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lavoro pubblicato domenica 6 marzo 2016
ultima lettura venerdì 15 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Midnight in Venice

di kitchen. Letto 403 volte. Dallo scaffale Viaggi

E' da poco passata la mezza notte ma, prima di dormire e vagare per i miei sogni cari amici voglio raccontarvi una leggenda o forse meglio confidarvi un piccolo segreto/curiosità. Recentemente ho avuto il piacere di leggere il libro : '' Venezia...

E' da poco passata la mezza notte ma, prima di dormire e vagare per i miei sogni cari amici voglio raccontarvi una leggenda o forse meglio confidarvi un piccolo segreto/curiosità. Recentemente ho avuto il piacere di leggere il libro : '' Venezia è un pesce '' di Tiziano Scarpa e vi ho trovato un piccolo aneddoto che mi raccontò un amica dell'università un paio di anni fa'. Non so se crederci o meno, sta di fatto che quando ho letto quelle righe ho rivissuto quel momento. Sempre alla mezzanotte passata di varie serate universitarie fa, mi trovavo in Piazza San Marco dopo varie ombre sullo stomaco e senza voce: consumata in qualche locale al microfono. Vedere quella piazza così vuota senza nessun turista mi sembrava un sogno. E pensai : la piazza, la piazza San Marco una delle piazze più belle al mondo e l'unica della città (perchè quelle piccole piazzette che attraversate cari miei non sono piazze ma Campi ) è tutta per me. Mi lanciai subito al centro di questo spazio indefinito per ammirare la maestosità della basilica, l'eleganza dei bar/ristoranti sotto i portici e a giocare con qualche piccione che finalmente come me poteva camminare senza la preoccupazione di pestare i piedi a qualcuno. Dopo questo effetto straniante ci dirigemmo dalla parte della piazza verso la laguna e lì, ecco che tornai per pochi minuti una bambina. <<Sai se vai in quella colonna, e ci giri attorno senza appoggiare i piedi sulle piastrelle grigie vedrai che inevitabilmente cadi.E' l'unica di tutta la basilica ad essere quella più sporgente. Veniva usata per dare l'ultima possibilità ai condannati a morte di salvarsi.>> Disse la mia amica. Allora ci andai di corsa e riprovai, riprovai infinite volte. Ma niente. Non sono quante volte coi piedi ho toccato l'inferno. Non pensavo che bastassero fare 3 passi e che si arrivasse così a fondo; forse il fondo non esiste, é la nostra paura di cadere che è troppo grande. Non nasciamo equilibristi ma possiamo sempre imparare a rimanere a galla come fa Venezia da secoli. Come quando si passano le serate nei ''bacari'' a bere qualche bicchiere di troppo e si inizia a barcollare come se stessimo sui vaporetti a cercare un equilibrio in mezzo a quel' acqua che sciacqua, sciaborda, scroscia schianta le mure di questa città. Non vi dico qual'è la colonna. Quando vi trovate davanti alla Basilica però pensatemi e cercate la colonna sporgente, giocate, e divertitevi ad ammirare questo piccolo gioiello grezzo di casa nostra che è Venezia.


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