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lavoro pubblicato giovedì 24 marzo 2016
ultima lettura lunedì 26 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il silenzio

di Leonardo97. Letto 487 volte. Dallo scaffale Pensieri

Il silenzio è opprimente. Il silenzio è la mia paura più grande. L’indifferenza, l’anonimato, vivere sapendo che la mia vita non conta nulla per gli altri; questo è il terribile peso che grava sulle nostre coscie.....

Il silenzio è opprimente. Il silenzio è la mia paura più grande. L’indifferenza, l’anonimato, vivere sapendo che la mia vita non conta nulla per gli altri; questo è il terribile peso che grava sulle nostre coscienze. Sì perché la realtà è che noi non bastiamo mai a noi stessi; è proprio questa mancanza che ci porta ad avere bisogno degli altri. Un’attrazione che presto si tramuta in repulsione perché quanto più cerchiamo gli altri e tanto più sentiamo la necessità di allontanarcene, di liberarcene una buona volta per tutte. Questa dipendenza infatti non ci fa mai bene, ci logora e accresce un odio reciproco per il mondo: “Voi criticate me? Beh allora anche io critico voi!”.
Ma la realtà è che noi amiamo questa lotta perché non siamo capaci di stare in silenzio, il silenzio ci uccide, abbiamo bisogno di gridare, di tormentarci. Io devo far sapere al mondo che esisto, che ci sono anche io! Voglio avere un ruolo preminente, non voglio essere uno dei tanti perché io, ognuno di noi, non è mai “uno dei tanti”.
Così ci rifugiamo nelle convinzioni di essere speciali quando siamo rifiutati dalle persone, sì perché la consapevolezza che le nostre esistenze sono vuote, inutili e prive di senso è troppo da accettare per “normali” persone. Forse solo comprendere questo terribile destino può portarci a porre fine a questi tormenti. Ma tutto ciò è eccessivo per qualsiasi persona, perciò trovo supporto negli altri, nei loro pensieri, nei loro giudizi, sperando che mi accettino e mi sopportino nel mio silenzioso grido di aiuto.
D’un tratto però guardo gli altri e mi accorgo in realtà che ognuno di essi è esattamente come me: le stesse speranze e le stesse paure ci accomunano. E allora mi chiedo il perché di tante sofferenze se proviamo tutti le stesse identiche cose. E’ la paura del silenzio che ci opprime e non ci permette di mettere da parte il nostro egoismo, il nostro odio per poterci finalmente congiungerci con gli altri, con noi stessi.



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