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lavoro pubblicato domenica 10 aprile 2016
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

KIM

di isamstorm. Letto 348 volte. Dallo scaffale Fantasia

Sam,si sono io, pronta per intraprendere quella che definisco un’avventura! Un’avventura che ho deciso di percorrere per mettermi in gioco e trasmettere un po’ la mia passione! Ho deciso di scrivere una prima bozza di libro riguardante il genere fantasy,u..

CAPITOLO PRIMO

Si svegliò distrutta. Aveva dormito malissimo ma senza saperne il motivo,fatto sta che come al solito era in ritardo. Eppure il giorno prima si era comprata una di quelle sveglie con la suoneria dell’allarme antincendio, con tanto di pendagli attaccati all’estremità della sveglia,ma anche questo tentivo risultò vano. Di fretta si vestì e uscì per prendere l’autobus.Ad aspettarla davanti scuola c’era la sua migliore amica Nancy, che la guardò con fare minaccioso. Kim stranita le chiese quale fosse il problema e Nancy strizzando gli occhi rispose:” Stai scherzando vero Kim? E’ tutta la notte che mi chiami al telefono di casa,e quando io ti rispondevo tu mi richiudevi il telefono in faccia”.Kim basita da ciò che aveva appena sentito, cercò di replicare, ma fu interrotta dal suono della campanella. Durante tutta la giornata Kim si sentì strana,e continuava ad avere un continuo e perenne mal di testa.Non riuscì neanche a chiarire la situazione con Nancy. Dopo aver aspettato per circa mezz’ora alla fermata dell’autobus,decise di andare a piedi e per arrivare prima. Prese quindi, una scorciatoia che passava per un piccolo boschetto. La testa le girava e il battito continuava ad aumentarle sempre più. Così senza forze,svenne.Si risvegliò solo quando ormai la notte era calata .Spaventata,prese il cellulare che aveva in tasca e compose il numero di sua madre,in quell’istante però non fece neanche in tempo a chinarsi che vide arrivare verso di lei un enorme lupo nero dagli occhi bianchi. In pochi secondi le graffiò il braccio procurandole una ferita profonda. Dal forte dolore cadde a terra,priva di sensi, prima di poter compiere qualsiasi tipo di azione. Poco dopo si risvegliò in una piccola stanza dalle pareti spoglie con pochi mobili e una scrivania.Decise di alzarsi ma immediatamente fu bloccata dall’arrivo di un ragazzo poco più grande di lei accompagnato da un signore più anziano. “Aspetta ad alzarti, devi stare a riposo” disse il ragazzo. “Come ti chiami?” continuò. “Kim” rispose lei spaesata. ” Ciao Kim, io sono Jake e lui è mio padre Joe,non so se ti ricordi quello che è successo stanotte,e purtroppo è difficile da spiegare,ma ora non è il momento più adatto per farlo.Stai tranquilla non ti vogliamo fare del male,anzi vogliamo aiutarti” Kim mentre ascoltava il ragazzo, cercava con gli occhi il suo cellulare. Allora Jake capendo a cosa Kim stesse pensando le disse che l’avevano preso loro per precauzione. ” Per precauzione?” si domandò Kim stranita. Joe intervenne spiegandole che non poteva più contattare i suoi genitori o amici.Nessuno.Perchè li avrebbe solo messi in pericolo. Aveva l’unica possibilità di chiamarli per poter dire di stare bene ma che non sarebbe più tornata. Kim continuava a non capire ma non aveva paura,si sentiva bene in quel luogo,come se ci fosse già stata. Jake interruppe i suoi pensieri raccontandole nei particolari la vicenda accaduta la notte. Kim li ringraziò per averla salvata ma continuava a pensare a sua madre e a Nancy. Così chiamò sua madre e le disse quello che Joe le aveva spiegato in precedenza.Triste e rassegnata spense il cellulare e in quel preciso istante si vide riflessa nello schermo.Rimase basita.Senza parole.Il respiro le si fermò per qualche secondo. Li vide.Vide i suoi occhi.Erano gialli.



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