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lavoro pubblicato domenica 1 maggio 2016
ultima lettura mercoledì 18 settembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'uomo senza tomba

di Batckas. Letto 507 volte. Dallo scaffale Pulp

-Tu…- -Sorpresa di vedermi? Hai due secondi di tempo per andartene da qui prima che cominci ad ammazzare tutti.- sono sincero. Si allontana di corsa. Ho la pistola nella mano destra, il coltello nella sinistra. Faccio scoccare l’osso de...

-Tu…-
-Sorpresa di vedermi? Hai due secondi di tempo per andartene da qui prima che cominci ad ammazzare tutti.- sono sincero.
Si allontana di corsa.
Ho la pistola nella mano destra, il coltello nella sinistra. Faccio scoccare l’osso del collo, un tic alle labbra me le fa contorcere involontariamente. Inspiro e serro le palpebre.
Apro gli occhi.
Sfondo la porta e piazzo i primi due colpi nelle teste delle bariste, i clienti più ubriachi non si accorgono nemmeno della mia irruzione, tutti gli altri si gettano per terra terrorizzati, alcun di loro provano a venirmi contro brandendo delle bottiglie rotte o pezzi di legno, li uccido piantandogli il coltello in gola o sparandogli su quelle facce schifose. Il locale cade nel panico e nel caos. I clienti cominciano a fuggire.
Alcune prostitute mi affrontano con l’unica arma che hanno: la vagina.
Avanzavano verso di me nude.
-Levatevi dai piedi.- minaccio senza guardarle.
Una di loro mi si spalma contro e sussurra qualcosa al mio orecchio. L’attimo dopo la colpisco con una testata al naso.
-Stronzo!-
-Considerati fortunata.-
Punto contro di loro la pistola, faccio fuoco contro la gamba di una, le altre scappano come colombi spaventati.
-Perché?-
-Striscia fuori, alle bariste è andata peggio.-
Dall’ufficio di Toma sbucano le due guardie del corpo. Quando mi vedono sgranano gli occhi e sollevano i loro fucili, mi getto al riparo contro una colonna in legno che viene fatta a pezzi dai loro colpi. Sparo alla cieca.
Le voglio morte.
Ai miei piedi c’è un tipo ubriaco che sta vomitando anche l’anima, lo afferro e lo uso come scudo umano uscendo allo scoperto. Il corpo del poverello viene fatto a pezzi mentre io ho tutto il tempo per prendere la mira e colpire al petto due volte la prima guardia e spappolare il cervello della seconda su tutta la porta dell’ufficio.
Lascio andare il cadavere che sto abbracciando. Sento movimenti al piano di sopra ma prima devo pensare a Toma. Mi metto su un lato della porta e la sfondo con una tallonata rimanendo al riparo, alcuni proiettili volano verso la soglia.
-Fottiti! Chi cazzo sei! Che cazzo vuoi!-
-Ti avevo detto che non sarebbe finita bene!- urlo.
-Tu?- ha riconosciuto la mia voce, svuota il caricatore della rivoltella contro il vuoto.
Solo allora mi mostro.
Leggo il terrore nei suoi occhi. Mi ha visto morire, ha visto il mio corpo martoriato e fatto a pezzi dai macellai, la mia carne girare in città per essere mangiata da qualcuno.
-Che cosa sei?- chiede impaurito mentre si lascia andare sulla sedia alle sue spalle. È completamente nudo.
Penso a una frase ad effetto ma ho la mente troppo annebbiata per pensare lucidamente.
-Poteva finire tutto in maniera tranquilla… invece mi hai costretto a… a…- pianto il coltello nella parete mentre avanzo a piccoli passi.
-Tu sei morto! Questo è un incubo.-
-Questa è solo l’anticamera dell’inferno.-
Faccio combaciare il mirino metallico della pistola contro la sua fronte.
-Ma… pensavo che il Regime mi volesse vivo!- sbraita.
-Infatti è così ma la prima volta sono venuto per il Regime, adesso sono qui per me. È una questione personale, non so se ti sei accorto di ordinare la mia esecuzione. Sono cose che possono offendere una persona.-
-Sei un demonio.-
-Possibile.-
Un lampo.
La sedia non regge il peso e cade all’indietro.
Mi copro la vista con la mano per non vedere quel cazzo moscio. Esco dall’ufficio. Alcuni clienti stanno scappando.
La vedo.
-Anya.- chiamo.
Lei si gira. Sono abituato ormai a quello sguardo, a quell’espressione mista tra stupore e orrore delle persone che mi vedono di nuovo dopo aver assistito alla mia morte.
-Come è possibile?-
-Sorpresa?- allargo le mani e sorrido.
Mi avvicino a lei. Sembra più bella dell’ultima volta che l’ho vista.
-Tu… tu sei morto.-
-Sì, sono morto e sono di nuovo qui, ora ti prego, fatti uccidere.-
La colpisco con il calcio della pistola.
Va a terra in un urlo, si porta la mano alla ferita che le si sta allargando sulla testa.
Un rumore assordante proviene dall’esterno. Il Regime ha mandato una squadra di intervento. Sto distruggendo i loro affari nella città dopo che avevo detto che li avrei risolti. Bella merda.
-Io… tu mi hai chiesto di sputare nel piatto in cui mangio!- si giustifica lei con le lacrime agli occhi e la voce stridula.
-Ti saresti dovuta fidare di me.-
Mi inginocchio al suo fianco.
Mi fissa e io non distolgo lo sguardo.
Avvicino le mie labbra alle sue e la bacio.
La squadra di intervento del Regime fa irruzione nel locale ad armi spianate.
-Fermo! Mani in alto! Mettiti in ginocchio! Lascia cadere l’arma!-
Li ascolto e do un’occhiata in giro ai soldati vestiti di nero che si dispongono tutto attorno a me mentre continuo a limonare con Anya che, con occhi sbarrati e terrorizzati, mi asseconda.
-Miller! Lasciala andare! Subito!-
Vorrei farlo.
Uno. Due. Tre.
Mi alzo, un soldato mi colpisce con la canna del fucile alla testa, cado di fianco al cadavere di Anya con l’addome dilaniato dalle tre pallottole.
Mi sta fissando e maledicendo dalla tomba.
Non sei la prima, mia cara, non sei la prima e non sarai l’ultima.



Commenti

pubblicato il venerdì 15 luglio 2016
toPnBlock1salvatore, ha scritto: Molto cinematografico! Buon esercizio, anche se mi ricorda kill Bill, Desperado, insomma niente di particolare da un punto di vista della storia. Ma buono.

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