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lavoro pubblicato giovedì 18 febbraio 2016
ultima lettura lunedì 17 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Peccato Originale

di Bule. Letto 489 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Il visore illuminò la parete affianco al letto di Janus e l’avviso sonoro ruppe il silenzio nella sua stanza. Era Ivy e dava le spalle allo schermo.«   Ei, Ivy? Ivy…Mi hai chiamato tu, cosa Vuoi? » Ivy si girò e senza nemmeno guardarlo, disse.. ....

Peccato originale

1 - Presente

Il visore illuminò la parete affianco al letto di Janus e l’avviso sonoro ruppe il silenzio nella sua stanza.
Era Ivy e dava le spalle allo schermo.
« Ei, Ivy? Ivy…Mi hai chiamato tu, cosa vuoi? »
Ivy si girò e senza nemmeno guardarlo disse: « Eccomi! Credo di esserci riuscita! »
« Sai che ore sono? »
« Lo so, lo so! Scusa ma non potevo aspettare fino a domani. Ho capito tutto; devi venire qui subito! Devo spiegartelo di persona »
« E cosa cambierebbe se me lo dicessi domattina? »
« Forse non hai capito; la storia si dovrà riscrivere dopo stasera »
« Sogni ad occhi aperti! Va bene…dammi mezz’ora »

Sulla piccola seduta del levitatore Janus pensava a Ivy. Aveva davvero le capacità per cambiare il mondo, ma alla stesso tempo distruggeva sistematicamente tutto quello che la circondava; compresi i legami con le persone che cercavano di starle vicino. Ci era davvero arrivata? Impossibile..
Poco dopo averla conosciuta alla facoltà, si era preso una bella cotta per lei e aveva cercato in tutti i modi di diventare intimo, nonostante sapesse che era controproducente; Ivy era sempre riuscita a tenerlo a distanza e lui non era mai riuscito a capire se lei provasse interesse o meno. Ora, dopo anni, si rendeva conto che la vera domanda era se Ivy aveva un qualsiasi interesse per il resto del genere umano oppure no. Era così distaccata. Iniziava a sentirsi a disagio perché, sebbene fosse convinto che Ivy non aveva scoperto niente di significativo, allo stesso tempo temeva il contrario. Il fatto di avere un debole per lei avrebbe offuscato il suo giudizio?
Il viaggio, in assoluta assenza di gravità e di attrito, durò pochi minuti e mentre ancora Janus era perso nel crocevia dei suoi pensieri dovette fare un balzo dalla sedia per non perdere la fermata.
Quando Ivy gli aprì la porta non poté fare a meno di notare che la casa assomigliava più ad un covo di tossicodipendenti che alla casa di una studiosa del suo calibro.
« Devi assolutamente far venire qualcuno a darti una mano! »
« Già… » Rispose lei distrattamente.
« Sul serio! non sto scherzando; ti puoi ammalare vivendo qui dentro »
« Si, ti prometto che darò una bella ripulita. Vieni, ti faccio vedere »
Era eccitata. L’aveva già vista in stati di fervore mistico, ma questa volta sembrava essere del tutto fuori controllo.
« Ho la prova inconfutabile che la razza umana non ha avuto origine qui »
« Tutto qua? » Rispose ironicamente Janus.
« Stai scherzando, vero? Non capisci l’importanza… »
« Stavo scherzando Ivy… »
« Resta concentrato per piacere! » Lo imbeccò lei.
« Certo, ma lo sai che ore sono? In questo emisfero gli essere umani dormono in genere e nemmeno tu sei pagata per lavorare a queste ore… »
« Non mi interessa di essere pagata! Questa scoperta cambia tutta la prospettiva sulla storia del genere umano! »
« Ti ascolto dunque »
« Mi sono concentrata sull’anello mancante, quel salto evolutivo che ci ha portato da semplici ominidi a Homo Sapiens. Nella scienza moderna si da per scontato che le condizioni favorevoli e altri elementi casuali abbiano fornito la condizione per questo balzo in avanti fatti due milioni di anni fa. Sono partita da un metodo deduttivo, anziché cercare risposte in quello che sappiamo sulla nostra specie ho fato ricerche su qualunque fattore esterno potesse indicare un cambiamento significativo »
Spiegati meglio; cos’hai cercato? »
« Segnali! Variazioni nel clima, nei livelli di gas, nella biosfera; qualsiasi cosa che potesse permettermi ragionevolmente di pensare che qualcosa fosse cambiato. Non ti nascondo che in alcuni momenti è stato frustrante; avevo l’impressione di brancolare nel buio, ma alla fine ho trovato un segno e poi altri ancora! »

