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lavoro pubblicato sabato 9 aprile 2016
ultima lettura mercoledì 20 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Una vita a Roma pt3 - L'esperimento

di Truth714. Letto 425 volte. Dallo scaffale Fantascienza

La nostra protagonista va avanti nel suo intento con l'aiuto del professore giovane, bello e misterioso. Riuscirà Lucrezia a trovare ciò che cerca?....

Sono giorni che lavoro con il professore e non ne caviamo fuori niente. Mi sorprende che si stia impegnando così tanto in un progetto che non gli compete.
All'inizio pensavo solo che fosse uno svitato, ma ora che lo sto conoscendo meglio mi sembra una persona intelligente.


- Che c'è? - mi chiede alzando lo sguardo dal computer.
- Niente, niente... - abbasso lo sguardo il mio pc. Lo stavo davvero fissando??
- ... è solo che... - rialzo lo sguardo verso di lui - ...dopo tanti giorni di fallimenti ... non riesco a capire perché non ti arrendi e mi rimandi a casa -
È perplesso, glielo si legge in faccia. Non si aspettava una domanda così.
- Beh...perché...non sarei un vero scienziato se mi fermassi al primo ostacolo no? - Mi fa l'occhiolino e si rimette a scrivere algoritmi sul suo pc.
Dopo qualche ora esclama - Forse ho capito come fare! -
Ottimo! Prendo gli occhiali e sto per mettermeli quando con la mano mi ferma.
- Che fai!? - esclama quasi preoccupato
- Non hai detto che avevi capito come fare? -
- Ho detto FORSE -
- FORSE dovremmo sperimentare no? -
- Esatto Sherlock, ho capito come andare ma per il ritorno come facciamo?? -
Caspita non ci avevo pensato. Appoggio l'oculus e mi butto sulla sedia.
- Che hai? - mi chiede il prof come se gli importasse davvero.
- Davvero me lo stai chiedendo?? Pensavo fossi abbastanza intelligente da capirlo da solo! È una settimana che non vado a scuola, mia madre si sta preoccupando perché non sto migliorando, il mio quaderno è ancora a Roma e tu mi chiedi cos'ho??? UN ESAURIMETO ECCO COS'HO! -
- Va bene calmati, tranquilla - Mi dice alzando il braccio e appoggiandolo sulla mia spalla.
Mi siedo.
- Ascolta, non sono molto contento di farlo però dobbiamo fare un tentativo. Ho settato un timer -
Lo guardo confusa non so di cosa parla.
- Vuoi fare una torta? - chiedo-
Ride, ma la mia non era una battuta, sono confusa davvero.
- Perdonami non mi sono espresso bene: l'unico modo per cominciare a studiare un meccanismo per farti tornare nel presente quando vuoi è farlo mentre sei nel passato, ma per garantirci il tuo ritorno ho settato un timer. Quindi: se riesco a scoprire come fare ti riporto indietro io, altrimenti allo scadere del tempo torneresti comunque indietro e ritenteremmo un altro giorno -
- È fantastico. Quanto tempo ho? -
- Un'ora - dice con sguardo preoccupato
- Perché sei preoccupato? - chiedo
- Preoccupato io? Perché dovrei esserlo?? -
- Forse perché ti interesso - insinuo con aria maliziosa.
- Fa la seria per un momento, dai vatti a preparare -
Mi vado a vestire. Sono un po' delusa, onestamente avevo pensato che il professorino avesse sviluppato un qualche interesse per me dato che non mi ha nemmeno chiesto soldi per aiutarmi.


Torno in sala vestita da romana. Normalmente questo non lo facciamo a scuola, ma visto che non mi trovo a scuola non so che aspettarmi. Quindi con l'aiuto di mia nonna ho confezionato questo abito da cittadina romana.
Quando rientro nello studio del professore noto che non mi stacca gli occhi di dosso.
- Beh? Che hai da guardare doc? - chiedo divertita
- Niente...è solo che...sei... - si schiarisce la voce - sembri uscita da una parata di carnevale -
Ammetto che ci sono rimasta male, mi aspettavo un complimento, ma non mi deprimo. Non sia mai che pensi che mi piace.
- Ha ha ha che simpatico. Dai che devo fare -
- Come sei abituata: metti l'oculus, il braccialetto e prendi questo - mi allunga un piccolo palmare nero.
- Cos'è ? -
- Quello che vedi è un piccolo palmare connesso al mio computer. Ci servirà per comunicare tra di noi. È dotato anche di una fotocamera per scattare foto importanti. Niente selfie! -
- Capito -
- Bene. Mettiti là su quella pedana -
- Ciao prof -
- Alessio ...chiamami Alessio per favore -
- Ciao Alessio -

