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lavoro pubblicato lunedì 9 maggio 2016
ultima lettura mercoledì 20 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Murnhog (Capitolo 3)

di DatFurryKitsune. Letto 434 volte. Dallo scaffale Fantasia

E' consigliato leggere il capitolo precedente. Isaac e Colussus hanno appena lasciato la città dei Mecha e stanno per cominciare ad esplorare il mondo. In questo capitolo faranno la conoscenza di una delle popolazioni che abita le foreste......

Era da un paio d'ore che Isaac e Colossus stavano camminando. 37 si meravigliava di qualsiasi cosa vedesse sul suo cammino: ogni animale, ogni frutto e ogni pianta era qualcosa di nuovo e affascinante. Non c'era da stupirsi considerando che sin dalla sua "nascita" era rimasto rinchiuso nella città dei Mecha. Ad un certo punto sembrò di sentire un fruscio da dietro alcuni cespugli. Anche i due piccoli automi soldato alle sue spalle se n'erano accorti.
"Sarà stato un animale" pensò tra sè e sè.

***

Davanti a loro due esseri camminavano tranquilli in mezzo gli alberi della foresta. Erano enormi, Shon a stento riusciva a credere che ci fosse qualcosa più grosso di quel colosso.
-E' impressionante non credi?- Si girò per guardare l'amica che gli aveva appena parlato.
Ringhiò: -Non avviciniamoci, tormiamo indietro Tasha. Sembrano pericolosi.-

-Invece io credo siano amichevoli. Me lo dice la loro anima.-

-Quei cosi hanno un'anima?- Shon era incredulo.
-Sì riesco a sentirlo. Il più grande, inoltre, sembra solo un bambino.-

"Quale razza di creatura ha bambini più grandi degli adulti?" Si chiese Shon. Mentre era assorbito nei suoi pensieri, la figura di Tasha gli passò rapida di fianco, ridacchiando e puntando dritta verso i due giganti.
-Forza, andiamo a conoscere queste creature!-

***

Isaac si stupì di ciò che era uscito da dietro un albero: una specie di femmina di volpe, ma con una corporatura umanoide, alta un metro e sessanta. Poggiava solo sulle zampe posteriori, che toccavano il terreno solo con le punte delle dita. Aveva il pelo rosso acceso e vestiva con un abito di seta verde. Sul collo si osservava del pelo bianco. Sull'orecchio sinistro aveva poggiato un fiore. Li osservava con aria incuriosita, incronciando le dita delle mani dietro la schiena. Si avvicinò, e analizzò Isaac saltellando da una parte all'altra. Subito dopo sbucò fuori un'altra creatura simile, questa volta un lupo maschio dal pelo grigio chiaro, alto trenta centimetri in più della volpe. Portava soltanto un paio di pantaloni di pelliccia marrone, e i grandi occhi gialli puntavano minacciosi verso i Mecha. Alzò un arco con una freccia puntata, e cominciò a parlare in un linguaggio incomprensibile. Isaac e Colossus si scambiarono uno sguardo, senza capire cosa fosse appena succcesso davanti a loro. Allo stesso tempo la volpe rispose a tono al lupo, con uno scambio di battute incomprensibili, ma che lasciava intuire che stessero litigando.
Isaac voleva davvero provare a comunicare con loro, ma la situazione non lo permetteva. Quando, all'improvviso, Colossus fece un passo avanti e cominciò a parlare.

***

-Ma perchè li minacci? Non vedi che sono inoffensivi?- urlò Tasha
-Ma cosa salta in mente a te ad avvicinarti! Vieni via, quei cosi sono sicuramente pericolosi!- Shon aveva la coda tra le gambe mentre guardava i due enormi mostri.
Il più grosso fece un passo in avanti, movimento che portò istintivamente il lupo a puntare la freccia verso di lui. Di colpo il gigante parlò: -Mente?-

Tasha non potè credere alle sue orecchie. La creatura aveva appena parlato nella loro lingua. La volpe si avvicinò per ascoltare meglio: -Riesci a capire cosa stiamo dicendo?-

Il gigante inclinò la testa: -Non. Capire-

Tasha continuò a osservalo: -Stai imitando la nostra lingua?-

-Non. Imitare.-

All'improvviso, qulacosa si accese nella sua mente: -Stai cercando di imparare la nostra lingua?-

-Imparare. Riuscire- la grossa creatura sembrò illuminarsi per essere riuscita a far capire cosa voleva dire.
Tasha sorrise e si girò verso Shon: -Non è incredibile? Stanno anche cercando di imparare la nostra lingua!-

Il lupo, per quanto stupito, rimase in guardia con l'arco puntato.

