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lavoro pubblicato sabato 14 maggio 2016
ultima lettura giovedì 21 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Una serata fuori copione (Parte 1)

di Andrert. Letto 407 volte. Dallo scaffale Storia

Scrissi questa breve storia tempo fa. Poi mi bloccai. Ora, a distanza di tempo, finalmente ho quel distacco emotivo tale da permettermi la prosecuzione o il finale. Salvo improvvisa voglia di scrivere un'altra storia, ovvio. Buona lettura.....

“No, no dai, non può essere!”.

“Avremo visto male”.

“Avremo? Avrai! Io ho visto benissimo!”.

“Ma eravamo senza occhiali! Capace non era lei!”.

“No, no, era lei! Fidati!”.

“Maledizione! Ecco perché non si faceva più vedere”.

-… un altro! Un altro!

Le parole di Stephane questa volta gli uscirono forti e chiare dalla sua mente. La sua bocca lo aveva tradito e aveva pronunziato quella frase abbastanza forte.

La porta del bagnò subì il toc toc della madre di Stephane:

-Stephane! Parlavi con me?- chiese la madre.

-No, Ma’! Tutto apposto!- ripose il figlio.

Era immerso nell’acqua della vasca, a contemplare il soffitto pensando.

Pensava, Stephane. Pensava parecchio e forse anche troppo.

“E bravo il coglione! Mi raccomado fai una recita lirica la prossima volta!”.

“Zitto!”.

Parlava tra sé Stephane. Il problema era che ultimamente capitava più spesso che quanto pensava nella sua mente finiva involontariamente col pronunciarlo ad alta voce. Doveva lavorarci su.

“Ok: sta con un altro. D’accordo! Ma sveglia: non merita!

“Non merita?"

"Esatto: non merita! Non merita assolutamente! Guarda come si è comportata: ci ha lasciati dopo che l’abbiamo salvata dalla depressione; ci ha presi e buttati in una pozza di fango piena di lame in una notte di temporale…”.

“Non è un po’ esagerato?”.

“E’ una metafora!”.

“Giusto”.

“Ci ha usati, sfruttati e infine liquidati come niente fosse. Le abbiamo dato la nostra anima col risultato che lei ora ne ha due; noi, nessuna!”.

-Sta tr…-. Di nuovo ad alta voce. Ma per sua fortuna riuscì a controllarsi in tempo e a bloccarsi.

“Sta calmo, maledizione!”.

“D’accordo d’accordo: non merita. Non merita il nostro dolore e non merita le nostre lacrime; non merita neanche i nostri pensieri. E allora che fare?”.

“Che fare?” chiese lo Stephane interiore.

“Sì: che fare?”.

Stette in silenzio anche la sua stessa mente per qualche secondo.

“Lottare!” si rispose.

“Lottare?”.

“Lottare ogni fottutissimo giorno della nostra vita! Non lasciargliela vinta! Lei gode nel vederci soffrire! Dobbiamo lottare ogni giorno e non lasciarci vincere!”.

“Lottare… sì, hai ragione: dobbiamo lottare!”.

“Certo che ho ragione: sono te!”.

“Siamo da ricovero psichiatrico”. Rise. O risero. Difficile accertarlo.

Si alzò dalla vasca, finì di lavarsi e poi uscì asciugandosi per bene, il silenzio era calato nel bagno.

Dopo che si asciugò i capelli si guardò allo specchio.

Non si piaceva affatto. Era magro, con un viso apatico; sconfitto.

Si guardò e nonostante tutto si disse:

“Ce la posso fare. Ce la devo fare!”

Se l’era promesso.

(continua?)



Commenti

pubblicato il sabato 14 maggio 2016
whitelord, ha scritto: debbo dire che col tempo migliori.. Attenzione però alla coniugazione dei verbi: possono falsare un concetto! (avremmo con due "m" non è lo stesso di avremo con una!) ;)
pubblicato il sabato 14 maggio 2016
Andrert, ha scritto: Ti ringrazio, whitelord. Data la tua severità, apprezzo il tuo commento. Ma perdi colpi: rileggendo il testo mi sono accorto di aver fatto qualche altro errore grossolano. A presto! ;)
pubblicato il sabato 14 maggio 2016
whitelord, ha scritto: non perdo colpi. Diciamo che non voglio infierire! :*
pubblicato il sabato 14 maggio 2016
Andrert, ha scritto: Non temere di infierire ;) Grazie alle critiche sono riuscito a migliorare.
pubblicato il sabato 14 maggio 2016
lastregadelvento, ha scritto: brano molto piacevole, per me, e molto "visivo", sembra quasi lo screenplay di un cortometraggio p.s. : avremo è corretto, è un futuro anteriore usato in senso epistemico modale, consente di esprimere un'ipotesi attuale circa un evento accaduto nel passato. Apposto non si può sentire ;-)

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