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lavoro pubblicato martedì 12 aprile 2016
ultima lettura sabato 15 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Qual E' Il Mio Destino?

di jade14. Letto 422 volte. Dallo scaffale Fantasia

La campanella suona puntualmente. Sono le 2 del pomeriggio. Sono distrutta. Sei ore continuative di scuola sono peggio della storia infinita. Esco dalla mia classe grigia e piccola salutando in velocità alcuni miei compagni perchè sto per...

La campanella suona puntualmente. Sono le 2 del pomeriggio. Sono distrutta. Sei ore continuative di scuola sono peggio della storia infinita. Esco dalla mia classe grigia e piccola salutando in velocità alcuni miei compagni perchè sto perdendo l'autobus. Questi mi fanno un cenno e mi lanciano un'occhiata di saluto. Comincio ad accelerare il passo ma allo stesso tempo osservo la mia scuola affacciandomi da una delle scale che portano all'uscita. Queste sono molto particolari: da essere più larghe si restringono sempre di più formando una chiocciola fino alla porta e questo mi provoca un senso di vuoto che mi porta ad allontanarmi dallo scorri mano nero. Accorgendomi di essere in super ritardo inizio a correre con in spalla il mio zaino. Per poco riesco a prendere il tram che mi porta alla fermata del mio autobus. Il tempo trascorre troppo veloce. Non riuscirò mai ad arrivare puntuale. Stranamente il tram non percorre la solita strada e si dirige verso la direzione opposta, così sono costretta a scendere in corsa come un mio compagno di classe che non avevo notato da subito. Deve essere anche lui in ritardo perchè corre ad una velocità supersonica che non riesco a stargli dietro. Appena svolta l'angolo lo perdo di vista. Sono costretta a guardarmi intorno perchè non riconosco il luogo in cui mi trovo. Non ci posso credere. Mi sono persa. Non ci voleva proprio, per seguirlo non ho prestato attenzione alla strada ed ora non so come tornare indietro. Guardo l'orologio. Se mi sbrigo forse riesco ancora a prendere l'autobus, anche se sarà un'impresa impossibile. Ricomincio a correre arrivando ad una rampa fatta di mattoni e circondata da alte mura. C'è ancora sole quindi non ho paura. Ma sento rumori che fanno diventare buio tutto attorno a me. Da dietro sento una voce che mi dice di seguirlo. Mi volto e di fronte a me c'è un ragazzo alto e muscoloso, capelli neri, orecchino, pantaloni bassi e felpa larga. Io indietreggio dalla paura, ma alle mie spalle si presenta un ragazzo ancora più alto e ancora più pauroso. E' biondo e con una faccia che incute terrore. "Fai la brava dai, se ci ascolti non ti faremo nulla." Non so cosa fare. Pensa Noemi pensa. Potrei sfruttare la mia velocità. Si! Mi guardo intorno con la coda dell'occhio e vedo uno spazio libero cosi comincio a correre. "Muoviti vai a prenderla! Non può sfuggirci." La voce si fa sempre più bassa mentre mi allontano non conoscendo la mia destinazione. Tutto è sconosciuto, le vie sono tutte uguali. Quella che sto percorrendo ha una via d'uscita diversa. Arrivo ad un'altra rampa, questa volta di cemento e di fronte a me vi è un edificio molto grande e grigio. Deve essere un patronato o una scuola perchè stanno uscendo dei bambini. Tra questi riconosco la sorellina di una mia amica, così mi offro di accompagnarla a casa sperando di seminare i due ragazzi muscolosi. Mentre la piccola mi continua a parlare guardando una margherita, io continuo a guardarmi indietro con la perenne sensazione di essere seguita. Il sole comincia a non essere più cosi giallo e luminoso. Arrivata a casa della bambina la saluto e rimango davanti alla porta ancora un momento perchè ho il fiatone. Davanti al cortile c'è una fontanella. Mi avvicino e comincio a bere piegandomi un po'. Sento delle voci avvicinarsi. Sono loro. Ricomincio a correre. "Eccola, è lei!" L'aria mi passa tra i capelli e mi rinfresca la faccia. Arrivo in un piccolo cortile