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lavoro pubblicato domenica 10 aprile 2016
ultima lettura giovedì 22 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Barcellona aka Grecia

di PietroSaySomething. Letto 421 volte. Dallo scaffale Pensieri

Voglio specificare che tutti i miei post sono la trascrizione di pensieri che ho scritto in un mio diario. Pietro sono io, ma siete anche tutti voi. Come direbbero in Radiofreccia, quelli che anche a quest'ora non si lasciano stare. Buona lettura.

Due giorni fa sono tornato da Barcellona, ultima gita dell' ultimo anno di Liceo. Dire che il viaggio a Barça è stato bello quanto quello ad Atene, è, per me, il più grande complimento che si possa fare a una gita. Seriamente, dovrebbe ringraziarmi per queste parole.

Non è un caso che tutte le volte che scrivo, in un modo o nell'altro, ci siano dei riferimenti espliciti o meno alla Grecia. Da lì è partito tutto. Da lì la scrittura non è stata più un compito che mi veniva imposto e che mi riusciva bene. Da lì la scrittura è diventata una necessità. Da lì, più semplicemente, la mia vita è cambiata.

Se prima della Grecia, infatti, ero un ragazzino poco sicuro di sè e preso per il culo dai compagni di squadra, subito dopo sono diventato molto più sicuro di me stesso. Ad aiutarmi in questo cambiamento è stata l'amicizia con dei ragazzi più grandi, o per meglio dire, la decisione di allontarmi da tutte quelle persone che per interessi e modi di fare erano troppo lontani da me.

In quel momento sentivo che tutte le cose stavano andando bene e che niente sarebbe potuto andare meglio. E, infatti, non andò meglio. Andò peggio, molto peggio.

Aprile 2015. I miei due migliori amici A. e F. stanno litigando per una ragazza. È una cosa stranissima, perchè ci conosciamo da 12 anni e non abbiamo mai litigato.

È da poco morto mio nonno per un tumore ai polmoni. Non penso serva spiegare.

Mi sono appena lasciato con la ragazza che frequentavo da qualche mese. Non l'amore della mia vita, sia chiaro, ma è stato come aggiungere un pizzico di sale nella ferita di un reduce di guerra.

Ad Aprile 2015, però, c'è la gita. Potete capire le mie aspettative. La gita dell'anno precedente mi aveva cambiato la vita e quindi, trovandomi in un periodo del cazzo, riponevo tutte le mie speranze di risollevamente in quel viaggio ad Amsterdam. Nulla. Probabilmente una delle settimane più brutte della mia vita. Non vedevo l'ora di tornare a casa, mi sentivo fuori luogo, fuori tempo, su una lunghezza d'onda diversa da tutti gli altri che erano lì con me.

I mesi dopo devo ammettere che non furono per nulla facili. C'erano di mezzo le prospettive sul futuro per nulla delineate, una ragazza (non mancano mai) e tanti film mentali per i quali, onestamente, almeno una menzione agli Oscar la meritavo.

La mia vita è andata avanti così, senza acuti, un po' anonima. Poi siamo partiti per Barcellona.

Fin dall'inizio ho avuto le cosiddette 'good vibes'. Ero sicuro che quella, essendo l'ultima gita, dovesse essere speciale. E lo è stata.

Non voglio dilungarmi a raccontare nei dettagli come è andata. Mi limito solo a dire che ho conosciuto delle belle persone, che oltre all'apparenza hanno contenuto. E in un mondo in cui è più facile che vadano avanti sorrisoni senza idee rispetto a persone profonde, penso sia un grande complimento.

Se l'ultima sera, dell'ultima gita, dell'ultimo anno di Liceo mi sono commosso è perchè ho realizzato che la mia vita l'anno prossimo non sarà più la stessa, che i miei amici più stretti non saranno al mio fianco quotidianamente come negli ultimi 13 anni, che si chiuderà una grossa porta che ha scritto sopra adolescenza. È stata una settimana densa di emozioni, di risate, di pensieri, ma anche di nostalgia. Nostalgia per un bellissimo periodo della mia vita che non è ancora finito, ma che purtroppo è sul cammino del tramonto. E se anche adesso, mentre scrivo queste righe, sono commosso è perchè mi ritornano in mente tutte le cazzate, tutte le risate, tutti i momenti brutti e belli che hanno reso questi anni speciali. E sono stati speciali grazie a tutte quelle persone che ci sono sempre state e che spero ci saranno sempre (F. e A.), a tutte quelle che ultimamente non ci sono più ma che avranno sempre posto nel mio cuore (E.), a tutte quelle che mi hanno aiutato in un momento difficile (T., F., e A.) a tutte quelle che mi hanno fatto sempre ridere (F. e F.), a tutte quelle che hanno reso la gita a Barcellona speciale (L., T., F., C. e A.).

Voglio, quindi, chiudere con una frase sull'amicizia. Perchè una vita senza amici non vale la pena di essere vissuta.

"È un follia odiare tutte le rose perchè una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perchè uno non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perchè uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perchè una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perchè uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perchè qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un'altra opportunità, un'altra amicizia, un altro amore, una nuova forza.

Per ogni fine c’è un nuovo inizio."

(Il piccolo principe)



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