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lavoro pubblicato lunedì 7 marzo 2016
ultima lettura venerdì 18 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Uomini-bestie

di cri52. Letto 419 volte. Dallo scaffale Storia

La guerra è anche questa. Non dimentichiamo!'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''

Uomini-bestie

Le bestie arrivarono solo a cento chilometri da Roma, nell'ultima guerra, a fare razzia, quella più vigliacca.
"La Ciociara" è un film che ha vinto l'Oscar e si sappia che vi è narrata un'assoluta verità. Moravia aveva vissuto per un certo periodo fra le montagne azzurre della mia terra cercando ricovero dalle bombe cittadine. Così aveva fatto Cesira, la protagonista del suo romanzo e del film.
Ma la guerra non è solo di altri e può raggiungerti ovunque.
Non c'è luogo dove il male non possa arrivare.
Quando il film uscì nelle sale fu vietato ai minori e ho potuto vederlo solo qualche anno dopo. Venne vietato per l'immagine di una donna che girava fra le macerie tenendosi fra le mani un seno nudo e impazzita dal dolore gridava : " a chi darò il mio latte ora?" ma anche chiaramente, per la scena di stupro di gruppo.
Ho letto il libro, ho visto il film tante volte ma mai quella scena: non ci riesco.
Da bambina sentivo parlare a mezza voce dei "marocchini" passati durante la battaglia nel mio paesino come in altri vicini (non so perché dicessero battaglia e mai guerra...). Ero già sposata ed un giorno mamma e nonna cominciarono a ricordare per caso quei fatti accaduti, nei dettagli, con i nomi, i luoghi; pareva sussurrassero per pudore e rispetto e piansi con loro.
Avevano martoriato ragazzine, donne, anche qualcuna incinta, uomini e ragazzini, perfino il parroco del paese venne legato ad un albero perché con altri uomini dovevano assistere a quei misfatti.
Tutte e tutti si ammalarono di malattie veneree e di quegli uomini sporchi con l'orecchino al naso non ne vollero parlare più, nemmeno quando lo Stato, dopo molti anni, riconobbe loro il diritto ad una pensione.
Non ci sono risarcimenti che possano togliere di dosso le unghie di un branco affamato che ti violavano, che possano ridarti il corpo pulito da donare al tuo amore e togliere la paura di tutte le notti a venire.
Per alcune il tarlo lavorò solerte fin nella testa.
Una sorella di mio nonno aveva nascosto le sue quattro figlie in campagna, nel pagliaio, ma le bestie sapevano annusare e stanarono... la più grande aveva sedici anni.
Queste sono storie silenziose, vere e che ogni volta tornano a farmi male allo stomaco e nel più profondo dell'anima.
Ma i rappresentanti dello Stato, il giorno della LIBERAZIONE parlano solo di Partigiani, di Olocausto e delle grandi stragi di civili.
Ho voluto ricordare lo strazio di tanti paesini della mia Ciociaria che oltre morti e feriti subirono anche questa VERGOGNA.
La guerra non la fa mai solo chi imbraccia il fucile e le vittime non sono solo i morti e i feriti ed è sempre la più ingiusta quando tocca l'innocenza e la purezza.


Commenti

pubblicato il lunedì 7 marzo 2016
CarloNobili, ha scritto: Grazie per questo tuo scritto. Sono le storie e lo strazio raccontato da mamma tante volte. Fai bene a ricordare queste cose, c'è troppo oblio e noi che abbiamo raccolto il messaggio dei nostri cari che vissero quelle atroci vicende abbiamo il dovere di riportarle. Questo ci hanno insegnato le nostre mamme e questo dovremmo ricordare. Per noi e per coloro che nulla sanno.

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