circolare. Maledizione. Sono in trappola. "Credevi di scapparci? Di sfuggirci? Sai chi siamo noi? Non potrai mai correre abbastanza per poterci seminare." Cosa posso fare. Pensa pensa Noemi! Sono brava a recitare. Potrei simulare uno svenimento. Mi accascio per terra cercando di farmi il meno male possibile e chiudo gli occhi, forse anzi soprattutto per la paura. Fingo di sbattere la testa. I due mi si avvicinano stranamente preoccupati, soprattutto quello con i capelli neri. "Cosa diremo ora al capo". Diventando più difficile fingere, comincio a fatica a rialzarmi toccando la mia testa e chiedendo cosa fosse successo. Loro riprendono la loro aria da paura e rimpiango il fatto di essermi rialzata da terra. "Non deve aver perso la memoria perchè non ha colpito forte la testa. Ora che ci hai incontrati saprai tutto di noi, e con noi dovrai rimanere per sempre. Facciamo parte di un vasto gruppo che da molti anni popola questa città senza che voi stupidi idioti ve ne accorgiate. Siamo un gruppo che compie gli atti di piccole distruzioni che sicuramente avrai sentito parlare e insieme a questo compiamo mosse tipo parcour. Insomma gente di tutte le età che prima o poi è entrata nella nostra rete e ci è rimasta per sempre." Non so dire cosa mi stia prendendo. Questa descrizione oltre a farmi paura mi attrae in un modo grandioso e fantastico. Loro sanno cosa significa avventura, quello che ho sempre desiderato pure io scoprire. Ma cosa dico, questi devastano la tua città e tu vorresti farne parte? "Dicci come ti chiami" "Noemi" Stupida, stupida, STUPIDA! Dovevi inventarti un altro nome. "Bene Noemi, ti stiamo tenendo d'occhio da un po' di tempo. Sappiamo tutto di te ed ora devi seguirci." Mi alzo mentre noto che il ragazzo dai capelli scuri non ha mai aperto bocca e che continua a fissarmi. Il biondo mi prende per un braccio e me lo stringe cominciando a correre. Mi lascia e fa una capriola, prende la rincorsa e cammina su un muro verticale come se niente fosse. Il ragazzo dai capelli scuri mi sussurra all'orecchio di chiamarsi Emiliano e mi prende per le gambe facendomi arrivare all'estremità del muretto cosi da poterci salire senza problemi. Lui prende la rincorsa e con un salto è già dall'altra parte. Da questo lato vi sono dei portici. E' sera e tutto fa più paura. Vi è un tavolo con una candela sopra. "Bene. Questo è il nostro rifugio. Lui è il nostro capo." Mi indica un grosso omone che fuma una sigaretta e che mi fa un mezzo sorriso. Tutto è così cupo ed io non so più cosa fare. La cosa che mi preoccupa di più è che mia mamma non mi ha ancora visto tornare a casa, ma non posso avvertirla. "Ora pescherai da questo barattolo che segnerà il tuo destino. Entrerai a far parte di uno di questi tre elenchi che trovi sopra al tavolo. Rimarrai con noi per sempre, avrai un periodo di prova e sarai te a decidere o te ne potrai andare." Comincio a leggere gli elenchi. Non ci posso credere. In quello del gruppo definitivo vi è il nome di mia sorella. Alzo la testa e la vedo fumare e bere una birra. Da una porta di ferro esce mio zio con in mano un coltello. Tutti sembrano a casa loro e dimenticano di avere una famiglia a casa con un futuro diverso, ma il loro destino è stato segnato, lo hanno pescato loro. Faccio scendere il mio indice sugli elenchi e leggo nomi comuni, vicini. Non ci posso credere. "Ehi piccola. Sei cosi sorpresa? Cosa ti avevo detto? Avanti pesca." Impaurita ma attratta al massimo mischio i biglietti. Ne estraggo uno. La mia mano trema. Lo apro. SCEGLI TU. Il biondo ha una faccia delusa mentre il moro fa un mezzo sorriso. "Bene piccola, sei stata fortunata." "Smettila di chiamarmi piccola. Hai detto che sai tutto di me no? Allora sai come mi chiamo. Chiamami con il mio nome." "Finalmente cominci a far vedere la vera te, non ci speravo più. Sono Jack comunque." Si allontana ed io mi sento pervadere da una strana sensazione. "Benvenuta nel gruppo