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lavoro pubblicato martedì 10 maggio 2016
ultima lettura giovedì 18 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Francesco de Gregori-Titanic

di chiaragalasso. Letto 397 volte. Dallo scaffale Musica

Caro George,Sono in America.Ti sembrerà strano che io ti scriva dopo tutto questo tempo,penserai che io ti abbia dimenticato,come tutta la famiglia.Non so quante notizie vere potranno poi arrivarti,ma io la mia famiglia l'ho persa,insieme a tutt...

Caro George,

Sono in America.Ti sembrerà strano che io ti scriva dopo tutto questo tempo,penserai che io ti abbia dimenticato,come tutta la famiglia.Non so quante notizie vere potranno poi arrivarti,ma io la mia famiglia l'ho persa,insieme a tutti i suoi sogni,nel ghiaccio,tu no. Non ci crederai mai,a salvarmi è stato un cappello.
Quando la nave si è schiantata,noi di terza classe,essendo nella parte più bassa della nave siamo riusciti a scappare in tempo:poteva essere la parte peggiore la nostra,ma proprio le nostre piccole finestrelle rotte ci hanno fatti uscire e nuotare,mentre i gran signori della prima classe guardavano la loro vita e il loro sogno americano affondare. Qualcuno a un tratto,aveva lanciato questo cappello in mare,cadde proprio vicino a me,vedessi come era bello! Della casa di moda francese più fine,rifinito,pieno di dettagli,di una vera signora! Lo presi d'istinto,e nonostante il terrore di quel momento mi si avvicinò un uomo,pensò che io con quel cappello fossi chissà quale gran signora:lui era un uomo grosso,pelato,di mezza età che promise di salvare quella elegantissima signorina dal cappello costoso,in cui vedeva la finezza che io non ho mai avuto. Ricordo solo che era così ricco da poter salvare entrambi.
Avendo perso tutti i miei averi,e la mia famiglia,potevo essere stata chiunque prima di questo incidente.
Gli raccontai di quella che era la mia vita passata:una vita brillante,di una persona che si era realizzata studiando,ma che per tutto questo,non aveva mai cercato o trovato l'amore.Dentro di me ero cosciente di avergli raccontato quelli che erano i miei sogni mai realizzati,fingendo di essere una giovane signora,e non la ragazzina di campagna che ero.
Vide in me ciò che non ero,e cin lui,con i suoi soldi e i suoi averi mi trasformai,ma solo d''aspetto. Le mie treccine erano diventate acconciature lussuose;il mio viso non era più quel faccino debole e sporco,ma era un viso candido dalla pelle splendente;dai miei vecchi stracci,indossavo abiti di seta.Quando la sera guardavo la Luna così lucente,non era più ciò che di meglio potessi fare,era un rifugio.
Non era il sogno americano che io volevo.
E mi rifugiavo nel ghiaccio di quelle notti di Luna,nel guardare i sorrisi di chi passava dalla finestra di quella enorme casa in centro in cui passavo le giornate,chiusa dentro.
In una notte senza Luna,lui si rese conto che le sue mani su di me erano la mia difficoltà,e non lo accettò.
Io la odio,l'America.
Io l'avevo capito,dopo quella violenza,ciò che avrei fatto.
C'erano cose,che chi non conosce la campagna,chi non viagga in terza classe,non sa.
C'erano piante nel suo giardino,che lui non conosceva,io sì.
Anche chiusa in casa,ce l'avrei fatta.
E chiusa in casa,lo avvelenai.
E in quella casa,morì.
Accettalo,George,accettalo,non fermarti,continua a leggere,continua a sciogliere questo ghiaccio.
Enorme era questa casa per me,enorme lo è ancora adesso,ma tra poco non più.
Dalla stessa barca,il mare che ho visto io,non era quello che aveva visto quell'uomo.
Imparai a leggere e a scrivere dopo la sua morte,per questo,per te.Me lo ha insegnato la persona che conoscerai a breve,che conoscerai meglio di come la conosco io.L'unica donna di cui mi fido,in questa America,ti crescerà.
Quando sarai qui,guarda la Luna come una risorsa,guarda i sacrifici come chi li fa,guarda la gente ma non troppo,guarda te stesso,e non guardare me come chi si è arreso.
Saprai che sono morta di parto,che ero colei che avevo fatto credere a tutti e che sono diventata povera solo dopo la morte di quell'uomo.L'unica verità che ti verrà detta è che per farti curare quando nascerai ho venduto quel cappello.
Quel cappello che mi ha portata,dopo il ghiaccio,in America.
L'America,che era un segreto per me,ma non per tuo padre.Si,tuo padre era lui.
Spero di vederti un giorno,in Gran Bretagna,dove ho preferito invecchiare.
Il meglio per te,è ciò che ho cercato di garantirti.
Credi nei tuoi sogni.
La tua vera mamma.


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