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lavoro pubblicato domenica 8 maggio 2016
ultima lettura giovedì 19 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Durn's Adventure Part 2

di TheUndying. Letto 1832 volte. Dallo scaffale Fantasia

Seconda parte del mio primo scritto. Pubblicherò piano piano ogni pezzo. La divisione non è per capitoli in quanto ancora non c'è nulla di deciso. Link prima parte: http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=106275....

L'ultima frase rimarrà impressa nella mente del troll per molto tempo, ma in quell'istante fece scaturire una domanda un po più pertinente: <Che cos'è questo potere?>. Il giovane faceva quelle domande con semplicità aspettandosi delle risposte secche e rapide, convinto che Kantuk avesse già affrontato discorsi simili almeno un centinaio di volte. Eppure l'orco si prese un altro po' di tempo per trovare le parole adatte alla spiegazione che voleva dare, e alla fine rispose: <Il potere è paragonabile alla nostra forza. Scorre dentro di noi al pari del sangue e può esaurirsi o corrompersi. Col potere non bisogna giocare, potremmo rimetterci la nostra stessa vita se non prestassimo l'adeguata attenzione all'uso che ne facciamo>.
Ma Durn non ascoltò molto il maestro questa volta, aveva un'enorme preoccupazione che gli impediva di prestare attenzione: <Cosa intendi con 'nel caso ci sia'? Vuoi dire, per caso, che il potere non è in ogni individuo?>. Probabilmente Kantuk si aspettava questa domanda: <Esatto, non tutti hanno il potere, così come non tutti quelli che ce l'hanno lo tirano fuori. Io credo che in te ci sia e ti ho condotto qui perchè tu possa imparare ad esserne padrone>.
Il troll si rilassò: se Kantuk credeva che in lui ci fosse doveva aver ragione. Passarono alcuni minuti in silenzio che servirono all'orco per studiare il nuovo allievo, e a questi per riflettere ancora una volta sul suo nuovo maestro e soprattutto su suo padre. Suo padre, Sghenez, era sparito dieci anni prima, quando lui aveva solo sette anni. Una mattina era uscito di casa e non era più tornato. Sparito o morto per Durn non faceva differenza, suo padre l'aveva lasciato senza un apparente motivo e per questo non era più degno del suo affetto. La madre, Alatariel, non l'aveva mai conosciuta, ed il padre raramente parlava di lei. Tutto quello che gli era stato detto era che aveva una bellezza ineffabile e che, semplicemente, non c'era. Col tempo si era abituato all'assenza della madre così come si abituò a quella del padre anni dopo. Dall'età di sette anni era cresciuto da solo, su Konigsberg senza amici ne altri contatti con la società. Cacciava e allevava qualche animale, e nel tempo libero faceva qualche lavoretto nella sua casa oppure girovagava per le colline studiandone ogni zolla d'erba e imparando a conoscere la zona come le sue tasche. Era sempre stato solo e fuori da ogni contesto sociale, cosa che non l'aveva mai turbato, nonostante la mancanza di un confronto con il mondo esterno gli mancò sempre. Ma ora era lì, in quella che, ormai aveva capito, era una stanza per accogliere i nuovi arrivati, con Kantuk, che lo conosceva. Già, lui mi conosce! Balzò in piedi ed esclamò: <Tu mi conosci!> con aria quasi infastidita. Il maestro lo confermò. Durn allora tornò a sedere e lentamente chiese: <Perchè dici di conoscermi?>. Il maestro rimase in silenzio. Il giovane sapeva di aver toccato il cuore della discussione e del vero motivo per il quale lui era stato davvero condotto in quel posto. Passarono i secondi, che divennero minuti, dieci, venti. Poi l'orco parlò. <Io e tuo padre eravamo compagni. Possiamo dire compagni di avventura, in un certo senso. Dieci anni fa lo venni a cercare nella vostra casa per informarlo di una nuova missione. Ovviamente non esitò a seguirmi. Così partimmo, lasciandoti addormentato nel tuo letto. Doveva essere una cosa da nulla, un paio di giorni, una settimana al massimo e saremmo tornati, ma qualcosa andò storto e tuo padre sparì>. Durn non credeva alle sue orecchie. Suo padre non voleva abbandonarlo, era solo dedito al suo lavoro e si stava impegnando per un bene superiore. Allora dov'era finito? Era morto oppure smarrito da qualche parte li, su Mawrast, il loro mondo? Voleva sapere di più, ma era incapace di proferir parola. Così lasciò che l'ospite continuasse. <Cercai tuo padre per molto tempo prima di tornare a casa e dichiarare fallito il nostro compito, ma non lo trovai mai. Sparì durante uno scontro che ci doveva vedere vincitori, ma purtroppo non fu così. Combattevamo da soli, due sciamani contro una decina di coboldi. Ad un tratto un lampo blu e uno schianto assordante ci separarono, e potei solo vedere tuo padre portato via da creature che non avevo mai visto, e che non vidi mai più>. Durn rimase di sasso. <Mio padre era uno sciamano?!