2 - Due milioni di anni prima

« Il cerchio sarà presto chiuso Odin e il nostro lavoro è finito »
« Mhm… »
« Tutti i pianeti sono stati inseminati, abbiamo lasciato le tracce che garantiranno lo sviluppo della civiltà nella direzione prevista…direi che non ci resta molto da fare. Voglio sapere cos’hai deciso »
Freyja camminava lentamente davanti all’ampia vetrata all’ultimo piano dell’osservatorio e il sole, che ormai sarebbe stato impossibile osservare se non attraverso il vetro al grafene, inondava tutta la stanza di una luce calda e rossa. Si avvicinò a Odin e iniziò a fissarlo.
« Non è una nostra scelta. Semplicemente non possiamo; comprometteremo tutti i risultati »
« Ma chi dice che sia sbagliato? »
« In cuor tuo, lo sai anche tu »
« E quindi finisce così? »
« Cosa dovremmo fare Freyja? » Odin iniziò a spazientirsi.
« Be abbiamo fatto tutto questo per preservare la vita, giusto? per non farla morire con il nostro pianeta, ma se noi dobbiamo morire qui, abbiamo fallito »
« Perché ti preoccupi tanto? Potremmo vivere qui almeno un centinaio di orbite solari ancora, prima che l’atmosfera diventi insostenibile, e non ci resta tanto da vivere, anche se siamo giovani»
« Sono incinta Odin… »
« È impossibile! Sei sterilizzata »
« Ho mentito…non mi sono mai fatta sterilizzare »
« Cosa? Mi stai prendendo in giro? È un reato Freyja, non essere sciocca »
Vuoi denunciarmi? »
No, ma io… »
« Gli unici a cui interessava preservare le nascita su questa pianeta ormai sono morti e alle poche centinaia di persone rimaste non importerebbe »
« Preferirei che non me lo avessi detto! Dannazione Freyja, sei uno scienziato! Hai fatto un giuramento e sapevi che avresti dedicato la tua vita al bene di tutto il genere umano »
« Il genere umano è al sicuro! Abbiamo portato il nostro seme in cento pianeti e… »
« Non possiamo sapere se l’innesto sarà efficace e non possiamo contaminare nessuno dei pianeti con la nostra interferenza diretta. È fuori questione Ivy; non credevo fossi seria quando me ne hai parlato »
« Capisco le motivazioni scientifiche, allo stesso tempo però non posso accettare che la vita dentro di me sia destinata a morire qui ancora prima di nascere »
« I pianeti sono stati inseminati perché è l’unico processo naturale che permetterà al nostro patrimonio genetico di svilupparsi in armonia con il pianeta che lo ospita e il resto delle forme di vita che lo abitano. Se avessimo potuto semplicemente trasferirci tutti non saremmo rimasti qui a morire!!! » Odin era furioso, non accettava la cecità e l’egoismo della sua collega. Davvero era disposta a mettere a rischio il futuro di tutto il loro patrimonio genetico pur di mantenere in vita il suo retaggio?
« Conosco i motivi per cui si è agito in questo modo, ma credo che due soli esemplari non comprometterebbero l’innesto. Io non voglio farlo da sola »
« È che futuro avrebbe tuo figlio in un pianeta che non è il suo? e per giunta da solo, una volta morti noi. Non mi pare che il destino della vita che porti in grembo sarebbe più roseo su uno dei nuovi pianeti »
« Sono gemelli Odin! È il principio della moltiplicazione cellulare si applica anche ai sistemi complessi che ne derivano… »
« Allora lo stai ammettendo? Tu saresti intenzionata a fondare la TUA personalissima colonia! Mondo Freyja? È così che lo chiameresti? »
« Lo chiamerei un rischio, hai ragione, ma si tratterebbe di un solo pianeta su cento »
« E se proprio quello fosse il migliore? Se inquinassi il pianeta che ha la maggior possibilità di diventare la casa del genere umano a lungo termine? »
« È un rischio che sono disposta correre »
« Io no! perché sono rimasto lucido, a differenza tua! Non ti permetterò di realizzare il tuo grottesco piano, ne tanto meno verrò con te »



