ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 30 aprile 2016
ultima lettura mercoledì 2 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Kelana

di blaze. Letto 384 volte. Dallo scaffale Sogni

Kelana sentiva il vento che le scuoteva i morbidi capelli biondi e l’aria calda del deserto le ricordava le notti della sua infanzia, trascorse tra sogni e desideri nelle città a Occidente. Sentiva la sabbia morbida tra le dita, attraverso...

Kelana sentiva il vento che le scuoteva i morbidi capelli biondi e l’aria calda del deserto le ricordava le notti della sua infanzia, trascorse tra sogni e desideri nelle città a Occidente. Sentiva la sabbia morbida tra le dita, attraverso i guanti leggeri. Si faceva più fresca, segno che il giorno stava calando. Teneva gli occhi chiusi e ascoltava i sussurri del deserto. Le voci erano sempre le stesse, morbide e dolci, ormai da molti anni. Aveva imparato a riconoscerle ad una ad una. Amava le voci. In passato le avevano parlato di gioia e di bellezza, di amore, di novità, di speranza. Tanta calda speranza, tanta da riempirle il cuore e da farla volare su ali diamantine verso orizzonti dorati infiniti. Poi, un giorno come tanti, la speranza fuggì via, le fu rubata, lasciandola così sola e indifesa, precipitata dal suo oceano di luce su una fredda lastra grigia, come il cuore degli esseri umani. Le voci erano sempre gentili, ma mentre prima usavano accoglierla con amore, facendola sentire a casa, adesso sembravano volerla consolare per quello che aveva passato, si preoccupavano per lei, e condividevano parte del suo dolore. Kelana amava le voci, perché erano le uniche capaci di darle il conforto di cui aveva bisogno. Sapeva che le voci erano sincere, e che di nessuno al mondo avrebbe mai più detto lo stesso. Niente è più crudele e disonesto della razza umana, ma questo lei l’aveva scoperto troppo tardi. C’era stato solo uno, soltanto uno, capace di distinguersi, di farle vedere del buono in mezzo alla cattiveria, di trovare amore dove regnava odio. Ma lui non c’era più. Con lui erano scomparse anche le sue magiche ali di speranza.
Kelana aprì lentamente gli occhi e mostrò al mondo le sue splendide iridi verdi, delicate come la sua pelle chiara. Il sole era quasi arrivato alla posizione che lei amava. Si levò in piedi e percorse a memoria quelle che una volta erano le stradine di una città, la sua città. Anche se il deserto aveva ricoperto e trasformato tutto lei riusciva a riconoscere ogni edificio, ogni angolo. Tutto era ancora vivo nel suo cuore. Si portò fino a un punto che conosceva. C’era un edificio che era stato imponente prima che certi fatti accadessero, ora di esso rimaneva solo il rudere smembrato, come uno scheletro tetro e informe. Si arrampicò come aveva imparato a fare su per le macerie fino al suo punto preferito: un ripiano riparato dal sole, da cui dominava gran parte della vecchia città. Trovava pace così. A volte le voci le portavano il ricordo di chi se ne era andato, e solo in quei momenti tali ricordi non le straziavano il cuore e non la portavano ai confini con la follia.
Kelana non era il nome con cui era stata battezzata, nelle città a Occidente. In realtà per la maggior parte della sua vita aveva portato un altro nome. Si era riconosciuta in quel nome per molto tempo, quando era ancora una ragazzina libera e forte e piena di vita. Ma dopo certi fatti quel nome non le era andato più bene. Ormai faceva anche fatica a ricordarlo, per quanto fosse ormai privo di significato. Dopo certi fatti era diventata Kelana, come il rudere derelitto della sua città, la città che le aveva insegnato ad amare e a vivere, e dove poi aveva perso tutto Dove era sepolto tutto quello che contava. Non c’era poi molta differenza: un passato radioso, e nessun futuro che non riguardasse tristezza e desolazione. Fino al giorno in cui le sabbie del deserto misericordiose e voci benigne non avessero deciso finalmente di seppellire tutto ciò che ancora respirava.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: