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lavoro pubblicato lunedì 29 febbraio 2016
ultima lettura martedì 19 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il giramondo 3

di Tonino. Letto 596 volte. Dallo scaffale Storia

Riassunto delle puntate precedenti: Cesare, sbarcato a Stoccolma, vuole conoscere il civile popolo svedese. Inoltrandosi nella capitale scandinava fa diversi incontri. Dopo aver passato qualche ora in allegria con Corinna,una giovane indigena, di ritorno

..percorrendo quello stradone per 200 metri, vidi poco più in là, parcheggiate davanti al portone di un condominio, 2 ragazze che gridavano a squarcia gola. Mi fecero segno di avvicinarmi. Non mi feci pregare e le raggiunsi con fare curioso.
Erano bellocce forte con tanto di minigonna svolazzante; sbraitavano alla grossa, avevano sicuramente fatto il pieno di birra tutta la sera. Dopo essermi dichiarato italiano, la più audace sproloquiò in un idioma anglo-vichingo frasi rauche e aggressive che sapevano di bestemmie anti-italiche. Non ci feci caso. Ero concentrato invece sulla ragazza "timida" che, anche se era una spettatrice muta, alzava provocatoriamente la gonnella mostrando sfacciatamente la sua lingerie super porno.
Decisi di buttarmi. Mi avvinghiai a mo' di piovra su quel fisichino sinuoso, e non era per niente timida! Anzi, CI STAVA!! C'era però un piccolo particolare: quell'altra, la più audace, sferrava alle mie spalle colpi dolorosi di Kung fu che si infrangevano contro le mia povere membra infoiate. Io, senza mollare la presa "principale", cercavo di distanziare la "matta" con colpi di tacco chirurgici, che però servivano solo a far diventare ancor più violenta quella pazzoide seguace di Bruce Lee.
Dopo l'ennesimo colpo di karate ricevuto tra capocollo e cervelletto, capii che queste diavole viziose erano sicuramente 2 LESBICHE SADOMASO SUPER INCAZZATE, ed io ero il loro vitello grasso da sacrificare nella loro orgia. D'un tratto sbottai: "Basta! Mi avete rotto i coglioni!!" gridai, "Andate a fare in culo brutte stronze!! Ero viola dalla rabbia. Loro, percepita la mia ira assassina, dopo una frase di commiato della più audace, si rifugiarono correndo istericamente dentro il portone alle loro spalle, sparendo per sempre dalla mia vita.

Di nuovo solo, decisi di ritornare sul corso principale. Erano le 4,30...cominciavo ad essere un po' "stanchino".
Camminando su quel vialone deserto, d'un tratto sentii un boato. Sembrava un B52 o un Jumbo jet in fase di decollo. Niente di tutto ciò: era un taxi! Sfrecciava a 200 all'ora nel deserto urbano con chiari problemi di marmitta. Decisi di urlare l'ALT. Inchiodò.
Incurante di aver dilapidato sull'asfalto centinaia di corone in pneumatici, l'autista abbassò il finestrino. Gli feci la domanda di rito: "tu conoscere hotel caffè Raicaz?" Con faccia perplessa mi diede una risposta secca e inequivocabile: "NO!!" Ingranò la prima e smarmittando sparì nella notte.

Spacciato senza più chances, ebbi l'illuminazione dell'ultimo neurone disponibile. "Non è l'ultima strada a sinistra" gridai, "è la penultima a destra!!".
Con la mia nuova mappa mentale seguii quell'ultima traccia disperata...Eccolo!! L'avevo trovato! Il mio ostello!!, Si chiamava hotel cafè Reykjavik! "MA VA'CAGHER!!" Dissi ad alta voce. Felice del ritrovamento suonai il campanello...nessuna risposta. Suonai ancora: idem con patate. Bussai e poi presi a calci la porta: nessun cenno di vita.
Dopo un po' realizzai l'amara sorpresa: in un cartello grande come una casa, c'era scritto:"L'ostello chiude alle 23,00 e riapre alle 8,00. Chi arriva in ritardo STA FUORI!!". Erano le 5...ancora 3 ore nel freddo buio del nord...Mi sedetti sul gradino appoggiando la testa alla porta...mi addormentai distrutto. Tre ore dopo uno scossone mi svegliò: era la capò del "lager" che spalancava il portone. Entrai. Intravidi il letto e mi gettai a pesce sul materasso coprendomi totalmente con la coperta.
Dopo 5 secondi esatti, la "nazista" strappo via da me quel panno caldo e gridando urlò alterata: "RAUSSS!!!".
Non avevo scelta, dovevo sparire e anche in fretta. Feci i bagagli e mi diressi verso la stazione dei treni.
A ogni incrocio, stranamente, trovavo un "gentile" svedese che, ancor prima della mia domanda, mi indicava sicuro la direzione da prendere.
Dopo poco arrivai alla meta e, guarda caso, il treno Sigmund per Copenaghen stava per partire. Salii sul mezzo e stramazzai sul primo sedile che trovai vicino al finestrino.

Gli occhi mi si chiudevano ma...guardando attraverso il vetro vidi una ragazza che aveva un nonsochè di familiare...aveva la divisa da poliziotta e mi sorrideva affettuosa con un'espressione...materna. Sgranai gli occhi e capendo gridai: "Corinna!!, Ma tu sei..." Lei mi sorrise e annuì con la testa. Tentai di abbassare istericamente il finestrino ma era bloccato; intanto sentii il fischio del capostazione e il treno si mosse. Col naso spiaccicato contro il vetro provai a chiedergli: "Perché non me l'hai detto??" Lei non mi rispose e salutandomi con la mano disse quasi protettiva: "Good luck!". Il treno prese velocità. La sua immagine di angelo in divisa sparì per sempre dalla mia vista...
Ero troppo stanco per provare commozione. Crollai sul sedile...in un sonno profondo e sognante.

Mi svegliai a Helsingborg, vicino al confine danese e mi accorsi di essere circondato da un gruppo di giovani chiassosi di tutte le razze. "Dove andate ragazzi?" chiesi curioso. "Marocco!!" risposero in coro. Senza esitare dissi di getto "Vengo anch'io!!" Un grido di entusiasmo inondò lo scompartimento. Mi aspettava un lungo viaggio con nuovi amici verso una meta sconosciuta: il MAROCCO!...
Ma questa è un'altra storia.

Continua...


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