***

Isaac stava guardando la scena con interesse. Aveva capito che la capacità di apprendimento di Colossus era impresionante, ma ancora non riusciva a capire fin dove si spingeva.
"È interessante" pensò tra sè e sè "notare che è in grado di imparare le parole e a esprimere concetti a una tale velocità. Tuttavia sembra avere dei problemi con la grammatica..."
Osservò il lupo, che aveva ancora l'arco alzato, pronto a scoccare la freccia, chiedendosi come poteva far capire che non volevano fargli nulla di male.
-Senti Colossus- chiese al suo compagno -riesci a fargli capire che non siamo qui per fargli del male?-

Questi si girò: -Io provare- poi tornò a parlare con la volpe.
37 aspettò alcuni secondi, provando a capire lo scambio di battute tra Colossus e la volpe. Poi il Mecha si girò: -Volpe Tasha. Lupo Shon. Volpe maga, parla con anime.-

-Siete proprio interessanti!- Isaac si stupì a sentire parlare la volpe.
-Come... riesci a parlare la nostra lingua?-

-Oh, no. Come ha detto il tuo amico io sono una sciamana. Posso parlare con tutto ciò che possiede una vita, mi basta comunicare con la sua anima. Anche le piante e gli animali mi parlano.- Mentre lo diceva, Tasha mostrò gli alberi e la foresta tutto intorno a loro.
-Cambiamo discorso- proseguì la volpe -Perchè non mi dite i vostri nomi?-

-Io sono Isaac 37, lui è Colossus 88. I due piccoletti lì dietro sono due semplci automi e non hanno un nome.-

Tasha saltellò vicino ai due automi, notando che avevano più meno la sua stessa altezza. "Sono minuscoli rispetto agli altri due pensò tra sè e sè."
Si girò verso Isaac: -Vorrei presentarvi al resto del branco. Sembrate brave persone-

Subito il Shon balzò in avanti afferrando la volpe per il braccio.
-Sei impazzita?- Furono le prime parole del lupo.
Tasha lo osservò con la testa inclinata, stupita per la sua reazione: -Ti spaventa qualcosa di loro, Shon? Mi sembra di averti dimostrato che non sono pericolosi. Non credo farebbero del male al branco.-

Shon non sapeva più come comportarsi con lei. Scosse la testa e la lasciò: -Ti prego torniamo all'accampamento. Devo parlarti del tuo atteggiamento in questi giorni.-

-Cosa non va del mio atteggiamento?-

-Che la devi smettere di scappare!- Le ringhiò contro -Tu hai un dovere, in quanto prossima sciamana del branco. Devi smettere di fare la bambina.-

Tasha lo guardò con un'espressione infastidita: -Se non fossi scappata non avrei visto le cose interessanti che ho visto oggi. Shon... Smettila di essere così chiuso. Proprio per il fatto che non sono una bambina voglio lasciare il branco e scoprire il mondo. Proprio come lui.-

Indicò Isaac, che si raddrizzò stupito. Shon non capiva di cosa stesse parlando, ma la guardò e le ringhiò contro: -I tuoi sono solo capricci. Ora smettila di lamentarti e torniamo indietro.-

La volpe sbuffò. Guardò verso i due Mecha, poi sogghignò: -Solo se possono venire i nostri due nuovi amici.-

***

Decine di animali antropomorfi, tra felini, volpi e lupi, rimasero a bocca aperta. Shon aveva dovuto arrendersi a Tasha. La sua testardaggine aveva vinto alla fine, e anche lui un pochino si era convinto che i due giganti non fossero pericolosi. Poteva osservare che i più piccoli si avvicinavano a loro incuriositi, e anche qualche adulto.
Isaac aveva imparato da Tasha e Shon che si facevano chiamare Fe'rtheri, e che erano organizzati in branchi. Erano nomadi, raramente si fermavano per più di quattro o cinque giorni nello stesso posto. Le due figure più importanti erano il capobranco e lo sciamano. Il primo guidava il branco, mentre il secondo era il centro spirituale dei Fe'rtheri.
-Vedi Isaac- gli disse Tasha -Senza uno sciamano saremo molto più simili ad animali, ci lasceremo guidare dagli istinti. In questi giorni non siamo riusciti a muoverci proprio a causa di un branco senza sciamano. Hanno attaccato i nostri cacciatori, abbiamo poco cibo e se ci muovessimo saremmo un bersaglio facile.-

