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lavoro pubblicato domenica 1 maggio 2016
ultima lettura mercoledì 13 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'Estate Della Prima Superiore

di jade14. Letto 711 volte. Dallo scaffale Storia

CAPITOLO 4 Chi sono gli amici? Beh bella domanda, difficile da rispondere. E' complicato dare una definizione alla parola "amici". A mio parere sono quelle persone che ti fanno stare bene in qualsiasi momento della giornata e ti aiutano...

CAPITOLO 4

Chi sono gli amici?

Beh bella domanda, difficile da rispondere. E' complicato dare una definizione alla parola "amici". A mio parere sono quelle persone che ti fanno stare bene in qualsiasi momento della giornata e ti aiutano quando ne hai bisogno e anche quando non lo chiedi. Sanno sempre quello che è giusto per te e capiscono subito se hai qualcosa che non va, soprattutto se sei triste e fingi di essere felice. Riescono sempre a farti sorridere, o almeno ci provano, quando sei a pezzi dopo una caduta e i loro"ti voglio bene" sono detti con il cuore. Sono quelle persone che ti mettono sempre al primo posto e sono pronte a dire qualche bugia per te per eliminare tutti quegli ostacoli che ti si presentano durante la tua vita. Sono quelle persone che ti sanno fare sempre felice anche con un sorriso o con un abbraccio. Questa per me è la definizione perfetta di quella parola. Alcune persone però riescono a modificarla e si divertono a prenderti in giro e tu sei curiosa di vedere fino a quando sono capaci di mentirti in quel modo. Non è facile avere un amico che diventa un tuo nemico o avere un amico che continuamente ti fa stare male.

Anche oggi mi sveglio alla solita ora, guardo il telefono e mi arriva un messaggio. E' Adele che mi chiede se ho voglia di andare in piscina dato che è una bellissima giornata di sole. Io ovviamente accetto subito e chiedo conferma a mia mamma. Dopo essermi messa il costume, preparo lo zaino e faccio al volo due panini (due toast con formaggio e speck). Dopo circa quaranta minuti sento il campanello che suona, così esco e vedo che è Adele, in bicicletta. Chiudo la porta, mi dirigo nel mio garage a prendere la mia Ferrari a due ruote ed esco salutando mia mamma.

<<Ciao Noe, come stai?>>

<<Bene e tu?>>

<<Bene bene>>

Dopo esserci salutate, cominciamo a pedalare. Per fortuna la piscina non è molto lontano da casa nostra così possiamo andare da sole quando vogliamo. Arrivate appoggiamo le biciclette su un albero e le leghiamo con i nostri lucchetti. Ci avviamo verso la segreteria per pagare e prendere lo scontrino. Dopo esserci messe le ciabatte, siamo entrate nella piscina. Abbiamo cercato un posto che fosse sia all'ombra che al sole così potevamo stare dove più ci piaceva. Oggi fa caldissimo! Abbiamo trovato un piccolo angolo sotto gli scivoli ad acqua. Abbiamo steso gli asciugamani e ci siamo tolte i vestiti. Poi abbiamo corso verso la piscina perché non vedevamo l'ora di tuffarci e rinfrescarci (il bagnino ci ha anche sgridate perché non si poteva correre, allora abbiamo camminato veloce...molto veloce). Io ho fatto un tuffo di testa (il mio preferito) invece Adele ha fatto una trottola ed è caduta in acqua. A me piace moltissimo l'acqua. E' la mia vita. Più che nuotare a tutti gli stili che esistono mi piace moltissimo immergermi e stare sott'acqua per molto tempo, anche se non è molto. Adoro prendere fiato e spingermi verso il fondo della piscina e cominciare a nuotare a pancia in giù a filo del pavimento della piscina. Poi amo quando non ho più fiato e invece di correre subito in superficie mi trattengo ancora verso il fondo (no non è un tentativo di suicidio ma mi piace superare me stessa). Adele ed io abbiamo continuato per un bel pezzo a tuffarci in moltissimi modi dal bordo della piscina, anche sincronizzate. Dopo aver parlato per un bel pezzo, abbiamo guardato l'orologio ed era già l'una passata. Così siamo uscite dall'acqua e ci siamo dirette verso il nostro angolo. Ci siamo stese sugli asciugamani e abbiamo cominciato a mangiare. Io i miei toast al volo, lei degli ottimi tramezzini (si ovvio gliene ho rubato un pezzo). Finito di mangiare ci siamo stese a pancia i giù e abbiamo cominciato ad ascoltare musica. Ognuna con le proprie cuffiette. Ascoltando la musica guardavo il cielo anche se c'era il riflesso del sole, a me non da fastidio per niente. Mi piace stare un po' da sola a pensare e riflettere su tutto ciò che mi accade o che vorrei che succedesse. Mi rilasso moltissimo così. In questo momento ho gli occhi chiusi e sento che qualcuno continua a scrollarmi così mi alzo e mi tolgo le cuffiette. Era Adele.

