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lavoro pubblicato domenica 27 marzo 2016
ultima lettura lunedì 18 novembre 2019

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Trasformazioni

di AgneseS. Letto 431 volte. Dallo scaffale Fantasia

Mi svegliai di soprassalto, erano già le dieci! Mi vestii con le prime cose che trovai (ovviamente nere, perché quella era una...

Mi svegliai di soprassalto, erano già le dieci! Mi vestii con le prime cose che trovai (ovviamente nere, perché quella era una regola che non andava mai trasgredita soprattutto perché il nero sfina e io ne avevo proprio bisogno!). Mi diressi verso il bagno, dove mi diedi una sistematina, mi pettinai i capelli, per così dire, e mi lavai i denti.

Scesi di sotto e mi feci una bella colazione a base di latte e cereali siccome faceva molto caldo, poi uscì.

In casa vivevo soprattutto da sola, anche se avevo solo sedici anni, perché la mia mamma, facendo l’hostess, era sempre via anche per più settimane di fila, a volte era molto bello perché per uscire non dovevo rendere conto a nessuno, però a volte la solitudine si faceva sentire; mio papà invece non l’ho mai conosciuto e la mamma non ne parlava mai e quando ne chiedevo si chiudeva sempre in se stessa.

Uscita di casa notai subito l’afa, era insopportabile; in fondo all’isolato vidi una ragazza, era Katerina, lo capii dai suoi capelli, che non so come erano sempre perfetti, neri e lisci come spaghetti; la carnagione scura contrastava molto con i suoi occhi azzurro chiaro ereditati da non si sa chi.

Ci salutammo e parlando delle tanto attese vacanze estive che finalmente erano arrivate ci incamminammo verso la casa dei due gemelli Toby ed Elena.

Vivevamo in un paesino sperduto nell’entroterra della Toscana, che, ogni estate, si svuotava e restavamo solo in una decina di famiglie; per alcuni versi era carino perché diventava tutto più tranquillo e silenzioso, ma per altri era molto inquietante.

Suonammo il campanello e dopo parecchi minuti, ci aprì un Toby spettinato e con ancora il pigiama addosso; dopo averci salutato ci fece cenno di entrare e sparì. Noi ci mettemmo subito a nostro agio perché ormai c’eravamo abituate, Toby ed Elena erano molto diversi, sia caratterialmente che fisicamente, uno fisicato, l’altra la tipica amante del divano, uno aperto e socievole l’altra più timida, e via dicendo… Però avevano una cosa in comune, adoravano dormire, e raramente si svegliavano puntualmente.

Dopo poco tempo arrivò Toby, sempre spettinato, ma con sneakers, pantaloni e una maglietta nera aderente, era molto sexy…. E come al solito arrossii, ma nessuno ci fece caso per loro era quasi un’abitudine, nel frattempo era arrivata anche Elena, con gli occhi assonnati, ma ben truccati e i suoi capelli irrimediabilmente arruffati.

Quando ebbero finito di fare la colazione, senza che nessuno dicesse niente ci dirigemmo verso il parco giochi, che ormai era la nostra meta preferita.



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