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lavoro pubblicato lunedì 22 febbraio 2016
ultima lettura sabato 25 gennaio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Intervista a Napoleone

di Ma. Letto 421 volte. Dallo scaffale Umoristici

A voi non è mai capitato di intervistare qualcuno di importante? Beh, a me si. Ed è stato proprio lui: il grandissimo, il potentissimo e celeberrimo Napoleone.

Sono le 14.05 e tra 25 minuti ho appuntamento con un certo tipo di nome Napoleone. Da quanto mi hanno detto, ho da fare un’intervista a questo tizio. Spero proprio che non sia come questo signore che mi ritrovo davanti in questo momento, che sembra essere appena sceso da un cavallo bianco, che adesso sta legando con una corda al palo della luce. La cosa che mi colpisce di questo signore è proprio il suo modo di vestire, mi da l’impressione che quasi ci fosse nato con quei vestiti addosso, ha dei capelli così lisci e lunghi che gli ricadono sulle spalle, se non fosse per i suoi vestiti, da dietro lo avrei scambiato per una donna, non solo per i capelli ma anche per la sua bassa statura. Mi chiedo come faccia a salire su quel cavallo.
Forse è meglio se vado a mangiarmi qualcosa, prima che arrivi il signor Nacoso come si chiama.
-Scusi?- Sentivo questa voce, ma non vedevo nessuno.
-Ei sono qua giù!- Mi volto e abbassando lo sguardo mi ritrovo il tizio di prima, quello vestito male col cavallo.
-Si, mi dica- Gli rispondo io.
-Sono qui per un’intervista, non è che per caso lei saprebbe dirmi se mi trovo nel posto giusto?- dice lui
-Ah si, lei deve essere il signor Nacoso?-
-Si, mi perdoni, si dice Napoleone-
-Ah sisi certo, ma comunque adesso è presto per l’intervista, ce l’abbiamo tra 20 minuti. Vuole pranzare con me?-
-No grazie, ho già mangiato sul mio cavallo, mentre venivo qui-
-Ah, è proprio sicuro di non voler niente?-
-Certo, però non ci metta troppo.-
Che tipo. Pensavo tra me e me. Mi allontano di corsa da quel posto. Ma chi diavolo me lo fa fare?! Facciamo che adesso chiudo gli occhi e poi quando li riapro è sparito sia lui che il suo cavallo. Li chiudo. Appena li riapro vedo il tizio che mi fissa da lontano, non ci posso credere. E’ reale. Tutti a me capitano. Prendo il block notes e scrivo: “tizio con vestiti strani, cavallo legato a un palo, mangia mentre cavalca”. Penso che queste tre informazioni bastino per rinchiuderlo in un manicomio. Guardo l’orologio, sono le 14.28, forse è il caso che mi avvii. Appena arrivo, lo trovo addormentato lì abbracciato al suo cavallo.
-Hem Hem, comunque se vuole possiamo entrare per iniziare l’intervista.-
-Oh si, certo. Stavo controllando se il cavallo aveva le pulci.-
-Certo, ad occhi chiusi però- dico io
- Scusi, non ho capito, cosa ha detto?-
-Niente, niente, si sieda pure qui.-
Una volta seduto, il mio sguardo si concentra sulla sua faccia pallida e osservandolo negli occhi, si poteva vedere la profondità nella quale questi si trovavano.
-Senta signor Na..-
-Napoleone- dice lui con sicurezza, tralasciando anche una leggera sfumatura di orgoglio.
-Ok, me lo faccia scrivere prima che me lo dimentico- dico – bene, allora, dato che lei è famoso, tutti la conoscono, tutti sanno chi è, non è vero signor.. coso, Napoleone?-
-Beh si, io..-
-Lei è sposato?-
-Ora non più.-
-Cosa è successo?-
-Beh, poco dopo il mio matrimonio io ricevetti il comando dell’esercito d’Italia e così io partii per la mia prima gloriosa campagna militare e mentre io ero via, lei si frequentava con un altro, ma questo non lo scoprii subito, e nel frattempo io le mandavo ogni giorno le mie lettere passionali, la pensavo sempre, ero disperato perché mi mancava, ero completamente innamorato di lei.
-Beh, mi dispiace, purtroppo sono cose che capitano. E invece adesso come sta? Ha trovato un’altra con cui colmare il vuoto che le ha lasciato la sua..-
-Giuseppina si chiamava, il suo nome suonava così dolce-
-Mi sa che io e lei abbiamo gusti completamente differenti, signor coso, risponda alla domanda precedente per favore.-
-Ah, si beh adesso va molto meglio, frequento spesso molte donne e perché no, anche uomini-
-Bene, direi che adesso se la sta passando alla grande. Oh, si è fatta l’ora, devo andare. E’ stato un piacere parlare con lei-
-Cosa? L’intervista è già finita?-
-Beh si, era questo quello che mi interessava sapere, la ringrazio molto per essere venuto fin qui. Ah mi tolga una curiosità, ma dove ha preso quei vestiti? Al mercato non li trovo-
- Beh, non ricordo bene, sono passati anni. Li presi ancor prima di conoscere Giuseppina.-
-Ah, beh,-e sicuramente non se li sarà nemmeno tolti da quel giorno,penso tra me e me- adesso capisco perchè non si trovano al mercato. Arrivederci, signor Na..-
-Napoleone, signora, Napoleone-
-SIGNORINA, signor Napoleone, SIGNORINA-
-Arrivederci, ehm... signorina-
Appena uscita rimango lì fuori a vederlo salire sul suo cavallo, alla fine ci riusciva con estrema facilità. Mi saluta con un cenno di due dita. E lo guardo allontanarsi sempre di più, fino a quando non diventa un puntino che pian piano si dissolve nell’aria.



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