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lavoro pubblicato martedì 29 marzo 2016
ultima lettura martedì 19 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'Uovo Di Urano III

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 400 volte. Dallo scaffale Fantascienza

                         L’ UOVO  DÌ  URANOArrivò  Aprile all’improvviso  ed io  persi il mio lavoro in fabbrica   tutto ad un trat.........

L’ UOVO DÌ URANO


Arrivò Aprile all’improvviso ed io persi il mio lavoro in fabbrica tutto ad un tratto così quel giorno di mite primavera ritornavo a casa distrutto, quasi sconvolto, con pensieri neri
come corvi che cavano gli occhi dall’orbite a dei poveri cadaveri .
Svolto , senza pensare, lungo una strada stretta e per mia sfortuna vado a sbattere contro un camion enorme che trasporta macchine agricole , m’infilo quasi per intero sotto il ventre del gigantesco autotreno l’impatto e violento, perdo i sensi , vengo portato in ospedale ,rimango per mesi in terapia intensiva in stato di coma profondo .Non odo più voci , non distinguo i volti delle persone che mi siedono accanto ,un vuoto immane m’ingoia, mi trascina con se verso un altra dimensione. Durante una notte illuminata da una grande luna piena , lucente ,splendida nel buio della notte senza stelle , un oscurità che avvolge l’intera città addormentata nel fondo valle , con i monti attorno ancora innevati ,dalla mia stanza piccola ,maleodorante dove disteso sul letto perdura il mio profondo sonno,
in un perenne stato vegetativo , in quel dormiveglia farmacologico
una forza sovraumana si è impossessato di me e con essa ho viaggiato misteriosamente attraverso lo spazio ed il tempo per ritrovarmi
su uno sconosciuto pianeta ove ogni cosa sembra nascere ,rinascere
da sola in questo singolare sistema stellare. Una volta sveglio ho incominciato a pensare al pianeta da dove provenivo, la terra , minuscola, lontana anni luce. L’intravedo nei miei ricordi ,il caos ,
le macchine , le guerre, ricchezze immense possedute da sole poche persone, la grande miseria di molti altri. Ripercorro con la mia memoria la lunga storia umana , distrutta dallo spietato egoismo , un luogo
meraviglioso divorato da un odio fratricida.
Di notte, da qui dove mi trovo ,posso vedere rilucere immensi corpi celesti . Un grande freddo penetra dentro di me gela il mio corpo . Vorrei ritornare indietro, ma non sò come fare.
Sono solo ,nessun altro essere vivente , sembra
abitare questi luoghi . Oggi dopo lunghi mesi di permanenza
ho imparato a spiccare grandi balzi in avanti, grazie alla mia esile
corporatura e alla diversa legge di gravità del pianeta
da cui provengo. Continuamente provo a ricordare
ciò che ero , provo a ricostruire il mio passato ,la mia vita sulla terra.
Ho cercato di capire , lasciandomi andare in un lungo viaggio all’interno della mia coscienza per così meglio comprendere
da dove vengo, chi ero. Ho rammentato la mia città natale .
I miei amici d’un tempo, il mare celeste che si unisce con l’azzurro del cielo . Se riuscirò a sopravivere ho in mente di fondare una nuova civiltà , nuove generazioni d’esseri viventi meno cattivi
e vendicativi . Una civiltà ideale ove tutti possono vivere in armonia con gli altri. Questo pianeta è così grande ,la vegetazione
si trova per la maggior parte sulle alte montagne rocciose.
Per il resto è deserto o anfratti ove puoi scendere giù in gole profondissime ove entri nell’immenso e terribile sottosuolo alieno. Ho paura , ma vado avanti e non passa giorno in cui non scopra qualcosa di nuovo . L’altro giorno ho trovato una cava ove le parete erano d’oro massiccio e di platino. Con la forza delle braccia ho strappato alla roccia diversi chili d’oro .Una gran quantità lo conservato in una sacca, altro durante la salita ,causa il peso eccessivo ho dovuto buttarlo via .Scambierei volentieri tutto l’oro trovato con qualcosa di buono da mangiare . Mangio per la maggior parte dei frutti , trovati sugli alberi in montagna sono durissimi un po’ aspri, digeribili ma soprattutto mi rilassano assai e calmano inspiegabilmente i morsi della fame.
Per l’acqua, invece bisogna salire ancora più alto sui monti per dissetarsi
e fare scorte . Sono giorni che cammino in questo deserto di pietre minerarie. Sono stanco, mi sembra di vagare in un labirinto .
Che cosa c’è andando ancora avanti ?
Misteriosi luoghi in cui vivono delle forme intelligenti
di vita extraterrestre ?
Paradisi o inferni alieni ,deserti, luoghi ignoti e pericolosi ?
Un freddo vento incomincia a soffiare forte , la polvere finisce
per accecarmi e non vedere più dove metto i piedi .
Cado perdo i sensi , rimango lì per l’intera notte stellare
disteso per terra . La luce degli astri mi coglie ancora riverso
