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lavoro pubblicato martedì 12 aprile 2016
ultima lettura martedì 11 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Tessitrice di sogni

di FrancescaT. Letto 530 volte. Dallo scaffale Fiabe

Era sorto il sole da poche ore, la brezza mattutina dei primi di novembre era più gelida che mai. Le persone cominciavano ad uscire dalle loro ...

Era sorto il sole da poche ore, la brezza mattutina dei primi di novembre era più gelida che mai. Le persone cominciavano ad uscire dalle loro abitazioni, tremando dal freddo e stringendosi nei loro cappotti, appena tirati fuori dagli armadi. Le mamme stringevano le manine fredde dei loro bambini, avvolti in lunghe sciarpe e pesanti maglioni, per riuscire a sfuggire dalla prima influenza della stagione. La brina ricopriva i campi ormai incolti, creando distese luccicanti ed eteree. Gli alberi, già spogli delle loro belle foglie, muovevano i rami sul ritmo del vento. Le foglie cadute, formavano tappeti di colori autunnali, che scricchiolavano sotto i passi frettolosi degli adulti, e sotto i saltelli giocosi dei bambini. Il sole splendeva, freddo e distante, attraverso le montagne, facendo capolino nella valle senza fretta, per sciogliere un po' il cuore gelido del mattino.
Le campane rintoccavano, sovrapponendosi e cercando l'armonia. Le due vallate erano sincronizzate, come le vite delle persone che vi abitavano. Il suono riecheggiava, diffondendosi nelle case e nelle menti assorte della gente. La fretta si dissipava per lasciare spazio alla meraviglia: era questo il potere delle campane.
Una delle vite del paese era di Ania, una ragazza il cui unico compito era quello di ascoltare il mondo da lontano. Non era che un'ombra, che sapeva i segreti più nascosti di ogni abitante del paese, e di cui nessuno aveva mai sentito parlare.
La sua non era una vita facile: non aveva pensieri propri ma faceva da cassetto per tutti quelli degli altri, che spesso erano brutti e la facevano soffrire. A volte era così tanto triste che l'unico modo che aveva per cancellare dalla sua testa i mille problemi che la affliggevano, era quello di scrivere. Scriveva tanto: sui fogli che la gente gettava per terra, sulla carta delle caramelle che i bambini avevano appena scartato, sulle foglie che ricoprivano di colori l'asfalto grigio, sui muri non più bianchi delle case, e a volte sulle persone. Si, perché lei per scrivere non si serviva di inchiostro o di matite. Usava l'indelebilità delle emozioni che tutti i pensieri le trasmettevano, e lei le rilasciava con maestria su quello che incontrava.
Faceva disegni meravigliosi, in grado di incantare e ammaliare l'ospite, ma che in fretta potevano farlo soffrire come poche altre cose al mondo. Erano come tele di ragno, opere d'arte che ti attiravano e poi ti imprigionavano senza la possibilità di liberarti: il ragno era lì, pronto.
Questi disegni erano unici, diversi per ogni uomo, per ogni essere. Potevano assomigliarsi, potevano avere sfumature o contorni quasi identici, ma per ognuno rappresentavano solo delle bellissime trappole.
Erano sogni. Ania era la tessitrice di sogni.


Commenti

pubblicato il martedì 12 aprile 2016
jade14, ha scritto: Davvero molto bello, soprattutto per quanto riguarda le descrizioni!

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