È buio. Mi sento cadere nel vuoto. Questo con le simulazioni non succedeva. Mi passa tuta la vita davanti. All'improvviso sento l'impatto contro il suolo. È sabbia, mi ritrovo in una riva. Qualche metro più giù ci sono dei pescatori che non sembrano essersi accorti di me.
Mi alzo mi ricompongo e me ne vado, sarò a Roma? La rimposta la trovo qualche metro più avanti quando mi ritrovo davanti il Colosseo. Magnifico, imponente ed intero!
Fuori, appoggiato ad un muro c'è un anziano che mi guarda come se fossi un'aliena. Il suo sguardo è familiare ma non so chi possa essere. Mi viene incontro. Mi tocca il viso, i capelli. Dopo avermi studiata a fondo indietreggia e sussurra: - sei tu!-
- Mi scusi? - chiedo in latino
- Si sei proprio tu! Sei uguale a quel giorno al mercato, per gli dei quanto correvi veloce! -
- Tu sei il ragazzo del mercato - grano gli occhi. Sono arrivata nell'anno sbagliato
- È una vita che ti aspetto! Vieni con me ho una cosa per te -
Camminiamo per un po' in silenzio. Penso sia per l'imbarazzo, chissà cosa starà pensando in questo momento.
Arriviamo ad una biga con due bellissimi cavalli neri. Saliamo. I cavalli partono e io quasi cado. Caspita nei film sembrava più facile.
- Reggiti! - dice il vecchio
Dopo qualche minuto arriviamo in una vecchia domus immersa nel verde. Ad accoglierci uno schiavo proveniente dal nord Africa nero come la pece. Prende la biga e la porta nella stalla.
I muri della domus hanno qualche crepa qua e là e sono un po' trascurati.
- Ti chiedo scusa per l'aspetto della mia casa, ma non ho mai voluto sposarmi, non ho avuto prole. Sono rimasto solo e alla mia morte la mia casa andrà comunque in rovina quindi non me ne preoccupo. Con i miei soldi libererò i miei fedeli servitori che dopo tanti anni se lo sono meritato.
Interessante, pensavo che i patrizi romani tenessero molto alla ricchezza e all'apparenza.
L'impluvium all'interno però è integro. Si vede che riparano l'indispensabile.
Entriamo in una cubicola che sembra essere lo studio dell'anziano. Si avvicina alla scrivania, apre un cassetto ed estrae un pacco.
Si avvicina e me lo porge
- L'ho conservato per ben 40 anni nella speranza di restituirtelo se mai ti avessi ritrovata.
Sciolgo il laccio, il panno che ricopre l'oggetto si dispiega ed eccoli lí. Il mio quaderno.
- O mio dio grazie mille - Mi getto al suo collo - Non sai quanto sono stata in pena per lui -
- Deve essere importante -
- Lo è infatti -
- Bene ora mi devi una bella spiegazione signorina, sei una fattucchiera? -
- Veramente non so quello che sono, fino a qualche giorno fa ero una liceale ed ora a quanto pare viaggio nel te... viaggio -
- Te?? Tempo? Interessante! Senti fammi un favore. Puoi tornare a quando ero giovane? Diciamo a quando ci siamo incontrati
- Non credo di poterlo fare, vedi sto ancora imparando
- Ah che peccato, mi sarebbe piaciuto conoscerti meglio quando ero giovane.
- Come mai? - chiedo incuriosita
- Quel giorno al mercato quando sei corsa via avrai perso il quaderno, ma ti sei presa il mio cuore - prende la mia mano e la appoggia sul suo petto.

Poi all'improvviso, il buio.



Commenti

pubblicato il domenica 10 aprile 2016
Bule, ha scritto: Tempismo perfetto! ;)

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