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lavoro pubblicato domenica 20 marzo 2016
ultima lettura mercoledì 20 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Una vita a Roma pt1

di Truth714. Letto 402 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Dopo degli anni di completa assenza torno a raccontarvi questa storia fantastica che mi è venuta in mente guardando un documentario. Ho deciso di dividerlo in episodi in modo da potermi dilungare nel tempo. Spero vi piaccia :)........

Mi chiamo Lucrezia e vivo a Roma, frequento il liceo classico e come ogni adolescente odio andare a scuola.

Oggi abbiamo lezione di storia, stiamo studiando i romani. Diciamo che non è la mia lezione preferita, ma ciò che rende il tutto leggermente più sopportabile è la virtual-tech: un oculus che ci da in dotazione la scuola lungo tutto l'arco del liceo dove possiamo fare una vera esperienza 3D dell'antica Roma. È forte perché è come se tu tornassi indietro nel tempo: percorri le strade romane ricostruite, il mercato, le piazze, i fori, la gente che passa, il senato. È incredibile la tecnologia quanto si sia sviluppata. All'inizio questi oculus erano enormi e ti permettevano di vedere video come se stessi vivendo l'esperienza tu stesso, ora hanno le dimensioni di un paio d'occhiali normali e hanno un bracciale per ogni oculus con i nostri cip, dentro ci sono tutti i nostri dati e tutti i posti in cui siamo stati, un po' come una cronologia. Il bracciale ce lo portiamo sempre dietro mentre invece l'oculus lo dobbiamo lasciare a scuola.

-Ragazzi prendete tutti i vostri oculus e indossateli oggi visiteremo il mercato-

Per ogni epoca della storia che affrontiamo abbiamo ci è affidato un personaggio basato sulle nostre caratteristiche fisiche. Nel mondo presente sono una semplice ragazzina con occhiali e apparecchio, ma quando sono a Roma, nell'antica Roma, sono una ragazza libera, figlia di un mercante proveniente dall'Iberia, indosso una tunica celeste, sandali di cuoio e ho i capelli rossi come il fuoco tenuti in ordine da pettini d'oro, indosso gioielli e i miei occhi verde smeraldo sono decorati da un filo di matita nera. Insomma sono chi vorrei essere.
Indosso i miei oculus e improvvisamente mi ritrovo nella pizza del mercato, mi chiedo quanto lavoro ci sia dietro questo marchingegno, ne sono veramente affascinata.
Ci ritroviamo in massa nella Roma ricostruita a gironzolare per le strade, è magnifico ed è tutto così reale che mi chiedo se sono davvero nel passato o se si tratti di una fedelissima ricostruzione. Incrocio sguardi con i passanti e mi chiedo se loro mi possano vedere, ad alcuni accenno un saluto però corro via prima di scoprire se vengo ricambiata.

E dopo un'ora didattica ci lasciano mezz'ora per girovagare a nostro piacimento. Io torno nel mercato, il caos, la calca, le urla di offerte, il profumo dei cibi mi affascina. La mia passione è la cucina e adoro studiare in queste simulazioni gli ingredienti dell'epoca, infiltrarmi in una cucina a spiare cosa e come cucinavano e ripetere l'esperienza a casa. A volte vengono fuori piatti buoni e altre volte cose vomitevoli.
Per la mia tesina d'esame sto lavorando proprio sulla cucina lungo la storia e queste lezioni sono molto utili per me: prendo appunti che poi a casa trascrivo sul mio tablet. Per la fine delle superiori avrò completato il mio eBook di ricette.

Sono concentrata in un odore particolare proveniente da una cucina quando improvvisamente mi scontro contro qualcuno. Guardo avanti e mi ritrovo un ragazzo sui venti anni, almeno credo, alto con i capelli neri. D'istinto esclamo - Oh mio dio scusami tanto - il ragazzo mi guarda come se avesse visto un alieno, poi realizzo che mi trovo a Roma nell'anno II d.C. e che la lingua parlata è il latino. Mi tappo d'immediato la bocca, come se servisse a rimangiarmi ciò che ho detto. Mi giro di corsa e scappo via facendo lo slalom tra i passanti. Sento volare qualche insulto. "brava Lucrezia ora hai scoperto non solo che ti vedono, ma che 4 anni di latino studiato alle medie e al tuo primo anno di liceo servono a riconoscere quando ti insultano".

Corro a perdifiato fino a raggiungere dei bagni pubblici, mi fermo a riprendere fiato. Mi rigiro e rivedo il ragazzo. La mezz'ora è passata, l'oculus si spegne e io ritorno nel 23º secolo.

- Bene ragazzi spero che vi siate divertiti, ora per domani voglio che copiate e studiate i vostri appunti presi oggi nei vostri quaderni, a domani -.

Gli appunti. Il mio quaderno. Dannazione dev'essermi caduto dalla borsa quando mi sono scontrata con quel ragazzo. Ripenso all'ultima immagine prima che l'oculus si spegnesse: rivedo il ragazzo alto e moro, aveva qualcosa tra le mani, ma cos'era? Dannazione il mio quaderno!
Devo trovare il modo di tornare là. E di riprendere il mio quaderno o sono seriamente nei guai.

Durante l'ora d'algebra non faccio altro che pensare e ripensare al mio quaderno, al ragazzo e al modo per recuperare i miei appunti. Potrei parlarne con la professoressa e spiegarle tutto, ma quando ci hanno consegnato gli oculus si sono severamente raccomandati di non attirare l'attenzione di nessun personaggio perché potrebbe trattarsi di un bug e che potremmo restare intrappolati. Se le parlassi si scatenerebbe l'inverosimile e ci toglierebbero tutti gli strumenti e torneremmo a studiare storia sui libri, come faceva mia nonna. No, devo trovare un modo.

Chiedo il permesso di andare in bagno, l'aula di storia a quest'ora è vuota. Decido di recarmi là, durante l'intervallo mi vedrebbero troppe persone. Entro furtivamente in aula e per mia sorpresa vedo la nostra professoressa di storia, la signorina Sergenti collegata ad un oculus, mi chiedo che starà facendo. Mi reco verso il mio banco e infilo l'oculus dentro la felpa. Esco e torno in classe.

Ho sempre più domande che mi frullano nella testa. Chi era quel ragazzo? Che ci faceva la professoressa nell'aula ancora con l'oculus? Ma soprattutto come diamine recupero il mio quaderno.



Commenti

pubblicato il lunedì 21 marzo 2016
Bule, ha scritto: È bella l'idea! A questo punto sarei curioso di sapere come va a finire ;)

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