-Avete provato a parlargli?- Chiese Isaac.
-E' inutile. Hanno perso la ragione. Sono completamente dominati dal loro capobranco.-

37 pensò alle parole della volpe, mentre mostrava ad alcuni cuccioli di Fe'rtheri i suoi poteri di telecinesi: -Sai Tasha, noi Mecha crediamo di essere stati creati per riunire nella pace le popolazioni del mondo, perchè questo è l'Ordine dei nostri Creatori. Sarebbe un fallimento da parte nostra permettere questo conflitto tra voi e questo branco che vi minaccia senza provare a riappacificarvi.-

Tasha scosse la testa: -Ti avviso, è inutile. Inoltre non saresti in grado di comunicare con loro.- -Beh, è vero. D'altronde non conosco la vostra lingua.-

-Non è quello il problema. Io, come sciamana, posso mettere in contatto due anime e farti comunicare con qualsiasi persona. Ma i Fe'rtheri senza sciamano hanno perso la capacità di comprendere chi non appartenga del loro branco...-

Mentre parlava, due figure si stavano avvicinando. Una volpe rossa, più anziana di Tasha e vestita con un abito decorato con ricami dorati, e un lupo di corporatura robusta, con una pittura di guerra di colore blu sul suo pelo.
- Isaac, permettermi di introdurti il capobranco Gord e la nostra sciamana Rue.-

La sciamana si inchinò: -E' un piacere poter parlare con voi. Sento un'energia molto positiva proveniente dalle vostre anime.- Dietro di lei una cucciola si sporse timida.
-Ilene, sorellina!- Tasha si gettò in avanti e abbracciò la piccola.
Rue sorrise e continuò: -Mi permetta di chiederle venia se mia figlia maggiore vi ha recato qualche disturbo.-

-Oh, non si preo... Sua figlia?- Isaac guardò stupito Tasha, che ricambiò lo sguardo.
-Stavo per dirtelo, le capacità di sciamano si tramandano in famiglia.-

Isaac fece girare l'anello posto sul davanti della sua testa. Capì immediatamente che anche la piccola Ilene avrebbe ereditato queste capacità.
Di fianco a lui Colossus osservava la piccola volpe nascondersi dietro la sorella più grande.
-Spaventata...- commentò. Isaac lo guardò, curioso di vedere cosa avrebbe fatto.
Il gigante cercò per terra. Dopo alcuni secondi trovò un fiore rosso, con sopra una piccola cavalletta. Si avvicinò al fiore senza spaventare l'animale, e con delicatezza lo prese in mano. Si avvicinò a Ilene e, aprendo le mani, mostrò il piccolo animale ancora vivo e in salute, quasi a mostrare che era innocuo.
Offrì alla piccola volpe a prenderlo in mano, ma lei si ritirò.
-Innocuo...- Disse Colossus.
Ilene deglutì. Avvicinò lentamente le mani all'animale e lo prese in mano, lanciando delle veloci occhiate al Mecha di fronte a lui. Poi sempre lentamente si allontanò con la cavalletta in mano.
Colossus la osservò per tutto il tempo, poi ritornò al suo posto.
Tasha, che aveva osservato la scena, sorrise ai suoi simili: -Vi avevo detto che sono brave persone.-

Shon aveva visto quello che era appena successo in lontananza. Fece una smorfia. "Ma come fa Tasha a fidarsi di quei cosi?"
Girò la testa e si appoggiò ad un albero, tornando a fare la guardia. Notò un'ombra muoversi. Il lupo si raddrizzò e si mise sull'attenti, con le orecchie puntate verso l'alto per poter sentire il minimo rumore.
Silenzio. Poi un flebile sibilo.
In un secondo Shon vide una freccia diretta alla sua testa e la schivò, poi ululò per dare l'allarme.

