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lavoro pubblicato martedì 10 maggio 2016
ultima lettura venerdì 20 settembre 2019

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Il viaggio

di blaze. Letto 445 volte. Dallo scaffale Generico

Della nave riesco a distinguere solo la sagoma. Sembra molto grande. Siamo in fila per salire. C’è buio, non si vede quasi nulla. Il percorso è illuminato da alcune torce appese a dei fili. Per lo più ci muoviamo in silenzio,...

Della nave riesco a distinguere solo la sagoma. Sembra molto grande. Siamo in fila per salire. C’è buio, non si vede quasi nulla. Il percorso è illuminato da alcune torce appese a dei fili. Per lo più ci muoviamo in silenzio, ma sento alcuni che pregano, altri che piangono e in fondo alle mie spalle sento alcuni che gridano. Non ne capisco bene il motivo, sono troppo distanti per sentirli. Del mare invece non vedo nulla. Però ne sento il rumore.
E’ come l’aveva descritto Mamma, come il ruggito dei leoni che ho visto allo zoo molti anni fa. Io non ho mai visto il mare con i miei occhi. Mamma invece era nata in una città sul mare ed era cresciuta giocando nelle spiagge. Io sono nato nell‘altopiano, e sono cresciuto giocando per strada. Quando ero più piccolo lei aveva sempre paura che io venissi investito da una macchina. Invece alla fine è stata lei ad essere investita. Me l’ha detto Papà. Dopo l’incidente sia lui che i nonni e gli zii sono stati sempre molto evasivi sull’argomento. Io ero molto piccolo, e tutto quello che so è che il suo funerale è stato insieme a quello di tante altre persone. Io non conoscevo nessuno, e Papà neanche. Tutti erano stranamente interessati a un uomo che parlava in televisione. Io non capivo cosa dicesse, ma doveva essere molto importante.
Da quel giorno Papà è diventato molto triste. Lo sentivo parlare sempre più spesso di un viaggio che dovevamo fare. Un giorno ho trovato il coraggio, finalmente, di chiedergli dove dovessimo andare. Lui, con gli occhi spenti, mi ha risposto “in Italia”.
Mi chiamo Ydras, ho 10 anni e sto per partire in Italia. Papà dice che in Italia avrà un nuovo lavoro e una casa più bella e più grande di quella che abbiamo lasciato, e che io avrò un sacco di nuovi amici. Io spero di si, perché mi ha detto di tenere il viaggio segreto, quindi non ho neanche potuto salutare i miei compagni di scuola. Ma non sono triste di partire. La maestra diceva che l’Italia è il Paese più bello del mondo, e che tutti lì sono felici: “E’ un posto magico!” E poi domani, con il sole, potrò finalmente vedere il mare. Mamma diceva che era meraviglioso.
Tutti intorno a me hanno delle facce lunghe e tristi, anche Papà sembra molto preoccupato. Continuiamo a camminare e, in silenzio, entriamo nel ventre fatiscente della nave.


Commenti

pubblicato il martedì 26 luglio 2016
Andrert, ha scritto: Davvero niente male come lavoro. Sei riuscita a scrivere rendendo il testo sempre più interessante, con una voglia di scoprire chi è che parla e di cosa stia parlando. Nelle parole di Ydras mi è sembrato di vedere Giosuè, il bambino de "La vita è bella": un bambino innocente che però va incontro ad un tragico e triste destino, ignaro di tutto. Non è male :) L'unica critica negativa la farei alla grammatica. Andare a capo non è mica peccato. Anzi, permette al lettore di riprendere fiato. Complimenti ancora.
pubblicato il mercoledì 27 luglio 2016
blaze, ha scritto: Grazie per l'apprezzamento! Entrambi sono casi di vite innocenti strappati alle loro esistenze serene per un destino di sofferenza, e ovviamente dall'esito incerto. Sono cose che purtroppo avvengono oggi giorno, e neanche troppo lontano da noi. Ma spesso ce ne dimentichiamo, e dimentichiamo anche che le più semplici cose che fanno la tranquillità della nostra vita non sono affatto scontate. Hai ragione, cercherò di andare a capo più spesso! Grazie per avermelo fatto notare! :)

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