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lavoro pubblicato lunedì 11 aprile 2016
ultima lettura sabato 5 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'Estate Della Prima Superiore

di jade14. Letto 442 volte. Dallo scaffale Storia

 CAPITOLO 2Sono le 9.30 della mattina. E'ora di alzarsi o meglio è ora di sgattaiolare dal letto. La via è libera. A dire il vero è da un po' che sono sveglia e continuavo a rigirarmi sul letto pensando a mille cose. Come tutt...

CAPITOLO 2

Sono le 9.30 della mattina. E'ora di alzarsi o meglio è ora di sgattaiolare dal letto. La via è libera. A dire il vero è da un po' che sono sveglia e continuavo a rigirarmi sul letto pensando a mille cose. Come tutte le mattine la giornata inizia e trascorre allo stesso modo fino alle 11.30, ora in cui io e mia sorella andiamo dal nonno. Lui è l'unico nonno che mi è rimasto. Ha 81 anni e spero che si mantenga così, in ottima forma. Lui è speciale. Molti ragazzi non si accorgono che i nonni sono delle persone fantastiche che quando si è piccoli ti viziano e quando cresci continuano a farlo perchè quando ti vedono felice anche loro lo sono. Quando a poco a poco cominciano a mancare uno ad uno, ti rendi conto di non essere stato il nipote perfetto, che ogni attimo passato a litigare o farli arrabbiare era tutto tempo sprecato perchè quando non ci sono più tutto questo tempo non può essere ripreso. Ad essere sincera anche io ho commesso questo errore ma solo ora me ne rendo conto. Il nonno paterno non l'ho conosciuto perchè è morto prima che io nascessi ma mi avrebbe fatto piacere conoscerlo! Comunque, nonno Paolo cucina ottimi pranzetti che mi deliziano nel periodo sia estivo che scolastico. Sono le 14:30 e non ho voglia di fare i compiti. Anche se sono in vacanza quando apro un libro di scuola e provo a ripassare mi succede sempre la stessa cosa, come nel periodo scolastico: dopo pochi minuti mi incanto. Non ricordo bene chi sia stato a riferirmi che quando si ci incanta è perchè il cervello ha bisogno di riposo. Io evidentemente ne ho molto bisogno dato che mi incanto spesso. Sinceramente incantarmi mi piace! Non so definire bene il motivo ma quell'arco di secondi in cui sei disconnesso da tutto e da tutti è emozionante. Si è come sognare ad occhi aperti. (sono anni che mi chiedo come si faccia a sognare ad occhi aperti e solo ora mi rendo conto che io lo faccio sempre...meglio lasciare perdere :o (faccina che esprime questo pensiero "sono proprio stupida") (spero di riuscire a chiudere tutte le parentesi che ho aperto!)) Non ricordo molto bene quali sono i "sogni" che faccio ad occhi aperti perchè ogni volta cambiano genere. Ciò che mi stupisce di più di questa azione è che:

A- non sei tu a deciderlo ma lo fai involontariamente

B- tutto questo meccanismo nasce da una stupidaggine o comunque da qualcosa comune che in quella frazione di secondo ti stupisce. Come per esempio una colomba che si schianta sul vetro della veranda (fatto realmente accaduto.)

Poi dopo aver osservato con pupille dilatate il fatto, cominci ad osservare un punto fisso e immaginarti cose assurde. Il momento in cui ti passano davanti agli occhi una mano o ti schioccano le dita, ti risvegli. Ritorni in te. Questo momento mi piace perchè poi mi sento rilassata come se avessi fatto una bella dormita.

Ovviamente anche adesso mi ero incantata, questa volta però è perchè ho notato dei nuovi fiori sul terrazzo dei vicini.

