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lavoro pubblicato venerdì 8 aprile 2016
ultima lettura domenica 10 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Credere Nei Sogni

di jade14. Letto 430 volte. Dallo scaffale Sogni

Esisteva non molto fa un bambino con capelli color oro, occhi azzurri e la pelle chiarissima. Il bambino venne rinchiuso sin dalla nascita in una torre molto alta, sulla cima della montagna più imponente della città. Il bambino era t...

Esisteva non molto fa un bambino con capelli color oro, occhi azzurri e la pelle chiarissima. Il bambino venne rinchiuso sin dalla nascita in una torre molto alta, sulla cima della montagna più imponente della città. Il bambino era talmente elevato verso il cielo che, quando apriva la sua unica finestra, vedeva soltanto dei soffici pezzi di cotone che cambiavano colore a seconda che il cielo fosse sereno, se stesse piovendo, se fosse l'alba o il tramonto. Questi erano chiamati "nuvole" dai comuni cittadini che abitavano la città, ma il bambino non lo poteva sapere perché non aveva mai frequentato la scuola, o un gruppo di amici e non aveva mai parlato con nessuno, tranne che con il suo piccolo animaletto. Era un rarissimo scoiattolo di color bianco, con un folto pelo e una riga nera che dalla fronte gli attraversava tutta la schiena ed arrivava alla fine della sua lunga coda.

Il bambino passava tutti i giorni ad osservare i pezzi di cotone e a parlare con il suo piccolo amico a cui confidava tutti i suoi segreti. "Immagina se potessimo evadere da questa insignificante torre, se potessimo diventare famosi, importanti. Immagina se riuscissimo a scoprire cosa nascondono questi pezzi di cotone che ci circondano. Immagina se potessimo fare un viaggio." Lo scoiattolo non poteva rispondere a parole, ma cercava di comunicare tutto ciò che provava con i suoi occhi marroni e con le sue pupille nere dilatate. Erano i suoi più grandi sogni, ma dovette crescere fino a diventare un ragazzo di sedici anni senza poter vederli avverare. Crescendo aveva trovato nascosti da qualche parte dei libri che parlavano dei grandi viaggi, delle grande scoperte, delle imprese più importanti e mentre sfogliava ogni pagina strofinandola con le dita per sentirne la ruvidità, sognava e immaginava di esserne il protagonista ritrovandosi a piangere sul suo letto perché nulla di tutto ciò poteva realmente accadere. Il piccolo scoiattolo non riusciva più a sopportare la malinconia nera che emanavano i giorni della vita del suo amico ed ogni sua lacrima era come se il suo cuore si fermasse per un secondo.

Così un giorno, proprio come nelle favole, il piccolo amico uscì dalla finestra e cominciò a scendere cercando di correre più veloce possibile sul lato della torre con le sue piccole zampe. Superate le nuvole e percorso un altro tratto di strada, l'animaletto si ritrovò in un prato verdissimo e fresco, ricolmo di fiori di tutti i tipi e di tutti i colori. Rimase con gli occhi sgranati per un lasso di tempo quasi eterno, incantato dalla bellezza della natura. Il sole illuminava le piccole goccioline che erano appoggiate sull'estremità di ogni filo d'erba. Essa veniva chiamata "rugiada", ma poco importava in quel momento. Continuando a zampettare di qua e di là ammirando i segreti che lo circondavano, lo scoiattolo arrivò presso la riva di un laghetto. L'acqua era limpida e si poteva benissimo vederne il fondo che diventava sempre più profondo man mano che si andava al centro del lago. Rimase a fissarlo per un pezzo, fino a quando notò una cosa brillare. Si avvicinò un po' impaurito. Era un sasso color porpora con tanti brillantini attaccati sulla superficie. Lo afferrò con la sua bocca e rifece il percorso verso la torre. Nel frattempo il ragazzo lo stava cercando da tutte le parti credendo che persino il suo migliore amico lo avesse abbandonato. Invece lo vide spuntare dalla finestra e lo prese con le mani appoggiandolo sul tappeto. Ansimava. La sua pancia andava su e giù ed il suo battito era accelerato. Il ragazzo prese il sasso e cominciò ad osservarlo. Quando lo alzò e fu trapassato da un raggio solare, comparve una figura. Era una signora con i capelli lunghi che gli lasciò un paio di ali bianche ed enormi sul pavimento, poi scomparve. I due amici non ne capivano il motivo e rimasero tutta la notte a fissarle ed ogni tanto a guardarsi negli occhi. Quando il sole comparve annunciando il nuovo giorno il ragazzo si alzò in piedi. "Ho capito. E' il nostro momento, possiamo volare dove vogliamo! Il mio sogno si potrà avverare finalmente!"

