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lavoro pubblicato venerdì 29 aprile 2016
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

MASCHERE: CAPITOLO II

di Giovanni95. Letto 527 volte. Dallo scaffale Fantasia

Tuttavia un tremendo pensiero le passò per la mente: le acque si stavano smuovendo, un'onda indomabile avrebbe presto travolto tutto e tutti.....

La Maschera sedeva sul cofano del furgone blindato dondolando le proprie gambe in attesa di qualcosa, di qualcuno. Una valigetta chiusa da un lucchetto elettronico era collegata ad un portatile posto sulle sue gambe. Tutt'intorno al furgone i mercenari, ingaggiati da CAOS per proteggere il prezioso carico, erano stati legati e imbavagliati. All'improvviso l'uomo si animò dal suo torpore e interruppe il profondo silenzio in cui era immersa la città: - Siete molto lenti. -.

Un puntino rosso comparve sulla bianca maschera del ladro e dalle tenebre di un vicolo si materializzò una donna dai lunghi capelli scuri.

- E tu chi saresti? - chiese con la sua voce, calda e tranquilla.

- Io sono solo un semplice ladro. Il nome con il quale le persone mi chiamano è la Maschera. -.

- Bene, non so cosa tu voglia da noi e perché non sei fuggito ancora. Tuttavia poco mi importa, consegnaci la valigetta e i miei uomini non ti lasceranno un foro di proiettile nella tua testa. -.

- Nelle sue parole c'è molta scortesia signorina, una scortesia che poco si incastra con l'accordo che ero pronto a siglare con la vostra organizzazione. - disse la Maschera con la sua solita ironia.

- Accordo? Stiamo per toglierle la vita e lei cerca di dettare le condizione di un accordo? - rispose infastidita la donna.

- Certamente, anzi le sarei molto grato se potessi conoscere il nome della persona con la quale sto per contrattando. - continuò il ladro nel suo delirio.

La donna era incuriosita dalla lucide follia con la quale quell'uomo morto parlava, ma si voltò ai suoi uomini e disse: - Uccidetelo, non ho voglia di perdere altro tempo. -

- Non lo farei fossi in voi. - si affrettò a dire il ladro: - Il mio portatile è collegato alle mie funzioni vitali e, in caso dovessi morire, invierebbe un segnale ad una bomba posta proprio accanto a questa valigetta. - e con la mano destra sollevò un dispositivo nero lampeggiante.

La donna si voltò, mostrando incredulità e preoccupazione.

- Adesso ho attirato la sua attenzione vero? - disse la Maschera ridendo di gusto.

- Cosa vuole? - rispose la donna.

- Innanzitutto vorrei conoscere il suo nome, signorina. - fece il ladro. Quindi poggiò il portatile sul cofano e scese dal suo furgone avvicinandosi alla donna. Il puntino rosso sulla sua fronte lo seguiva.

- Mi chiamo Helena, soddisfatto? Ora mi dica cosa cerca da noi? - concluse la ragazza.

-Salve Helena, lei rappresenta la resistenza vero? Rappresenta i paladini della giustizia, coloro che si oppongono a questo regime tirannico, nuova incarnazione del male? - chiese l'uomo riuscendo a stento a tenere a freno le risate.

- Sì, lo sono. - rispose Helena, tremendamente infastidita dal comportamento della Maschera, dalla sua ironia su Ragnarok, sulla loro ribellione contro la Fenice.

- Bene, io sono interessato ad entrare nelle vostre fila. - propose il ladro.

- Come? - la donna rimase incredula a quelle parole. Il ladro non credeva nella loro causa eppure era così folle da voler entrare in guerra contro un dio. - Non riesco a capire... -.

- Invece ha compreso benissimo, voglio far parte di questa vostra missione suicida. Cosa mi rispondete? - ripeté la Maschera con tono serio.

- Come potremmo fidarci di te? Potresti essere un agente al servizio di CAOS. - rispose Helena incapace di vedere una logica nelle azioni della Maschera.

L'uomo rise ancora e, riprendendo il suo tono divertito, disse: - Io sono un ladro, un truffatore, io mento, lo faccio per vivere e voi mi chiedete come potreste fidarmi di me? La risposta è molto semplice: non potete. Tuttavia se siete interessati a questa valigetta dovrete fidarvi di me. -

- Abbassate le armi. - disse Helena agli uomini nascosti nel buio e il punto rosso sulla fronte scomparve. Poi si voltò nuovamente verso il ladro e disse: - Ora abbiamo un patto. -

- Bene. Nel frattempo che mi raggiungeste ho iniziato ad hackerare il lucchetto della valigetta. Potrei sapere cosa contiene? - chiese l'uomo.

- La scorsa settimana alcuni nostri agenti si sono infiltrati nella base CAOS nella cittadella per trafugare il dispositivo di comunicazione di CAOS, ma il piano non ha funzionato, i nostri agenti sono morti ma sono riusciti a distruggere... - stava spiegando Helena quando la Maschera la interruppe con una risata.

- Sei molto ingenua mia cara, credi davvero non conosca cosa ci sia qui dentro e quanto sia importante per i vostri piani? -

- Come hai fatto? - disse presa ancora una volta alla sprovvista.

- Un mago svela i propri trucchi? No. Non vedo perché dovrebbe farlo un ladro. - disse.

La ragazza sbuffò, frustrata per essere incapace di confrontarsi con un uomo la cui mente nascondeva la propria lucidità sotto un velo di follia.

- In ogni caso questo dispositivo è un decodificatore e non una bomba.- disse indicando la scatola nera -Ora sono connesso ai server di CAOS e sto scaricando il maggior numero di documenti possibili prima che si accorgano che il pacco non è stato consegnato. - concluse il ladro.

Helena non riusciva a credere alle sue parole, quella maschera era riuscita a fare in una notte quello che Ragnarok cercava di fare da anni, spesso senza successo. Averlo dalla loro parte sarebbe stata una vera benedizione. Tuttavia un tremendo pensiero le passò per la mente: le acque si stavano smuovendo, un'onda indomabile avrebbe presto travolto tutto e tutti.

- Preparati, dobbiamo muoverci, siamo rimasti allo scoperto per troppo tempo. - ordinò Helena e tutta la squadra si preparò pronta a tornare nel nido della loro ribellione. Poi si voltò verso il nuovo arrivato e disse: - Tu non ci segui? -

La Maschera chiuse il suo computer e inserì i vari dispositivi in uno zaino spegnendoli: - Finito. -

- Per quale motivo hai spento il dispositivo? - chiese sorpresa Helena.

- Ho preso informazioni a sufficienza, poi non voglio farvi rintracciare proprio ora che sono riuscito a contattarvi! - concluse la Maschera con il suo solito tono ironico.

- Bene, andiamo allora. - dopo queste parole la ragazza si voltò mostrando la suo folta chioma scura e passo dopo passo venne inghiottita dall'oscurità del cunicolo.

La Maschera rimase fermo un istante ammirando compiaciuto il proprio lavoro, quindi scomparve anche lui nell'ombra del vicolo, lasciando la strada ai suoi consueti abitanti: fame, degrado e silenzio.



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