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lavoro pubblicato venerdì 18 marzo 2016
ultima lettura lunedì 16 ottobre 2017

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The gift: regali da uno sconosciuto

di RobbieAndre. Letto 443 volte. Dallo scaffale Cinema

Simon e Robyn, marito e moglie, si trasferiscono da Chicago alla periferia di Los Angeles con l'entusiasmo per il nuovo lavoro di lui e con il sogno e la speranza di potersi sistemare e formare una famiglia. Lì peró incontrano Gorgon, vecc.......

Simon e Robyn, marito e moglie, si trasferiscono da Chicago alla periferia di Los Angeles con l'entusiasmo per il nuovo lavoro di lui e con il sogno e la speranza di potersi sistemare e formare una famiglia. Lì peró incontrano Gorgon, vecchio compagno delle superiori di Simon, il classico "loser" che finisce per attaccarsi quasi morbosamente alla coppia, pensando di aver instaurato con loro un'amicizia che in realtà non viene ricambiata. Robyn si mostra più comprensiva nei confronti di "Gordo il balordo", come veniva chiamato ai tempi del liceo da chi voleva canzonarlo, mentre Simon sembra sempre più insofferente e deciso a troncare questa frequentazione, iniziata contro la sua volontà. Dopo aver quindi troncato i rapporti, verrà innescata una catena di conseguenze che si susseguiranno fino al finale a sorpresa (per me non troppo e spiegheró il motivo). Si capirà che Simon, premuroso maritino che dice di desiderare unicamente la felicità della moglie (quindi un vero sogno per qualsiasi donna), nasconde qualcosa, anzi, più che "qualcosa" per anni è riuscito a non mettere in risalto una parte di sè con la donna che ama. Filo conduttore di tutto il film sono proprio i regali da parte di questo sconosciuto, Gordon, che poi in realtà, tanto sconosciuto non è. Anzi, alla fine è proprio Simon il vero sconosciuto per la moglie.

Lungi da me il voler spoilerare, difatti non ho volutamente raccontato dettagli, nè il finale, peró vorrei analizzare alcuni passaggi e per farlo mi servono alcuni punti chiave. Perció consiglio a chi vuole prima vedere il film di posticipare la lettura di questa recensione. Ho apprezzato l'interpretazione di Joel Edgerton, che tra l'altro, ricordiamo, ha anche scritto e diretto il film; tuttavia ero piú curiosa di vedere l'interpretazione di Jason Bateman, che finora avevo ammirato in ruoli comici (ricordo "Come ammazzare il capo e vivere felicemente"). Fino ad un certo punto del film è stato in linea con quanto avevo già visto, ma perchè il suo personaggio lo richiedeva. Poi, il cambiamento, e Bateman c'è riuscito.

Veniamo ora alla trama. Inizialmente buona la suspance. Peró personalmente non mi piace quando riesco a prevedere troppo cosa succederà nel film. L'episodio dell'invito a cena e della casa lussuosa che Gordon spaccia per sua.....visto e rivisto, mi dispiace. Purtroppo questo lo avevo capito subito, così come mi aspettavo che una persona con evidenti comportamenti morbosi doveva aver pensato ad un modo per spiare Simon e Robyn durante la sua assenza. E siamo già a due (e io non sono mica Einstein!).

Interessante l'idea di articolare in tal modo il passato che lega Simon e Gordon e la morale finale: non sappiamo quanto Gordon abbia tratto giovamento da tutto ció, perchè una vendetta non cancella il dolore subito e passato, ma il nostro Simon ha ricevuto tante lezioni di vita tutte in un giorno, perdendo così lavoro, famiglia e credibilità.

Argomento bambino: lo avevo previsto? Mmm, questa era difficile, ma ho pensato al film "Bed time", in cui il portinaio psicopatico si apposta sotto al letto di una condomina che violenta, una volta assopita a causa del sonnifero. Da tale, disgustosa, unione nascerà poi un figlio.

In sintesi, per me il film ha diversi buoni spunti, ma allo stesso tempo vengono usati molti clichè del genere thriller e questa cosa in alcuni punti lo fa diventare prevedibile. Dal trailer ammetto che avevo immaginato che Simon venisse colpito dall'uccisione di qualcuno a lui vicino, ma omicidi non ce ne sono stati. Ecco, in questo sono stata stupita. Perchè forse il dubbio con cui Gordon lascia Simon, e con cui quest'ultimo dovrà convivere per tutta la vita, è ancora peggio di un assassinio.



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