Così la stessa notte il ragazzo indossò le ali che come per magia si attaccarono alla sua schiena. Con una forte spinta uscì dalla torre mentre lo scoiattolo gli stava in tasca. Sbatteva le ali come se fossero sue da sempre. Arrivò nella città che tanto desiderava di visitare, illuminata da qualche luce che usciva magicamente da un palo. Qui le case non erano alte come la sua ed erano tutte colorate. Era sempre più curioso, così si avvicinò ad una di esse. Vi erano due genitori che discutevano a tavola, i loro sguardi erano pieni d'ira e di odio mentre il loro piccolo bambino piangeva e gettava il suo cibo per terra. Si avvicinò ad un'altra e vide dei signori che toccavano i loro bicchieri ricolmi di liquido rosso, felici, con i baffi ancora ricolmi di briciole. Il ragazzo era felice di aver trovato persone che stavano bene assieme. Poi però discostandosi un pochino vide dei bambini seduti davanti alla casa, tristi, tremanti e cosi si chiese come mai in una città si lasciasse che delle persone innocenti come loro potessero essere infelici. Le seguenti case che visitò erano ricolme di egoismo, persone che litigavano, ragazzi che contavano pezzi di carta con occhi illuminati, persone che non sapevano cosa stessero facendo, come se fossero sotto un incantesimo. Aveva passato sedici anni della sua vita sognando di poter vedere la sua città e di poter diventare importante per tutte quelle persone che ora già non poteva sopportare. Sbattendo forte le ali, si innalzò fino ad avere un panorama di tutto quell'insieme di persone morte dentro, che non sapevano cosa volesse dire vivere, ma sapevano che quei pezzi di cotone in realtà erano nuvole. Nessuno sognava più e soprattutto nessuno più credeva nei sogni. Persino ai bambini veniva insegnato che quando sognavano di mangiare una barretta di cioccolato con babbo natale in realtà non poteva mai accadere. Cominciò a volare verso la sua torre con l'intenzione di non uscire mai più.

Vide però vicino ad un albero una luce, cosi si avvicinò. In realtà era una candela che teneva in mano una ragazza con i capelli rossi lunghissimi che si muovevano al vento ed aveva occhi verdi che brillavano e che lo fissavano. Lui le chiese come si chiamava ma la ragazza disse che non lo sapeva, che aveva sognato di diventare una persona diversa, accolta da tutti e non respinta per ciò che era. Il ragazzo le spiegò la sua avventura e le disse che in verità non bisogna sperare di essere qualcun altro, ma accettarsi per come si è, perchè solo così saremo davvero felici. Le persone che abitavano quella città avevano avuto lo stesso sogno ed ora erano pezzi di pietra con un cuore di marmo ed assetati di potere. Le disse che l'importante è credere nei sogni ed anche nella magia, nella magia della nostra immaginazione. Essere importanti per delle persone a cui interessano solo i beni concreti e che non provano emozioni, non poteva essere un successo. Cosi il ragazzo la abbracciò e con le sue imponenti ali la accompagnò sulla sua torre. Aveva capito che l'importante non era essere famosi o intraprendere lunghi viaggi, ma essere importanti per una persona che ricambia e che ti starà accanto per tutto il resto della tua vita, facendo viaggi fantastici anche solo accarezzandosi e stringendosi le mani. Ancora oggi i due ragazzi sono rinchiusi in quella torre a vivere i loro sogni ed a viaggiare pur rimanendo fermi. Ora sta a voi crederci o meno, io ci ho creduto.



Commenti

pubblicato il martedì 7 giugno 2016
Reinerart, ha scritto: Testo coinvolgente di luce considerazione sui sogni dei piccoli Così diversi dai sogni degli adulti. Constatò una grande capacità di espressione nel saper narrare La vita. Bravissima
pubblicato il martedì 7 giugno 2016
jade14, ha scritto: Sempre gentile, grazie!

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