al suolo coperto dalla sabbia.
M’addormento vicino a una grande roccia dalla forma ovoidale. .
Quando apro gli occhi e provo ad alzarmi vado a sbattere
il muso proprio su quell’ enorme masso .
Faccio un balzo indietro non credo ai miei occhi incomincio
a domandarmi cosa è mai quella grossa cosa lì davanti a mè . Poi comprendo : non è possibile stento a crederci .
Urlo di gioia : Un uovo, grido ho trovato un uovo in questo
deserto pianeta . L’uovo l’origine stessa della vita primordiale cellula creatrice di ogni forma di vita primaria.
Ovoidale è la terra ,l’uomo è l’uovo sono dei sinonimi
sembrano avere a detto di alcuni cervelloni pari origini.
Meglio un uovo oggi ,che una gallina domani e via di seguito. L’uovo è una sorpresa , una soluzione ad ogni problema.
La scorza embrionale d’una nuova vita.
Dentro un uovo puoi trovare ogni cosa.
In un uovo c’è sempre qualcosa di nuovo.
Ricordo da piccolo nel rompere l’uovo regalatomi
da miei nonni nei giorni prossimi alla Santa Pasqua
vi trovai dentro un piccolo genio giocherellone che esaudì tutti i miei desideri infantili .
Ad un mio amico, stessa marca d’uovo un rabbino arrabbiato .
A scuola qualcuno trovo nel suo uovo dei buoni voti ,
altri gioie ,allegrie, vecchi amici , saggi e maghi come nel mio caso pronti a insegnarti tante cose importanti della vita.
Ora cresce in me la voglia di scoprire all’interno
di questo grosso uovo cosa mai ci sarà dentro?
Esseri mostruosi ,universi sconosciuti ,esseri di cui aver timore?
Non ho il coraggio di romperlo mi trema la mano ,ma debbo
farlo ora o mai più. Così tiro giù un poderoso colpo lo colpisco giusto al centro , aprendone una piccola falla .
Uno strano liquido incomincia ad uscire e improvvisamente
prendono vita , granchi enormi dalle chele terribili ,
si materializzano dal nulla . Provo a scappare via.
Un granchio gigante m’ afferra il piede , quasi mi è sopra
pronto a divorarmi quando un altro granchio corre sul dorso
del più grande e afferrandogli la minuscola testa
tra le chele lo divora lentamente ,per poi svanire sotto terra .
Terrorizzato non sapendo cosa fare provo a correre a fuggire
Inciampo, cado , tento d’alzarmi vedo dall’uovo rotto uscire
fuori strani animali preistorici , creature mitiche , Titani
Ciclopi , ecatonchiri , fiumi melmosi il mio tentativo
di fuggire via da lì fallisce, mi fermo a guardare sbalordito,
schiudere completamento quel grosso strano uovo trovato
per caso. Dopo aver visto uscire fuori un migliaio d’animali
una strana figura umana mi sembra di vedere .
Una deliziosa piccola fanciulla , nuda dai lunghi
capelli biondi simile ad una dea tremante , spaventata,
rannicchiata in se stessa . Farfugliando quasi balbettando
strane parole mi chiede d’essere aiutata .
Mi precipito ad aiutarla , la sollevo,cerco di riscaldarla
con il mio corpo. Avverto in lei un profondo orrore
per qualsiasi cosa che la circonda.
Ha dei grandi occhi ,simili all’ambra ,leggo in lei i suoi pensieri
le sue emozioni primitive , penso :ho finalmente una compagna qualcuno con cui parlare , provare dell’emozioni comuni.
Oggi sò che posso continuare a vivere , sperare, amare.
Sono passati dieci anni da quando trovai Gea in quell’ uovo
uscito fuori da chi sa dove .
Abbiamo generato insieme in pochi anni dodici figli di cui alcuni di forza e aspetto eccezionali dotati di misteriosi poteri sovraumani , provvisti di più braccia e gambe ,sulla terra
verrebbero considerati dei mostri .
Qui sono padroni di spazi infiniti e sconosciuti.
Possono vivere in pace lontani da ogni malvagità e iniquità.
Crescono a dismisura sono dei veri giganti
molto più alti di me di quattro volte.
Faccio fatica a tenerli a bada .
La madre li protegge e li cura , asseconda ogni loro capriccio.
Mi sono ritirato a vivere su un’alta montagna .
Tra i boschi , ricchi d’alberi bellissimi .
Medito molto, m’esercito a sviluppare i miei poteri .
Riesco ad alzare pesi enormi senza alcuno sforzo .
A mutare il corso degli eventi climatici con la volontà del mio pensiero. Ma continuo a provare dentro di me un profondo dolore, provo rancore verso i miei figli che non hanno apprezzato il mio amore verso di loro. Questo mi rattrista molto.
Gea non la vedo più da tempo, l’altro giorno mi sembrò d’aver visto Iperione aggirarsi nei paraggi della mia capanna di legno.
Ho provato a inseguirlo ,lo chiamato numerose volte
l’eco delle mie parole risuonava sordo tra i monti .
Così ho compreso d’essere rimasto di nuovo
solo ,senza alcuno che mi voglia veramente bene.
Solo di nuovo con me stesso e le mie paure insieme ai miei fantasmi , prigioniero per sempre in questo Eden su questo lontano pianeta disperso nella grande galassia d’alpha centauri.


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