> Il maestro sorrise. <Ovviamente, uno sciamano con un potere anche piuttosto raro. Ed era anche dieci volte più forte di quanto non sia io>. Al giovane brillavano gli occhi e scoppiava la testa. Troppe informazioni tutte insieme, ma tutte molto affascinanti. Avrebbe fatto salti di gioia se non fosse stato tarpato dallo sguardo dell'orco, uno sguardo davvero triste, e solo allora tornò sul fatto principale, ovvero la scomparsa del padre. Aprì la bocca per chiedere ancora di suo padre ma Kantuk lo precedette: <Così arriviamo a te, ragazzo mio. Ti ho portato qui appena raggiunta la giusta età per vedere se tuo padre ti ha passato un po' del potere che lo permeava. Se ho ragione tu potresti essere uno sciamano come lui, ma sarebbe una previsione che nemmeno nei miei più rosei sogni potrei fare. Per cui, per ora, confido sul fatto che anche tu possegga del potenziale inespresso, e che lo possa tirare fuori al meglio delle tue capacità.>. Quelle parole avevano caricato Durn di un'energia tutta nuova: suo padre era vivo, ne era certo, ed era uno sciamano. Anche lui voleva esserlo e, nonostante la paura di un buco nel'acqua, voleva subito iniziare ad allenarsi o a studiare o quello che avrebbe dovuto fare per seguire le orme del padre. Era sicuro che se fosse diventato abbastanza forte avrebbe potuto trovarlo e magari salvarlo, nel caso fosse in pericolo. Per questo mise da parte tutte le possibili domande su suo padre e, alzando lo sguardo verso Kantuk, chiese, con sguardo determinato: <Quando si comincia?>.
Il maestro sorrise e si alzò, così l'allievo lo imitò pronto a qualcosa di veramente eccezionale e oltre ogni immaginazione. Guardò l'orco aprire l'unico mobile e tirare fuori due grossi zaini che mise bruscamente sul tavolo dicendo: <Si parte, come te la cavi a fiato? Ci sarà molto da camminare>. Nonostante un viaggio non fosse nei suoi piani, Durn decise di non farsi abbattere e così domandò entusiasta: <Dove andiamo?>. <Lo vedrai> sogghignò il maestro. Durn prese lo zaino e per poco non cadde per terra schiacciato dal suo peso, pareva ci fossero pietre nel suo bagaglio. Se lo mise in spalla e guardò Kantuk sollevare il suo senza problemi e avviarsi alla porta. Una volta stabilizzatosi vide il maestro guardarlo con ironia mentre lo aspettava appena fuori l'abitazione. Il giovane non riusciva a muoversi schiacciato dal peso dello zaino ma l'orco non accennava nessun aiuto. Non riusciva a toglierlo ne a trasportarlo, poteva solo crollare a terra. Madido di sudore per lo sforzo provò a muoversi e, con grande stupore, riuscì a fare un passo, poi, lentamente, un altro e un'altro ancora. In un attimo fu fuori dalla porta di casa senza nemmeno accorgersene. Cos'era successo? Non avrebbe fisicamente potuto trasportare quello zaino eppure dopo alcuni istanti era riuscito ad uscire e ora stava camminando dietro Kantuk, sentendone il peso ma non rimanendo schiacciato come, ormai, parecchi minuti prima.
<Quanto pesa questa borsa?> chiese all'enorme zaino davanti a lui. <<200, 220 libbre, direi>> rispose. Qualcosa di strano era successo: il suo bagaglio pesava quasi il doppio di lui come poteva trasportarlo? Non era mai stato dotato di grande forza, nonostante non avesse un fisico sottosviluppato, ma addirittura trasportare tutto quel peso? <Ho usato il mio potere vero? E lo sto usando anche adesso. Non è possibile che io possa trasportare questo borsone con la mia sola forza>. Kantuk si girò e rispose sorridendo: <Il tuo viaggio e appena iniziato, Durn. Sei fortunato, la metà dei miei allievi non riesce ad uscire dalla porta prima di diversi giorni>. Allora, voltandosi, iniziò a muoversi, e lui gli tenne dietro.


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