Noe." Comincio a correre, ma sta volta con una diversa motivazione: provare a fare le capriole in aria. Sembra quasi una magia. Fluttuare e poi ricadere per terra con i propri piedi. Alzo la testa e vedo mia mamma. Se non mi hanno ucciso i due ragazzi, di sicuro lo farà lei. Invece mi fa un mezzo sorriso e come un fantasma mi passa avanti. E' tutto così strano. Mi piego dalla fatica e una mano mi rialza. "Tutto ok? Chiamami Emi" Il ragazzo moro è diverso da tutti gli altri del gruppo. "Allora cosa hai intenzione di fare?" "Non lo so. Non riesco a capire. La mattina mi lamento per andare a scuola e alla sera mi ritrovo a far parte di un gruppo di teppisti. La cosa strana di tutto ciò è che avrei la possibilità di lasciare tutto ed invece sono qui a provare a fare delle stupide capriole. A casa ho i miei genitori che mi aspettano, non posso lasciarli in questo modo." Prendo forza e mi alzo. Comincio a camminare verso casa. Emi mi prende la mano e mi gira. "Ti prego non lasciarmi qui. La prima volta che mi hanno dato il compito di osservarti, gia dal tuo nome qualcosa mi ha scosso. Non abbandonarmi. Facciamo tutto questo per riprenderci il potere della città, anche se facciamo del male. E' l'unica via." "Non lo so, è tutto strano per me." Ricomincio a correre per fuggire da ciò che non sono riuscita a decidere, a capire. Arrivata a casa non riesco a riprendere tutto come prima sapendo che mia sorella ha un legame con loro. Faccio finta di niente. Esco a prendere una boccata d'aria. Non ci posso credere. Emi. "Mi mancavi. Non riuscivo a starti lontano. Dimmi che ci stai ancora pensando. Hai ancora tempo. Ti prego pensaci. Se dirai di no ti cancelleranno la memoria e ti dimenticherai di me. Non posso permetterlo." In tutti gli anni che ricordo ho sempre cercato un ragazzo che avesse dei buoni voti a scuola, che vestisse elegante, che avesse un buon futuro per me. Ora invece mi piace un ragazzo con i tatuaggi, con gli occhi marroni in cui mi ci rifletto. "Prima che tu prenda una decisione ti chiedo di seguirmi" Mi tende una mano e io l'afferro. Con un salto mi porta con la sua forza sopra al tetto della mia casa e con delle specie di acrobazie saltiamo da un tetto all'altro. Dopo un po' ritorniamo nel luogo in cui ieri avevo letto gli elenchi. Gli do un'altra occhiata e mi accorgo che sono stati aggiunti altri 4/5 nomi per ogni parte. "Voglio mostrarti cosa facciamo mentre non lavoriamo a riprenderci la città." Mi fa strada verso un piccolo vicolo fino ad arrivare alla zona concentrica in cui ero arrivata il giorno prima. Entriamo nella porta di ferro e dietro ad essa vi è un'area al buio con una piscina termale che emette del fumo. Lo osservo fluttuare leggero verso il cielo. La piscina è illuminata da fari che assomigliano a dei lampioni. Al suo interno ci sono molte persone che bevono drink, che ridono, che parlano. Emi si toglie la maglia e per un momento rimango a fissare il suo fisico scolpito e tatuato. Delle ragazze, tra cui una mia vecchia compagna di banco, mi danno un costume e dopo averlo indossato mi avvicino ad emi. "Sei bellissima, non avevo dubbi." Arrossisco per un momento e poi ci dirigiamo verso la piscina. Ci sono materassini, palle gonfiabili, palme e tutto il resto. Mi sdraio su un materassino arancione e bevo un miscuglio di sostanze che non avevo mai assaggiato. Sembra quasi magico. "Allora cosa ne pensi? Rimango sempre il disastro del gruppo?" Scuoto la testa e sorrido. "Allora ti prego pensaci, voglio essere una squadra con te ed iniziare una nuova avventura. Hai ancora tante cose da scoprire." Mi guarda negli occhi ed io rimango quasi incantata. Poi posa il suo sguardo sulla mia bocca e con una mano mi prende per il mento. Si avvicina e mi bacia. Il bacio più strano che abbia mai ricevuto. Il più strano ed il più bello, attraente. Cosa posso fare ora? Qual è il mio destino?



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