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lavoro pubblicato lunedì 29 febbraio 2016
ultima lettura venerdì 15 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il giramondo 5

di Tonino. Letto 530 volte. Dallo scaffale Storia

Riassunto della puntata precedente: Cesare, scampato avventurosamente ad un linciaggio in Marocco, si imbarca non senza difficoltà a Tangeri diretto in Spagna;…ma la strada per l’Italia è ancora lunga!...

Gibraltar. Sud della Spagna.
In uno spiazzo assolato antistante la stazione ferroviaria, una massa “solida” di bipedi si dirige, con una foga disperata, verso il treno che è in partenza per la Francia.
Tra questi c’è un uomo…più che un uomo è un enigma, un punto interrogativo organico, un eroe incosciente assetato di esperienze che, come un milite ignoto dell’ ARMIR in ritirata dal Don, arranca affamato verso il suo “train de vie”. Quell’uomo sono io, e sto tentando di tornare a casa.
Il treno parcheggiato su un desolato binario, ha un aspetto vetusto e fuligginoso da scassone da rottamare; tutta la stazione, a dir la verità, mi sembra un parcheggio bestiame: sporca, rumorosa, con annesso un forte odore nauseabondo tipico di sostanza informe anfibia comunemente detta Merda. Manca ancora un’ora alla partenza del convoglio per cui, “giocando di sponda”, cerco un’alleanza tattica per affrontare il lungo viaggio; intravedo 2 tedeschi che avevo incontrato nel percorso d’andata, e cerco di stipulare con loro un conveniente “patto d’acciaio”, utile sia al mio umore che al mio stomaco il quale, inchiodato alla spina dorsale, da alcune ore brontola insistentemente gridando “fame!”
Ma mangiare diventerà da lì a poco l’ultimo dei miei problemi; l’ostacolo più arduo da superare era un altro!...Pep!!
Pep era il capoccia, lo Stalin della “carovana”, il Regio Maresciallo di sua maestà il Re di Spagna, incaricato di “sterilizzare” ogni clandestino imbarcato sul SUO treno. Mentre salivo sul predellino del vagone assieme ai miei “alleati” germanici, lo inquadrai distintamente là in fondo, vicino alla locomotiva: magro, bassotto, calvizie cronica coperta da un cappellaccio militare, aveva 2 baffi foltissimi che associati all’occhio sinistro sempre chiuso e ad un’espressione perennemente ingrugnata, lo rendevano il sosia sputato di Jimmy Finlyson, l’antagonista comico dei vecchi film di Stanlio e Olio.
Io non potevo non salire su quel treno; avevo un ticket valido per tutta Europa ma, un tarlo nel cervello mi diceva che da quelle parti non era valido, difatti…
I miei “camerati” tedeschi me lo confermarono: “Nicht! Nein! No valid!”; …che fare…come un gladiatore coraggioso conscio di rischiare la galera, decisi di azzardare e affrontare la belva: Pep!
Sono tutti a bordo, il treno parte.
La prima ora del viaggio scorre serena, anche se i 2 “cinghios” tedeschi, purtroppo, non hanno niente da mangiare…ma bere a volontà: vodka, whisky, rum, tutto annaffiato con aranciata e cola. Senza esitare ingurgito un cocktail bomba che all’istante mi rinvigorisce e mi prepara alla battaglia che da lì a poco avrei dovuto affrontare. Mentre butto giù il secondo bicchiere, sento un’onda sonora anomala che invade tutto il vagone: Pep…Pep…Pep…Il ciarlare spensierato dei viaggiatori si arresta all’istante, sopito da un terrore conscio e giustificato. Pep fa paura: ha una postura bellicosa, un aspetto austero, e si esprime con forzati vocaboli simil-barbaro-visigoti, legati da rime chiocce che seminano il terrore: GRUNC! PONF! SCRAN! RANCH! Che tradotto vuol dire: FAMMI VEDERE IL BIGLIETTO BRUTTO FIGLIO DI PUTTANA!!
D’istinto mi alzo di scatto. Per un istante i miei occhi incrociano il suo sguardo guercio: Pep aveva capito tutto! Decido di fuggire in fondo al treno per cercare un improbabile rifugio; RONFH! GRANCH!SCRAN! PANCH! , sento la sua glottide vibrare sempre più forte dietro di me. Sono a fine treno; il mio destino sembra segnato ma, ho un’illuminazione disperata…IL CESSO!! “E’ il classico dei classici” pensai, “chiudersi dentro in quel luogo intimo e riservato, è come rifugiarsi in chiesa!...Il cesso è un luogo sacro!!” Le mie speculazioni estemporanee sulla simbologia di quel segreto rifugio erano corrette ma, il mio ragionamento trascurava un elemento fondamentale: se era un classico per me…poteva essere un classico anche per lui, e magari Pep era pure un ateo sacrilego!
Sicuro della mia intuizione “geniale”, mi barricai dentro il wc chiudendo istericamente la serratura. Dopo pochi minuti avvertii una presenza…lì dietro, oltre la porta; come un supereroe dei fumetti, Pep era dotato probabilmente di visione a raggi X, con la quale “sgamava”, scrutando attraverso quel divisorio di metallo, il mio maldestro bluff. D’un tratto vidi smanettare la maniglia furiosamente e avvertii la porta sussultare come incornata da un rinoceronte: “GRUNCH! RONF! CATZ! SPORG! Era lui! D’istinto dissi :”OCCUPATOS!”, ma subito dopo mi domandai :”non avrà mica il passe-partout?”…ce l’aveva!
Lo sentii armeggiare con la chiave universale, deciso a svelare la mia clandestinità; senza esitare mi calai le brache e mi sedetti sulla tazza del water. La porta si aprì. Pep, con una smorfia iraconda gonfio di rabbia repressa esplose:” IORK! ZACROF! RONCK!” che tradotto voleva dire più o meno:” Cosa fai qui?”; “Secondo te?” gli risposi mimando un intenso e inequivocabile sforzo fisiologico. Con un’espressione tra lo schifato e il disgustato, mi ordinò di finire alla svelta, assicurandomi che mi avrebbe aspettato fuori.
Ero spacciato, senza più speranze; pensai di uscire dalla finestra, ma era troppo stretta; ipotizzai addirittura di svitare la tazza del cesso per calarmi attraverso il buco lungo le rotaie…tutto inutile. Dovevo affrontarlo, era inevitabile.
Pep mi aspettava impaziente con un aria alquanto incazzata; gli consegnai passaporto e biglietto e, come temevo, il ticket non era valido. Sbraitò, bestemmiava in catalano e soprattutto pronunciò più volte quella parola che aveva messo in ginocchio migliaia di altri sventurati come me: POLIZIA!!...insomma, mi voleva far arrestare! A quel punto, come un Principe del foro che difende un pluriomicida stupratore, pronunciai questa arringa che rimarrà nella storia per audacia e disperazione:
Señor...

Continua…



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