A dire il vero quest' anno ho meno compiti delle medie. E' il primo anno di superiori e non è andato molto male. Pensavo peggio, soprattutto perchè quello delle medie non è stato bello per niente. Ogni volta piangevo per delle interrogazioni o avevo paura di qualche professore che con i voti non mi aiutava per niente. Tutte cose che adesso sembrano cavolate ma che quando avevo 11/12 anni mi hanno fatto passare un anno terribile. Questo per me è stato un cambiamento molto grande. Non tutti hanno reagito come me ovviamente: alcuni meglio,alcuni peggio. La seconda media invece non è stata particolarmente difficile e la terza ancora meno. Il problema dell'ultimo anno sono gli esami, altra prova da superale. "prova" sia nel senso letterale dal significato di "test" "verifica" ma sia dal significato morale cioè qualcosa che ti si presenta come ostacolo e che devi superare per crescere. Io ce l'ho fatta meritandomi un otto anche se i miei insegnanti non sono stati del tutto felici perchè credono che io meriti molto di più, a me sinceramente va benissimo così. Gli esami non sono particolarmente difficili, ciò che li rende tali è la paura che hai di non riuscirci essendo una cosa nuova. Un consiglio che do è quello di respirare, non pensarci e affrontare una prova per volta. I professori durante l'anno instaurano nei ragazzi molta paura ma lo fanno per farci impegnare. Una volta superati ci si sente liberi e si cresce ogni volta di più ma soprattutto non si hanno compiti per le vacanzee! Questo primo anno delle superiori mi è abbastanza piaciuto. All'inizio non conoscevo nessuno e mi sentivo isolata. Come ogni primo giorno di scuola non sai cosa fare o con chi andare soprattutto se hai appena cambiato scuola. Fortunatamente ho fatto subito amicizia con Elena, una ragazza simpaticissima che abita vicino a me. Abbiamo quasi lo stesso carattere anche se a dire il vero non è l'amica perfetta. Ci siamo subito messe in banco assieme e continuavamo a guardarci intorno commentando le altre ragazze, una diversa dall'altra. Ogni tanto ci giravamo per chiacchierare e fare amicizia con le compagne sedute nei banchi successivamente dietro ai nostri. Quando ho fatto lo stage in questa scuola, non mi era apparsa un gran che invece ora mi sento particolarmente felice di aver fatto questa scelta. Ogni giorno che passava e più io e Elena eravamo sempre più amiche, divertendoci, scherzando e studiando insieme. Se non ricordo male non ho mai litigato con lei fino adesso, forse perchè molte volte tenevo tutto dentro. Non so se vi sia mai capitato ma ci sono persone che a volte ti ispirano a dargli un pugno e gonfiarle di parole, poi però ti limiti a guardarle male e andartene forse per rispetto delle tue mani. Le altre mie compagne si dividono in due gruppi: il gruppo delle "gne gne" (le definisco così perchè ogni volta che chiedi loro qualcosa come per esempio fare un gioco, hanno mille scuse per non farlo "ops ho il parrucchiere" oppure "no, mi si rompono le unghie appena fatte" oppure "sei pazza? fa caldo" insomma delle femminucce vere e proprie) e il gruppo delle "simili" (non sono uguali perchè hanno sempre qualcosa di diverso da te e a volte si rendono antipatiche). Elena invece è come me. Abbiamo passato molti pomeriggi insieme a fare cavolate (esempio inseguire un topo) e a studiare per qualche interrogazione o verifica. Non mancavano mai le risate! Ora che è estate ci sentiamo meno, ma non ci siamo perse ancora di vista. Con lei ho passato un bellissimo ultimo giorno di scuola: la mattina con la classe dovevamo andare in una specie di palestra per assistere a varie ragazze che si esibivano tirando fuori i loro migliori talenti. Dopo due ore di danza eravamo morte. Molti nostri compagni hanno bruciato (verbo che si usa per indicare il "non andare a scuola e i genitori non lo sanno"), noi invece no. Erano le 11:00 quando abbiamo deciso di andarcene dato che si poteva. Mio papà ci ha accompagnate a casa per rinfrescarci e poi ci siamo ritrovate in una piazza qua vicino per andare insieme a comprare un trancio di pizza e andarcelo a mangiare in un parco vicino alla pizzeria. Per nostra sfortuna però era chiusa e così siamo andate in un supermercato. Eravamo in cassa e abbiamo visto un barattolo di nutella, è bastato uno sguardo e una mossa per averlo già in mano. Abbiamo subito riso. Arrivate al parco siamo salite sulle giostrine all'ombra (ci saranno stati 60 gradi oppure 30 ma stavo morendo di caldo.) Arrivate le 13:30 é arrivata una mandria di ragazzi (tutti i 2000, 2001, 2002 delle medie compresa mia sorella) che si sono fiondati su fontane e tutti i pozzi d'acqua esistenti in questo parco per bagnarsi a vicenda. Anche io ed Elena abbiamo partecipato a questa specie di battaglia e alla fine non ha vinto nessuno dato che eravamo tutti bagnati ma ci siamo divertiti da matti. E' stata una bellissima giornata.

Mi volto a guardare uno dei tanti orologi presenti in questa stanza. Sono le 16:15. E' tardissimo. Non so ancora se uscire o starmene a casa. Mando qualche messaggio per sentire se qualche mio amico o amica riesce a venire a fare un giro. Oggi nessuno esce..strano no..? (metto i puntini perchè non è affatto strano). Quest'estate non esco molto, mi divertivo di più in quella scorsa partendo dal fatto che sono stata 15 giorni al mare in campeggio con una mia amica...se si può chiamare amica.