3 - Presente

Allora Ivy, vuoi dirmi cos’è che hai trovato? »
« Come immaginavo l’incredibile salto genetico della nostra specie non è l’unico inspiegabile cambiamento avvenuto 2 milioni di anni fa e dopo aver cercato a lungo ne ho trovato uno correlato: Gossypium, il cotone! »
« Brancolo nel buio Freyja… »
« Due milioni di anni fa, tanto all’improvviso quanto noi, è apparsa nell’eco sistema la pianta del cotone. Capisci? »
« Si, ma non colgo il nesso » Disse leggermente turbato lui.
« Ho avuto un’illuminazione; ho iniziato a cercare altre tracce che potessero far pensare a un una sorta di innesto forzato e le ho trovate! »
Freyja continuò ad esporre per filo e per segno i suoi passaggi deduttivi, ma Janus non la ascoltava più. La sua attenzione si era fermata sulle parole innesto forzato. Non lo credeva possibile ma aveva capito davvero.
« …ora, capisci che è inconfutabile? »
Quanta energia aveva speso. Provava quasi compassione pensando agli anni che questa giovane ragazza aveva sacrificato, rinunciando a gioia e divertimento.
La consapevolezza alla quale era stato educato e tutto ciò in cui aveva sempre creduto, non gli sembravano più tanto confortanti; in quel momento avrebbe voluto essere semplicemente meravigliato per la genialità delle intuizioni di Freyja, come lo sarebbe stato chiunque altro.


4 - 2580 a.c.


« Cheope, stanno morendo moltissime persone. Alcuni di questi ominidi non hanno fatto altro che lavorare alla tua piramide per tutto il loro breve ciclo vitale. Non ti sembra di esagerare? Credo tu ti sia calato troppo nella parte »
« In fondo sono il loro dio, perché dovrei accontentarmi? »
« Vuoi sapere cosa mi preoccupa? Per due milioni di anni siamo riusciti a tenere segreta la nostra esistenza e ora i tuoi eccessi rischiano di destare dei sospetti. Lo sai bene qual’è la strada indicata della madre! »
« Ancora con i dettami di Freyja? Non è colpa mia se questi esseri che hanno creato sono dei sotto-sviluppati. Perché non dovremmo trarne tutti i vantaggi? »
« Perché qui siamo solo ospiti!!! » Sbraitò Snefru. « Ricordati che questo pianeta è loro! Noi dobbiamo essere discreti, condividerlo senza interferire »
« Be io non la penso così e lo trovo assurdo! Dovremmo iniziare a moltiplicarci e prendere il controllo completo sul pianeta »
« Gli della stirpe di Gorsimi non te lo permetterebbero mai. Ricordati: una stirpe veglia sull’altra e viceversa »
« Non sappiamo nemmeno se i suoi eredi sono ancora in vita »
« Questo perché a differenza nostra sono stati più discreti »
« Tu sei vecchio e anche le tue idee lo sono. Meritiamo un posto più rilevante di quello a cui Freyja ci ha relegati nel tentativo di espiare il suo peccato »
Stai delirando figlio! »
« Se esistono ancora degli eredi dell’atra stirpe, che provino a fermarmi. Li ucciderò tutti »

5 - 33 d.c.

« Adesso basta! Stai prendendo in giro troppe persone, finirai col portarci alla catastrofe »
« Detto da te che hai vissuto come un re… »
« Si un re, hai ragione! e me ne pento ora che vedo dove vuoi arrivare tu; stai cerando di vivere come un dio! Ricorda che altri in passato prima di te ci hanno provato ed è quasi sempre finita in tragedia. I terrestri si stanno evolvendo non sono più così stupidi e molti ormai sono di discendenza mista. Oh per Freyja! Abbiamo rovinato tutto. Le sue più grandi paure sono diventate realtà. Abbiamo inquinato per sempre il pianeta »
« Sciocchezze! Tu vaneggi padre; siamo più di quanti siamo mai stati e possiamo conquistare il pianeta intero e dominare gli ominidi. Siamo qui, in Grecia, in Persia, in Egitto! Ovunque ormai… »
Joseph brandì un pugnale e prima che il figlio potesse reagire lo trapassò in pieno petto »
« Perdonami! Io devo porre rimedio ai tuoi errori, ai nostri. Il mondo deve pian piano dimenticarsi di noi. Farò si che tu rimanga nella storia come un simbolo, dopo di te nessuno di noi dovrà più erigersi allo status di divinità tra i terrestri; torneremo a seguire le linee che la madre ci aveva indicato. Io mi occuperò anche degli altri, vedrai! torneremo a vivere nell’ombra, come avrebbe sempre dovuto essere »
« Ghg…gh » Jahweh non riusciva ad articolare suoni comprensibili. Il padre gli aveva perforato un polmone, ma non sarebbe morto subito. Tutti avrebbero dovuto vederlo.