Tasha, sua madre e il Capobranco si girarono verso l'ululato.
La volpe capì immediatamente e si girò verso sua sorella: -Mettiti al sicuro, Ilene!-

La cucciola cominciò a correre, il capobranco richiamò i cacciatori a radunarsi. Isaac osservò la confusione, poi si girò verso la direzione dalla quale aveva sentito l'ululato. Vide Shon correre verso di loro, e alle sue spalle diverse decine di lupi antropomorfi uscire dagli alberi. Uno di loro scoccò una freccia verso Shon. Il proiettile viaggiò velocemente, tagliando l'aria e sibilando. Si fermò a un centimetro dal suo bersaglio. Shon si girò e, vedendo la punta, cadde a terra dallo spavento.
Isaac si mosse avanti, con la mano ancora alzata per tenere ferma la freccia. La luce del tramonto gli dava un'espressione che rifletteva la sua decisione di fermare questa pazzia.
Si fermò davanti ai suoi avversari, spaventati dalla stazza del mostro di fronte a loro, e parlò: -Perchè state facendo tutto questo? Perchè combattete e uccidete chi fa parte della vostra stessa specie? Non capite quanto sia stupido? Noi Mecha abbiamo una mssione affidataci dai nostri Creatori, ed è quella di unire le popolazioni di questo mondo! Ascoltateci, e vi mostreremo la strada per convivere tra di noi senza combattere...-

Mentre parlava, dalle fila dei lupi sbucò un lupo molto più grosso con una grossa cicatrice sul petto, probabilmente il capobranco. Sfoggiava un vestito di ossa macchiate di sangue. Ringhiò verso il Mecha, muovendosi ai lati come se si aspettasse qualche atttaco dal parte di Isaac.
37 continuò a parlare: -Per favore, smettete questa pazzia! Noi non siamo dei nemici, noi vogliamo aiu...- Non fece in tempo a finire che il capobranco nemico strappò un arco dalle mani di uno dei membri del suo branco e scoccò una freccia verso di lui. La freccia rimbalzò sulla struttura di Isaac, ma questo bastò per farlo rimanere in silenzio. Seguirono altre decine di frecce sparate dalle fila dei lupi. Molte colpirono il Mecha, altre caddero alle sue spalle, andando a ferire o addirittura uccidere i Fe'rtheri che scappavano in preda al panico.
Il capobranco avversario saltò verso Isaac sguainando una spada. Colpì diverse volte, ma i suoi fendenti non avevano alcun effetto, ma nonostante tutto continuava ad attaccare ringhiando, in preda alla rabbia e a una insaziabile sete di sangue.
I cacciatori dei Fe'rtheri, intanto, avevano iniziato a combattere contro i lupi, stringendosi a cerchio per proteggere Tasha e sua madre.
La volpe si girò attorno, e vide la sua sorella minore inseguita da un lupo. Urlò il suo nome invano, potendo solo vedere la bestia avvicinarsi velocemente alla piccola. La spada era già pronta a scendere e tagliare la testa della cucciola. Di colpo, Colossus si mise tra lei e la lama, deviando il fendente. Poi prese in braccio la piccola e la portò al sicuro, parandola col gigantesco scudo installato sul braccio sinistro.
Tasha tirò un sospiro di sollievo: -Ti affido mia sorella- disse al Mecha.
Isaac non poteva credere a quello che stava accadendo. Continuando a parare i colpi del capobranco nemico, gli implorava di fermarsi. Ma più tentava, più si accorgeva che stava parlando a una vera e propria bestia che si lasciava abbandonare agli istinti.
Di colpo udì un grido: dietro di lui i lupi avevano superato le difese dei cacciatori e stavano per attaccare Rue. La sciamana cominciò a correre, ma di colpo una freccia la colpì alla schiena, trapassandogli il cuore.
Rimase paralizzato dalla scena, e non si accorse che la sua gemma era scoperta: un fendente del nemico lo stava per colpire nel suo punto più vulnerabile. Allo stesso tempo Gord sbucò da dietro di lui e sparò una freccia dritta nella testa del Capobranco dei lupi. Questo cadde a terra senza vita. Vedendo la scena, i lupi persero il morale e ulularono per ritirarsi. Così come era iniziata, nel giro di poco tempo i nemici si ritirarono.