Decido così di andare a fare un giro in bicicletta da sola, in un posto però che nessuno conosce o che comunque ci sono poche persone che conosco io. E' una piccola stradina che attraversa i pochi campi che sono rimasti e fiancheggia i colli, i colli più belli e misteriosi. Questa stradina è nata da poco per pedoni e biciclette. Guardo a destra e a sinistra per verificare se posso passare, così attraverso la strada e sorpasso lo steccato che delimita la stradina. Mi fermo un attimo per prendere le nuove cuffiette, le attacco al cellulare e digito una delle mie canzoni preferite. Blocco il telefono, lo metto in tasca e comincio a pedalare. Non fa molto caldo ed è nuvoloso. Questo primo tratto di strada è sassoso e non è ben fatto, così faccio un po' più fatica a pedalare. Arrivata alla parte asfaltata mi fermo a prendere fiato e a cambiare canzone. Ricomincio a pedalare. Mi piace moltissimo questa stradina perchè è deserta e ricolma di alberi. Serve per rilassarsi e riflettere allo stesso tempo. Dopo un quarto d'ora la stradina si interrompe e devo attraversare nuovamente la strada. Colgo questa occasione per cambiare la musica e bere alla fontanella vicino alla staccionata di legno. Questa seconda parte di strada la facevo sempre con Elena sui pattini. Ogni volta che sono da sola mi vengono in mente moltissimi pensieri sia belli che brutti. In questo momento si ferma di colpo la musica così prendo in mano il telefono e vedo che è mia mamma che mi sta chiamando, così rispondo. "pronto? Se sto facendo un giro?si sto facendo un giro. Dove sono? sono nella stradina che attraversa i colli. Con chi sono? da sola ovviamente Dovrei venire a casa? no non ho voglia e poi non saprei cosa fare. Devo proprio perchè sta per piovere? ok..arrivo"

Dopo aver subito il terzo grado (solito di mia mamma) scendo dalla bici e la giro così da essere più comoda per tornare a casa. Comincio a pedalare e sento qualche goccia che scivola sulla mia faccia. Comincio a pedalare più forte e l'acqua comincia ad aumentare sia di intensità che di quantità. Arrivo a casa bagnata ma appena in tempo per non essere travolta sia dal vento che dalla grandine. Saluto con un "ciao" rivolto a tutti e comincio ad avvicinarmi ad ognuno di loro (mia mamma e mia sorella) per curiosare e mettere il naso sulle cose che stanno facendo. Mi sto annoiando così decido di andare in salotto e guardarmi un po' di televisione anche se ultimamente non fanno un gran che. Sono le 20:00 ed è ora di cenare. A cena di solito mangiamo solo il primo o solo il secondo (sinceramente non so perché lo preciso ma ormai ho fatto.). La nostra cena non dura molto, o meglio non dura molto per me e per mia sorella. Questo accade perché molto spesso approfittiamo del fatto di aver finito di mangiare o dato che i nostri genitori parlano di argomenti non adatti ai minori di diciotto anni (Lo dico solo perché in realtà sono quei temi di cui non capisco niente o non mi interessa affatto come la politica.) per andarcene in punta di piedi e rintanarci in salotto per un po' di relax (anche se non abbiamo fatto niente durante tutto questo giorno). Dopo un'oretta di televisione, salgo al secondo piano verso la mia camera. In questo momento il mio letto è affiancato da quello di mia sorella. Di solito non è così. Dato che è estate e fa caldo il lato della mia stanza viene rinfrescato maggiormente dal condizionatore, cosa che non avviene nel lato di mia sorella. Così ne approfitta tutte le estati per affittare la mia metà-camera senza che nessuno glielo vieti. Ora Giorgia non è con me. A lei non piace stare da sola, preferisce messaggiare o guardare la televisione o dare fastidio a mia mamma che cerca di dormire. A me ogni tanto piace stare da sola non perchè odio il mondo ma soltanto perchè credo che a tutti ogni tanto piaccia stare un po' per conto loro, senza essere vittima di tanti giudizi, momenti in cui puoi essere te stesso senza avere paura che qualcuno possa distruggere i tuoi sogni, che non ci sia nessuno che ti illude e che invece poi ti faccia stare male. Mi riferisco a Federico in questo caso. Una volta noi due eravamo "fratelli" con la scusa invece di stare male per mia sorella si è allontanato da me come se niente fosse e mi ha detto addio. Sì poi è ritornato ma intanto ci sono rimasta male. Mi ha fatto pensare infatti che le persone sono così brave a recitare che quando ti dicono che vogliono bene tu ci credi, poi invece scopri che sono tante bugie messe assieme. Non mi riferisco solo a lui, ma a tutte quelle mie "amiche" che hanno avuto il coraggio di illudermi, usarmi per poi gettarmi via come se niente fosse, come se fossi un oggetto che in tasca pesa solo ormai. Sono seduta sul mio letto mentre faccio questi discorsi. Sono le nove della sera, mi sorprendo da sola di quanto possa essere ancora così brava. (no, non si chiama essere modesti.) Mi stendo, lascio fuori i piedi come è mia abitudine e rimango sveglia. Di solito per addormentarmi mi bastava pensare qualcosa di bello per sentirmi meglio, chiudere gli occhi e dormire. Ora non basta più. Non so se sia perchè sto crescendo o perché non ho più cose belle a cui pensare. In realtà ne avrei ancora ma sono soltanto ricordi. A molte persone fa male ricordare delle scene che sono piaciute o che comunque ti hanno fatto stare bene. Forse perchè io ho solo quelle, loro invece hanno direttamente le persone. I sogni sono strani. Non si sa per certo cosa siano: se sono solo frutto della nostra immaginazione, se si realizzano da soli o se sono un miscuglio di immagini vissute e modernizzate. Stranamente prendo sonno presto oggi (23:30).



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