<<Dai Noe che hanno aperto gli scivoli! Dobbiamo arrivare per prime se no dopo c'è tantissima gente!! muovitii!!>>

<<Eccomi eccomi, ci sono>>

Così ci fiondiamo verso la scaletta degli scivoli. Ce ne sono due: uno viola e uno verde. Per primo scegliamo il verde e una ad una scindiamo. Lo scivolo termina in una piscina, dove l'acqua mi arriva più o meno all'ombelico. Non era molto ripido così scegliamo di provare quello viola. Cominciamo a fare la fila dove vediamo un bagnino.

<<Salve ragazze, dovete attendere ancora un attimo. Ci sono delle persone non in forma che occupano posto e mi fanno davvero arrabbiare. Come state?>>

Noi ci guardiamo e ci tratteniamo dal crepare dal ridere.

<<Si bene bene.>>

<<Scusate se sono cattivo ma delle persone non sanno proprio di essere al mondo.>>

<<Ahahah già.>>

<<Per esempio la mia morosa che cade dal divano, dal divano capite??>>

Noi intanto continuavamo a guardarci e trattenerci.

<<Si si abbiamo capito.>>

<<Vabbè potete andare.>>

Noi abbiamo corso per le scalette anche se non ce la facevamo perchè non la smettevamo più di ridere. Arrivata all'inizio dello scivolo ho detto ad Adele:

<<Ahahah guarda che ci stava provando con te.>>

E subito mi sono buttata sullo scivolo in modo che non mi prendesse. Ho sentito che ha cominciato a parlare ma non ho capito bene che cosa mi ha detto, immagino nulla di buono. Questo scivolo invece è molto più pendente e mi sono divertita di più. Questo scivolo finisce in una serie di tappeti umidi di acqua. Dopo che anche Adele è scesa dallo scivolo, abbiamo rifatto un altro giro cercando di evitare il bagnino (che aveva una cotta per lei ne sono sicura!) e abbiamo continuato a scegliere lo scivolo viola. Dopo aver fatto 7/8 giri ci siamo stancate così ci siamo tuffate nella piscina normale. In questa c'erano altre due ragazze della nostra età che si tuffavano. Vedendoci si sono avvicinate a noi e ci hanno chiesto:

<<Salve ragazze, come vi chiamate?>>

<<Io Noemi e lei Adele. E voi?>>

<<Io Sara e lei Cristina. Abbiamo 14 e 15 anni. Voi?>>

<<15 e quasi 16 anni.>> Ho risposto. <<Vi tuffate davvero bene!>>

<<Grazie>> Ha aggiunto Sara. <<Anche voi siete bravissime. Vi va se facciamo una gara?>>

