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lavoro pubblicato domenica 28 febbraio 2016
ultima lettura mercoledì 15 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il giramondo 2

di Tonino. Letto 503 volte. Dallo scaffale Storia

Riassunto della puntata precedente: Cesare sbarca a Stoccolma e ingenuamente si avventura nella metropoli scandinava facendo strani incontri. Lo aspetta una lunga notte...

...la metro, così pulita e ordinata, mi portò cullandomi verso dove ero partito.
Ero sereno, rilassato, non me ne fregava niente di niente...però, questa anestesia sentimental-edonistica stava per finire.
Scesi dal treno e salii le scale della fermata: e fu lì che i litri di alcol etilico bevuti, si trasformarono in acido psicotico muriatico! Mi guardai intorno, cercai lo sguardo di qualcuno...zero di zero! Dopo 5 minuti di perplessità stralunata, il panico mi fece sbroccare nel nulla: "Dove minchia sono!!, Dove cazzo è il mio hotel?!"
Avevo il blocco mentale, non mi ricordavo niente di niente; ne se dovevo andare a destra o a sinistra, ne l'indirizzo e addirittura neanche il nome dell'hotel!! "Porca mignotta" pensai, "adesso come faccio, dormo per strada come un barbone?"
Dovevo per forza trovare quel cavolo di ostello, lì avevo tutti i miei "averi", soldi e documenti, ma sopratutto pensavo ad un comodo letto su cui dormire per qualche ora. Ricordavo solo una cosa vagamente: Hotel caffè Raikraft o Raicaz, una cosa del genere: nome curioso che mi sembrava aver sbirciato sulla porta di quella "tana per polli", poco prima di uscire.
Dovevo cercare indicazioni, informazioni, che "sicuramente" avrei trovato da quel "buono e ospitale" popolo svedese, che come tutti sanno ama follemente "l'homus italicus".

Di istinto mi buttai a sinistra e, dopo poche centinaia di metri, sentii un lieve segno di vita pulsare lì in fondo alla strada, segno di vita che divenne un clamore assordante dopo pochi passi.
Senza pensare troppo, entrai nel locale incurante di cosa fosse quel covo di svedesi nottambuli. Subito mi diressi verso la cassa, sicuro di trovare una dolce e timida cassiera scandinava: niente di tutto ciò. Non solo non era dolce e timida, era addirittura un nerboruto cassiere, per di più un cesso d'uomo incredibile. Feci il disinvolto, gli chiesi del mio hotel: "Tu conoscere hotel Raicaz o Sticazz?" Il cassiere sorrise soddisfatto e mi indicò di entrare dentro la discoteca dove la musica House ti spaccava i timpani.
Dentro quella bolgia tutti mi sorridevano, mi abbracciavano, mi invitavano a bere con loro, a dir la verità avvertivo anche qualche manata sul pacco..."mah" pensai, "sarà un'usanza svedese!"
C'era una cosa che però non mi tornava: non c'erano donne, neanche racchie, solo della gran "braga". Sul momento non ci diedi importanza, ricambiando con sorrisi e pacche generose sulle spalle, quei simpatici omoni che mi offrivano a ripetizione "cicchetti" di Tequila. Dopo i primi tentativi falliti di domandare dove fosse il mio hotel, gliela diedi su, e ingurgitai un numero imprecisato di bicchierini bum bum che, invece che rilassarmi, mi stimolarono quel dubbio che già avevo avvertito fin dall'entrata in quel girone infernale; dubbio che divenne certezza quando vidi due energumeni barbuti che si "fioccavano" appassionatamente con tanto di lingua in bocca. Poi nel momento in cui, un certo Ghunter, con tanto di parruccone rossiccio, si dichiarò come TRANS, ebbi l'illuminazione che mi fece gridare disperato: "SONO IN LOCALE GAY PORCA MIGNOTTA!!!".

Ero teso, avevo un espressione facciale rigida se non disperata. Cercavo di capire dove fosse l'uscita, ma non era facile visto quella musica assordante che mi intontiva e quella masnada si gay eccitati che mi circondavano.
Decisi di lasciare i miei "spasimanti" con la scusa di cercare il bagno. Mi diressi verso destra e, in pochi secondi non so come, mi trovai fuori. Ero salvo!
A passo veloce quasi di corsa, ritornai da dove ero partito: la fermata della metro. Ero punto a capo. "E mo'? Che faccio?" Dissi ad alta voce.
Guardandomi intorno in cerca di riferimenti, scorsi dall'altro lato della strada, una bacheca con in evidenza la mappa della città. "E' fatta" pensai, "ci siamo" gridai contento; l'entusiasmo però durò poco in quanto le indicazioni della cartina, erano scritte in...svedese o cinese o magari arabo, insomma non si capiva una mazza.
Con fare concentrato nell'intento di decifrare a mo' di Champollion quella stele di Stoccolma, non mi accorsi di avere a fianco un biondo "nanetto" che probabilmente era "espatriato" dal locale gay poco distante.
Attaccò bottone. Si propose di aiutarmi, voleva invitarmi a casa sua per la notte, di più, era intenzionato a farmi conoscere sua moglie...in tutto e per tutto...ci siamo capiti no? In sostanza mi proponeva un orgia a 3 a casa sua. Lo mandai a cagare su 2 piedi. Ne avevo abbastanza si Stoccolma, degli svedesi, e di tutta la "civile" Scandinavia! Volevo il mio letto, porca puttana!!

L'ometto biondo se ne andò deluso ed io mi ritrovai di nuovo solo. Decisi di muovermi. Andai a destra e poi subito a sinistra. Percorsi quello stradone per 100 metri, quando vidi fuori dalla porta di un condominio, 2 ragazze che gridavano mezze brille. Mi fecero segno di avvicinarmi. Non mi feci pregare e le raggiunsi con fare curioso...

continua...



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