6 Presente

Janus respirava calmo e profondamente mentre cercava di mettere insieme tutti i suoi pensieri e di prendere una decisione velocemente « Mi dispiace di non essere stupito » Disse alla fine.
« Be, dovresti! Ti sto dicendo che ho le prove inconfutabili che l’uomo non è nato su questo pianeta! Caspita, non è che si senta tutti i giorni »
« No Ivy…ma io lo so da quando sono nato, come mia madre prima di me e suo padre prima di lei»
Janus raccontò tutto il sapere che gli era stato tramandato e che da milioni di anni veniva trasmesso di generazione in generazione. Raccontò a Ivy chi era davvero, di come la sua razza fosse essenzialmente ermafrodita e potesse generare prole in autonomia; le raccontò di Freyja e della sua fuga dal pianeta madre per far nascere qui sulla terra i due gemelli Gorsimi e Hnoss, di come le due dinastie si erano divise e delle linee guida che aveva dato loro la madre. Gli raccontò di come si perse ogni traccia della stirpe di Gorsimi e di come quella di Hnoss proliferò varcando i limiti di quanto era stato stabilito, di come questo aveva influenzato il corso della storia. Parlò per più di un’ ora ininterrottamente di fronte agli occhi che brillavano di Ivy, fino ad arrivare al 476 d.c. con Romolo Augusto ultimo tra i folli della sua specie a voler dominare il mondo. Gli raccontò che ora lui e sua madre erano gli unici esemplari vivi che conosceva direttamente, almeno per quanto ne sapeva »
« Be? Sto aspettando che tu mi dia del pazzo o che chiami la neuro…dannazione dì qualcosa Ivy! » Il silenzio di lei lo stupiva, non capiva quale fosse la sua reazione.
« Non chiamerò nessuno, lo so che è tutto vero. Solo su una cosa ti sbagli: non furono Joseph e il suo secondo erede a porre fine al dilagare della stirpe Hnoss, ma gli eredi di Gorsimi e tu e tua madre non siete gli unici esemplari in vita! Ci siamo almeno anche io e mio padre »
Janus sentì il terreno franare sono i suoi piedi; per tutti questi anni aveva creduto di essere il custode di un segreto che nessun altro conosceva. Aveva vissuto nella convinzione si essere superiore, anche rispetto a Ivy.
« Allora tutto questo siparietto della scoperta sensazionale? La tua ricerca? »
« Sai, da duemila anni diamo letteralmente la caccia a tutti gli eredi di Hnoss che hanno tradito e a tutti i meticci che erano consapevoli del loro retaggio. Avete messo questo pianeta in ginocchio, lo avete sfruttato piegato, al vostro servizio e non abbiamo avuto altra scelta che intervenire con la forza, uccidendo i nostri simili. Dovevo essere sicura di chi fossi, perché dopo la Corea del Nord non abbiamo più trovato tracce di Hnoss »
« Nelle ultime centinaia di anni io, mia madre e suo padre prima di lei abbiamo vissuto secondo i dettami della madre. Abbiamo pagato le nostre colpe »
« Non abbastanza, credimi! ma non sono qui per ucciderti se è questo di cui hai paura »
« Allora perché? »
« Lo sai che di tutte le cento colonie questa era quella con la maggior probabilità di successo per l’innesto? »
« Non ci è dato sapere… »
« Ti sbagli! Freyja monitorava personalmente le altre colonie, ma decise che Hnoss non avrebbe dovuto sapere. Già in lui il seme della follia che ha contraddistinto i tuoi antenati era evidente e decise di tenerlo all’oscuro, dando invece a Gorsimi il compito di verificare i progressi nelle altre colonie »
« Io non so cosa dire… »
« Sai in quante colonie il nostro seme ha attecchito, oltre a questa? Solo una Janus…una soltanto. La capacità di adattamento del seme innestato era molto più bassa di quello che pensavano nostri antenati »
« Vuoi dire che la nostra specie… »
« Sono molto diversi da noi e dai terrestri sviluppatisi dal seme piantato qui; vivono in armonia con il sistema che li ospita. Cose come la guerra, l’avidità e la fame semplicemente non esistono. Si sono evoluti molto velocemente a differenza nostra e con la loro tecnologia, già da centinaia di anni, sanno della nostra esistenza e sono a conoscenza della storia che li ha preceduti. Stanno fondando altre colonie su altri pianeti, in armonia. Probabilmente sono anche più avanti di quanto non lo fossimo noi nel nostro mondo originario. Capisci l’entità del danno che è stato fatto qui? »
Delle lacrime scendevano sulle guance di Janus, che annuì senza guardarla negli occhi.
« Lo so che sei una brava persona Janus e possiamo rimediare agli sbagli del passato, ma le nostre stirpi si devono riunire. Insieme possiamo guidare i terrestri, correggere la strada che hanno intrapreso verso una più sostenibile e che permetta al retaggio della nostra razza di proliferare nell’universo. Diversamente, a questo pianeta non restano molti anni prima di essere del tutto sfruttato e irrecuperabile. Se sarà necessario potremo generare più figli, ma non per dominare, per correggere in silenzio, per essere efficienti senza dare nell’occhio »
Janus annuiva.