Annuendo abbiamo stabilito delle regole di questo gioco. Dovevamo tuffarci facendo un tuffo singolo e uno sincronizzato. Chi lo avrebbe fatto peggio, l'intera squadra avrebbe dovuto andare al bar e chiedere se vendevano salva-genti perchè non sapevano nuotare. Abbiamo chiesto ad una signora se gentilmente poteva fare da giudice e lei ha accettato molto felice. Così hanno cominciato loro. Sara ha fatto un bellissimo tuffo all'indietro anche se non si è piegata bene, mentre Cristina un tuffo bomba (troppo semplice secondo me). Insieme hanno fatto un tuffo a candela tenendosi per mano. Sara è alta e ha i capelli biondo chiarissimo con gli occhi azzurri. Porta un costume arancione. Cristina, pur avendo un anno in più, è molto più bassa di lei. Ha i capelli lunghissimi e mossi, rossi. Gli occhi sono verdi e porta un costume azzurro. Ora è il nostro turno. Adele si prepara e fa una bellissima capriola, io invece ho fatto un tuffo di testa e mi sono allungata fino ad arrivare a metà vasca. Insieme abbiamo fatto delle bellissime trottole sincronizzate. Ci siamo divertite moltissimo e Sara e Cristina erano simpaticissime. Alla fine abbiamo vinto noi (modestamente) e ci siamo ancora più divertite nel vedere la faccia della barrista quando le due amiche hanno chiesto i salva-genti. Dopo poco sono uscite e ci hanno buttato in acqua!! Non avevano nessun rancore. Passata quasi mezz'ora sono dovute andare a casa e ci siamo scambiate un abbraccio e anche il numero di telefono. Io e Adele abbiamo deciso di andare verso i trampolini. Non ero molto d'accordo. Cioè si nel vederla buttarsi giù da quattro metri si, ma farlo io no. A dire il vero mi ero già tuffata da questa altezza ma la piscina era meno profonda. Sono abituata che quando mi tuffo riesca in qualche modo toccare il pavimento della piscina e potermi dare una spinta per arrivare in superficie. In questo caso no. Adele aveva già fatto tre tuffi io invece mi limitavo a guardare giù dalla piattaforma e constatare sempre di più che era troppo alto e che non ce l'avrei mai fatta. Stavo guardano ancora una volta giù quando mi sento dire:

<<Di testa! Tuffati di testa!>>

Pensando che fosse Adele ho risposto: <<Si certo come no.>> Quando mi giro, Trovo davanti un ragazzo alto, moro che mi guarda. Io gli chiedo scusa e che pensavo fosse una mia amica. <<Ciao, sono Edoardo, 14 anni>> (che peccato troppo piccolo)

<<Piacere Noemi, di 15>>

<<Facciamo una cosa, se ti tuffi ci andiamo a prenere un gelato al bar,offro io>> Intanto Adele si tuffa facendomi l'occhiolino. La ammazzerò. Prima o poi la ucciderò. Lui si posiziona sull'altra piattaforma e mi fa cenno di tuffarmi e di muovermi dato che oltre a fare coda dietro di me, il gelato si accaldava (ok questo l'ho inventato io.) Così ho deciso di tuffarmi. Le dita dei miei piedi toccavano il bordo della piattaforma. Avevo molta paura ma non potevo farmi vedere così da lui. Così ho fatto un respiro e promettendomi che non lo avrei fatto più, ho fatto un salto. Sono stati secondi molto lunghi, ma alla fine sono entrata in acqua. Edoardo è venuto ad aiutarmi e mi sono aggrappata a lui che mi ha fatto moltissimi complimenti e mi ha accompagnato fino al bordo della piscina. Adele ci stava aspettando e dopo esserci prese i soldi siamo andate a prenderci un gelato al bar. Edo (se no il suo nome è troppo lungo) è stato gentilissimo e abbiamo parlato molto. E' simpatico ed è come noi. Intendo che gioca e scherza. Erano le 18:00 quando mio papà mi ha chiamato per andare a casa e così ci siamo salutati. Adele ed io abbiamo preso le biciclette e per strada abbiamo commentato questa splendida giornata. Ci siamo dimenticate di farci dare il numero di Edo!!! (nooo) Arrivata a casa ho salutato tutti e ho subito cominciato a mangiare e di gusto. Mi sono fatta la doccia e sono andata a letto direttamente. Ho tantissimo sonno quindi non è stato per niente difficile addormentarmi, questa volta con il sorriso. Ne sono sicura.


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