***

Isaac guardava Tasha piangere sopra sua madre.
-Ti prego, resisti!- Stava provando a guarirla con tutte le erbe che aveva a disposizione, ma la ferita era mortale. Alla sciamana non rimaneva molto tempo.
Questa guardò sua figlia e, sorridendo, la accarezzò sulla guancia: "Piccola... lascia che ti dica un'ultima cosa prima di andarmene."
La avvicinò al suo volto e gli disse a voce bassa: "E' giusto così. Io ho vissuto la mia vita. Te e tua sorella dovete andare avanti e vivere. Tasha... Segui i tuoi sogni."
Lentamente lasciò andare sua figlia: "Ho sempre voluto bene a te e Ilene. Ora è il momento che tu scopra il mondo... Avevo visto... questo momento..."

Poi spirò.

Tasha si chinò a piangere sul corpo della madre. Da dietro colossus, la piccola Ilene stava versando lacrime.
Isaac non era in grado di piangere, ma nel profondo si sentiva colpevole.
A stento trovò le parole: -E'... Colpa mia Tasha. Quello che mi avevi detto è vero. Sono stato uno stupido a voler provare a parlare con loro.-

Gord lo guardò, gli si avvicinò e gli diede un colpetto sul fianco, facendosi male.Il Mecha non capiva cosa volesse mostrare con questo: non c'era rabbia in quel colpo.
Subito il Capobranco si spiegò: -Non è colpa tua. Anche se tu non avessi provato a parlargli ci avrebbero attaccato. E Rue sarebbe morta lo stesso. Se voi non c'eravate, forse sarebbero morti molti più Fe'rtheri. E inoltre...-

Fece una pausa, poi continuò: -Crediamo fermamente che l'Ordine dei vostri creatori sia qualcosa di nobile. E vogliamo che ci proteggiate e aiutate. Il nostro branco è troppo piccolo e debole, e dopo questa battaglia abbiamo perso molte persone.-Isaac rimase stupito da quelle parole.
Guardandosi intorno vide molte facce tristi e impaurite che chiedevano aiuto. Capendo ciò che era successo, non esitò a rispondere: -Se procedete verso ovest, in quella drezione, troverete una grande struttura fatta di un materiale simile al nostro. Urlate il mio nome, Isaac 37, e chiedete di ospitarvi. Vi daranno tutto l'aiuto che desiderate.-

-Grazie- Fu la risposta del capobranco.
-Adesso sembra che io sia obbligata a essere la vostra nuova sciamana- Tasha si era appena rialzata dal corpo di sua madre, ancora triste.
Subito una piccola mano prese la sua: Ilene gli stava accanto con gli occhi gonfi di lacrime.
-Non temere, non ho più intenzione di scappare. Non abbandonerò il branco.-

La piccola scosse la testa: -Sorellona, prenderò io il posto della mamma!-Tasha non capiva cosa intedesse Ilene con queste parole, ma la cucciola continuò: -La mamma ha detto che tu devi seguire i tuoi sogni. Ti ha detto di scoprire il moondo.-

-Tasha, anche tua sorella ha cominciato a sviluppare le capacità di sciamana.- il capobranco gli mise una mano sulla spalla.
-Grazie anche alle indicazioni di Isaac- continuò -ce la caveremo.-

Tasha guardò intorno a sè, osservando i volti dei Fe'rtheri con cui era cresciuta. Aveva aspettato il giorno nel quale avrebbe avuto la possibilità di abbandonare il branco. Ed ora che ce l'aveva davanti stava esitando.
"Cosa stai facendo, stupida volpe" pensò tra sè e sè. Gli venne in mente la poesia che sua madre gli raccontò da piccola.

E' venuto il momento di abbandonare il nido
E' venuto il momento di spiccare il volo
Il futuro è nitido
Spiega le ali, non sarai solo

Pensò a quanto sua madre l'avesse sempre supportata

"Sei scappata di nuovo Tasha?"

"Mamma, ci sono un sacco di cose interessanti da osservare là fuori. Non posso starmene sempre rinchiusa in questa gabbia."

"Ti capisco. E' vero, là fuori ci sono cose bellissime che noi non conosciamo..."

Tasha si alzò e guardando i Mecha chiese: -Posso venire con voi? Ovunque voi andiate?-

Isaac fece un cenno di assenso con la testa. Anche se il suo volto non lo dimostrava, era felice per la giovane volpe. Tuttavia aveva ancora un dubbio: "Dov'è Shon?"



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