7 - Due milioni di anni fa


Freyja guardava Hnoss e Gorsimi mentre confrontavano i vegetali che avevano raccolto. Avevano imparato già moltissimo e crescevano ad un ritmo impressionante sul nuovo mondo. I cicli orbitali intorno al sole erano molto più veloci che sul loro pianeta, secondo i sui calcoli quattro cicli qui ne facevano uno di quelli a cui erano abituati. Forse questo influiva sul loro incredibile sviluppo.
Hnoss, tesoro! Vieni qui »
« Dimmi Madre »
« Ricordi quello che ti ho detto ieri sera? »
« Certo Madre! Il nostro segreto » Sorrideva.
« Vorresti spiegarmi il motivo per cui abbiamo deciso di agire in questo modo? »
« Faremo credere a Gorsimi e ai sui eredi che in una delle colonie il seme ha attecchito e prolifera perché questo serva da stimolo, giusto? »
« Corretto figliolo! » Gli sorrise « E tu invece? »
« Io e miei eredi ci moltiplicheremo e ci mescoleremo, come hai fatto tu, al seme impiantato perché solo in questo modo la nostra razza potrà sopravvivere »
« Esatto! Ti spaventa questo? »
« No, però mi dispiace che Gorsimi e tutta la sua discendenza crederanno che noi siamo malvagi»
« È un compito difficile quello che ti ho dato, lo so, ma questo lo dobbiamo fare per evitare di commettere lo stesso errore che ci ha portati a morire sul nostro mondo d’origine! Stavamo troppo bene, tutto sembrava eterno e non ci siamo mai preoccupati che un giorno tutto avrebbe potuto finire e poi non abbiamo avuto alternative che provare con l’inseminazione alla cieca delle colonie. Voi dovete crescere e svilupparvi su questo mondo in grande abbondanza e loro invece saranno lo stimolo che vi spingerà a cercare in fretta altri mondi. La finta storia della colonia che ho scritto per loro sarà la loro guida; saranno altruisti e penseranno al bene a lungo termine; voi sarete egoisti e avidi e sarete appagati dalle soddisfazioni personali. Dovrete essere così o la nostra specie morirà entro pochi anni come i semi che avevamo impiantato »
« Potremo mai riunirci? »
« Solo quando la strada vi sarà chiara e dovrà succedere spontaneamente. Nessuno dei vostri eredi saprà la verità che io ho condiviso con te, altrimenti la buona riuscita del nostro intento sarà compromessa »
« Sono comunque preoccupato delle conseguenze…voglio bene a Gorsimi. Non potresti semplicemente assegnarci i nostri compiti in modo trasparente? »
« Vedi quando due insiemi opposti si toccano e si fondono, uno finisce per prevalere sull’altro. Gorsimi è motivata, intelligente e ha sempre avuto una grande influenza su di te. Tu sei buono, coraggioso e accondiscendente. È necessario che i vostri due insiemi non si tocchino per rimanere in equilibrio »
« È se tu stessi sbagliando madre? Chi terrebbe in equilibrio te? »


Fine







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