo direttamente al piano di sopra. Mi faccio la doccia e continuamente penso a lui. Ogni volta che lo penso sorrido e provo una bellissima sensazione. Non so se sia giusto o sbagliato perchè non ci conosciamo da molto e potrebbe fami soffrire come altri in passato.

Una volta che mi sono messa il pigiama mi stendo sul letto e incrocio le braccia dietro la testa come è il mio solito fare per pensare meglio. Riletto su tutto quello che è accaduto oggi. Scrivo un breve messaggio ad Adele per informarla del fatto anche se lei non mi ha ancora risposto.

Beh a dire il vero adesso non mi importa e faccio un lungo respiro per dare aria ai polmoni. Non riesco a prendere sonno così cerco di pensare a lui.

Con il sorriso, mi sono addormentata dopo poco.



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